«Comunque vada, a essere qui per farmi ascoltare da voi mi sento già un vincitore». Parola di Mirko Reto, che questa sera ha incontrato i militanti al suo ristorante “Al posto giusto”, a Varese, per presentare la candidatura al congresso provinciale in programma domenica ad Albizzate.
«Mi sono candidato perché odio le ingiustizie – ha affermato Reto –. Nove giorni per convocare un congresso non sono rispettosi né per i militanti né per chi aveva voglia di candidarsi, magari qualcuno che avrebbe potuto fare una sintesi». Questa l’accusa rivolta allo sfidante, l’uscente Andrea Cassani.
Contro la cui gestione della segreteria si è scagliato il capogruppo in Consiglio provinciale Sergio Ghiringhelli: «Sono rimasto molto deluso. Non è lui a poter dare la sferzata necessaria». Anche il deputato Stefano Candiani ha sottoscritto la candidatura di Reto, imputando a Cassani «un eccesso di protagonismo troppo gallaratese».
Critiche per la convocazione rapida
Applauso in sala quando Max Ferrari annuncia che le sessanta firme necessarie per presentare la candidatura sono state superate.
Poi Reto si rivolge agli oltre settanta presenti: «Sono qui ad ascoltare per decidere in maniera coerente con le necessità del territorio. I problemi di Luino non sono gli stessi di Azzate o Saronno», ha detto, proponendo tre referenti per “coprire” tutta la provincia.
«Mi sono candidato perché odio le ingiustizie – l’affondo del sindaco di Casciago –. Nove giorni per convocare un congresso provinciale non sono rispettosi né per i militanti né per chi aveva voglia di candidarsi».
Per questo, Reto dice di sentirsi già un vincitore e avverte: «Spostare un congresso sulle dinamiche nazionali è un male per la Lega. Non esistono salviniani o antisalviniani. Se vogliamo essere leghisti dobbiamo lavorare per il nostro territorio».
Dello stesso tenore le parole di Matteo Bianchi, consigliere comunale di Varese e già deputato, che ha ricoperto il ruolo a cui ambisce Reto: «Doveroso sostenere Mirko», ha scandito, ribadendo la protesta per i tempi stretti della convocazione. «E il parallelismo col federale non regge – ha aggiunto – perché questo non è un congresso straordinario. È irrispettoso nei confronti del movimento stesso, perché si tratta di un momento discussione o dibattito importante».
Le parole “pesanti” di Ghiringhelli e Candiani
L’intervento più duro è stato quello del capogruppo a Villa Recalcati Ghirnghelli: «Il problema non è Salvini o non Salvini, ma il territorio, dove le battaglie storiche sono scemate. Bisogna dare una sferzata e Mirko è l’uomo che può darla. Non è Cassani. Sono rimasto molto deluso dalla sua segreteria».
Ghiringhelli ha lamentato la mancanza di appoggio a fronte degli accadimenti in Provincia, dalla questione Barcaro al rapporto con Forza Italia: «La segreteria provinciale mi è stata vicino? No, zero. Persino Salvini mi ha chiesto com’era la situazione, ma al tavolo provinciale non si è mai messo in discussione che i nostri alleati di Forza Italia stanno col Pd».
Il capogruppo se l’è presa con Cassani che – ha lamentato – non lo avrebbe invitato ai direttivi provinciali, nonostante la sua presenza sarebbe prevista dai regolamenti. «E la segreteria Cassani ha cancellato la rappresentatività di due terzi della provincia. La Lega è nata a Varese, che è sempre stata centrale. Ma il vicesegretario è di Saronno, il responsabile degli enti locali di Tradate. Sopra Gallarate non ci sono incarichi da anni».
Decise anche le parole dell’onorevole Candiani: «Reto mi ha detto che Lega vive sul noi, non sull’io. Si sente questa carenza del noi dopo un eccesso di protagonismo un po’ troppo gallaratese. Io a Cassani l’ho detto in faccia. La Lega ha bisogno del gioco di squadra. Se una cosa la fai per te stesso diventa un protagonismo che non rientra nel nostro modo di fare». E ancora: «Alcuni militanti mi hanno chiamato per dirmi che stanno subendo “minacce” nel caso di sostegno a Reto e questo non mi piace».
I presenti
Più di settanti i presenti a Masnago. Si vedono volti noti come Andrea Mascetti e diversi “militanti ignoti”. Ma anche sindaci, come Giuseppe Iocca (Bregano con Bardello e Malgesso), Giancarlo Frigeri (Castiglione), Giuseppe Gabri (Castronno), Massimo Porotti (Biandronno) e Simone Castoldi, presidente della Comunità Montana.
Leghisti storici come Gladiseo Zagatto, ma pure Mauro Baldassarre, coordinatore Lega Giovani Busto Arsizio e l'ex coordinatrice provinciale dei giovani, Carlotta Bozzolo.