Cultura - 27 ottobre 2026, 10:40

Bello da mangiare, quando il cibo diventa protagonista della pittura

Dalle scene sacre alla natura morta, un viaggio nella storia dell’arte attraverso sapori, profumi e simboli. Mercoledì 28 ottobre il Museo del Tessile ospiterà la conferenza di Donatella Lana per l’Università Cittadina per la Cultura Popolare

Il cibo non è soltanto nutrimento: è cultura, tradizione, convivialità e identità. E, nel corso dei secoli, è diventato anche un importante protagonista della storia dell’arte, capace di raccontare attraverso le immagini usanze, credenze e sensibilità di epoche diverse. Da questa prospettiva nasce «Bello da mangiare: il linguaggio del cibo nella storia della pittura», il tema dell’incontro promosso dall’Università Cittadina per la Cultura Popolare, in programma mercoledì 28 ottobre alle 15.20 al Museo del Tessile, nella Sala Conferenze.

A guidare il pubblico in questo percorso sarà Donatella Lana, critica d’arte ed ex docente di Storia dell’arte al Liceo classico di Legnano, capace di accompagnare la lettura delle opere oltre gli aspetti puramente tecnici, per coglierne anche le sfumature più intime e simboliche.

Dal sacro alla natura morta

Il cibo attraversa la storia della pittura assumendo significati differenti. Nelle rappresentazioni dell’antichità greca e romana, gli dei si nutrono di nettare e ambrosia, mentre i sacrifici agli uomini diventano strumenti di relazione con il divino. Nel mondo cristiano, la tavola acquista un ruolo centrale nelle scene del Nuovo Testamento: dalle nozze di Cana alle numerose rappresentazioni dell’Ultima Cena, il cibo diventa elemento narrativo e simbolico, presente anche negli attributi iconografici dei santi.

Con il passare del tempo, però, la cucina, la tavola e gli alimenti conquistano uno spazio autonomo. Nasce così la natura morta, un genere pittorico nel quale frutta, verdura, stoviglie e oggetti quotidiani smettono di essere semplici elementi di contorno e diventano protagonisti della composizione.

Un genere che ha incontrato il favore dei collezionisti e del pubblico borghese, attirando nel corso dei secoli artisti di primo piano. Tra questi Caravaggio, Baschenis, Chardin e Cézanne, interpreti differenti di un soggetto apparentemente quotidiano, ma ricco di possibilità espressive.

Un viaggio tra immagini, sapori e significati

Attraverso l’analisi di una selezione di opere, Donatella Lana accompagnerà i partecipanti alla scoperta dei molteplici linguaggi con cui il cibo è stato rappresentato nella pittura. Un’occasione per osservare quadri conosciuti da una prospettiva diversa, riconoscendo negli alimenti dipinti non soltanto forme e colori, ma anche simboli, atmosfere e testimonianze della società.

L’obiettivo è coinvolgere il pubblico in una lettura che sappia stimolare lo sguardo e la curiosità, fino a evocare, attraverso le immagini, persino i sapori e i profumi di ciò che viene rappresentato.

L’esperienza di Donatella Lana

Donatella Lana ha insegnato Storia dell’arte al Liceo classico statale di Legnano e ha svolto attività di didattica museale in importanti raccolte artistiche milanesi, in particolare alla Pinacoteca di Brera. Pubblicista, ha partecipato a iniziative di divulgazione culturale promosse da musei, biblioteche civiche e associazioni del territorio.

Ha inoltre collaborato all’allestimento di mostre di pittura e alla realizzazione dell’installazione permanente di Casa Lana alla Triennale di Milano.

L.Vig