Il primo argine al degrado è stato alzato con una sostituzione d'urgenza dei pluviali, indispensabile per fermare le tracimazioni dell'acqua piovana che rischiavano di sbriciolare per sempre un pezzo autentico di storia cittadina. Ma la vera sfida per salvare l’Edicola di San Carlo di via Giacomo Matteotti comincia adesso, attraverso una mobilitazione comunitaria che chiama a raccolta l’intera città. A delineare la rotta è stato, questa mattina, il presidente del comitato civico appena costituito, il dottor Marco Merlo, nella Sala della Buona Stampa della Parrocchia di San Michele: «I pluviali appena posati rappresentavano un intervento non più procrastinabile per evitare che l'acqua continuasse a filtrare attraverso il muro dell’edificio adiacente, causando muffe, scollamenti e un pericolo costante per la statua. Ora, però, dobbiamo unire le forze per portare a termine un recupero organico e definitivo».
L'obiettivo dichiarato è tanto ambizioso quanto suggestivo: completare tutte le fasi di risanamento nell'arco dei prossimi dodici mesi, con la ferma speranza di ritrovarsi tutti insieme esattamente tra un anno, a lavoro finito, per tagliare il nastro dell'edicola restituita al suo antico splendore.
Il tempietto sorge in un piccolo slargo dell'attuale via Matteotti – un tempo denominata contrada Pessina e in seguito Corsia di Porta Ticino, dove originariamente si trovava un pozzo pubblico – e affonda le proprie radici nella prima metà del Seicento. La sua edificazione seguì la scomparsa di San Carlo Borromeo nel 1584 e la successiva canonizzazione del 1610, trovando ulteriore slancio durante la drammatica pestilenza del 1630 documentata anche da Alessandro Manzoni. Da secoli la struttura, caratterizzata da tre arcate a crociera sorrette da quattro colonne in granito con plinti in pietra, scandisce il cammino delle processioni solenni, trovandosi in posizione perfettamente baricentrica tra le storiche chiese plebane di San Michele e San Giovanni.
A rendere l'intervento particolarmente delicato e complesso è la natura stessa dell’opera. La parete di fondo dell'edicola, confinante con una palazzina di proprietà comunale, accoglie infatti un altorilievo raffigurante San Carlo circondato da cherubini, modellato con un caratteristico e vulnerabile impasto di gesso, stucco e paglia. La scultura fu inserita nel 1892 in sostituzione di un antico affresco ormai irrecuperabile, a seguito di un'autorizzazione formale inviata dal Municipio all'allora prevosto don Giuseppe Tettamanti. Nonostante i restauri registrati nel 1984, a metà degli anni Novanta grazie agli architetti Langè e Cagelli e nel 2011 per impulso dell'allora assessore alla Cultura Luciana Ruffinelli, la totale assenza di una manutenzione ordinaria delle canalizzazioni ha nuovamente compromesso la stabilità del manufatto.
A fare gli onori di casa è intervenuto il parroco di San Michele, don Giorgio Fantoni, il quale ha ricordato che, pur appartenendo formalmente alla parrocchia, il bene è a tutti gli effetti patrimonio collettivo dell’intera comunità. Don Giorgio ha espresso sincero compiacimento per l'entusiasmo dimostrato dai cittadini, ringraziando promotori storici. Il destino del comitato è tuttavia ben definito nei tempi: non si tratta di un'associazione permanente, bensì di un gruppo di scopo che si esaurirà e si scioglierà formalmente al termine dei lavori di restauro. Da quel momento in avanti, infatti, dovrà essere necessariamente qualcun altro a farsi carico della cura quotidiana e periodica del bene. In questo senso, la grande speranza espressa dai promotori è che possa intervenire concretamente l'amministrazione comunale di Busto Arsizio, sia collaborando alla tutela futura dell'edicola, sia riqualificando gli spazi pubblici circostanti con il ripristino della pavimentazione storica in rizzata del Ticino e la valorizzazione degli accessi verso l'area delle vecchie corti.
Sotto l'aspetto operativo, le linee guida sono state tracciate dal restauratore Luigi Reina, del Laboratorio San Gregorio, bottega specializzata che agirà in sinergia con i funzionari della Soprintendenza di Milano. Il piano scatterà subito con un intervento di messa in sicurezza del gruppo scultoreo, condotto a braccetto con l'Impresa Alfano. I vecchi perni e chiodi metallici che reggono l'opera alla muratura presentano infatti forti ossidazioni e rigonfiamenti da ruggine che ne minacciano la tenuta; verrà quindi allestita una gabbia protettiva tubolare frontale, opportunamente distanziata per non toccare le superfici artistiche, che scongiurerà ogni pericolo di crollo accidentale.
Il restauro vero e proprio, stimato in circa 26.000 euro per la sola componente scultorea a cui si aggiungeranno le opere strutturali di completamento, prenderà il via soltanto la prossima estate. Essendo il gesso e la paglia materiali fortemente igroscopici, l'opera necessita infatti di lunghi mesi per disperdere gradualmente l'umidità accumulata. L'asciugatura naturale sarà monitorata mediante appositi sensori datalogger e accompagnata da analisi chimiche sui campioni d'impasto per individuare le esatte proporzioni tra calce, gesso e polveri di marmo. Una volta risanata la base, il cantiere richiederà due o tre mesi di lavorazione, utilizzando esclusivamente materiali affini come il silicato d'etile e la nanocalce ed escludendo qualsiasi barriera idrorepellente sintetica che rischierebbe di sigillare il degrado all'interno.
La sfida è appena iniziata, ma traccia già un esempio virtuoso di tutela dal basso. Nell'attesa che le impalcature lascino spazio alla materia risanata, resta impressa la missione consegnata alla città dal dottor Marco Merlo a nome dell'intero sodalizio: «Salvare l'Edicola di San Carlo significa custodire l'anima più autentica di Busto Arsizio e la memoria storica del nostro centro cittadino. Ci auguriamo una partecipazione corale di tutta la cittadinanza, affinché questo scrigno di fede, arte e architettura torni a risplendere nel cuore della nostra città».
Per coprire i costi e avviare il cammino di rinascita, la cittadinanza è chiamata a partecipare alla prima raccolta fondi ufficiale fissata per mercoledì 4 novembre, festa liturgica di San Carlo Borromeo. I volontari del comitato presidieranno lo spazio davanti all'edicola dalle 9.30 alle 13, mentre alle 11.30 don Giorgio Fantoni impartirà la solenne benedizione. L’invito è rivolto a tutti i bustocchi e, secondo la consuetudine devozionale, a quanti portano il nome di Carlo o Carla, con l'augurio condiviso di potersi dare appuntamento allo stesso giorno dell'anno venturo per festeggiare il compimento dell'opera.