Interrogatorio fiume per Marco Panichi, l’uomo di 53 anni detenuto in carcere ad Avezzano, in Abruzzo, dopo aver confessato l’omicidio della fidanzata Grey Noralba Sanmartin Villalba, uccisa a coltellata nella mattinata di giovedì scorso nella frazione vergiatese di Cuirone.
L’uomo, come riferito dal suo avvocato Leonardo Casciere, è comparso questa mattina intorno alle nove davanti al giudice per le indagini preliminari per l’udienza di convalida del fermo. Un’udienza durata circa tre ore durante il quale il termo-tecnico abruzzese trasferitosi dallo scorso luglio nel Varesotto per lavoro ha risposto alle domande del magistrato, che nelle prossime ore si esprimerà sulla convalida del fermo.
Durante la confessione davanti ai carabinieri di Avezzano nella serata di giovedì scorso, che ha permesso ai carabinieri del Nucleo Operativo di Varese di scoprire nel piccolo appartamento di Cuirone il corpo senza vita della 36enne colombiana, madre di due figli avuti da una precedente relazione, Panichi aveva ammesso di aver colpito con un coltello la compagna al culmine di una lite scoppiata per la gelosia della donna.
I due si erano conosciuti sui social e, secondo quanto riferito dal 53enne, Gray Noralba Sanmartin Villalba, che la scorsa settimana lo aveva accompagnato a Cuirone dalla Marche dove risiedeva, aveva trovato alcune vecchie foto sul cellulare del fidanzato che lo ritraevano insieme ad altre donne. Sarebbe questo il motivo scatenante della lite, durante la quale - sempre in base a quanto riferito da Panichi - l’uomo sarebbe stato minacciato e colpito con una lama. A quel punto la reazione incontrollata dell’uomo, che ha inferto alla vittime le coltellate mortali.
Marco Panichi avrebbe sferrato una quindicina di fendenti con un coltello di 36 centimetri, almeno uno dei quali alla gola della vittima. Poi, in stato semi confusionale, si è allontanato con un furgone preso a noleggio il giorno prima verso Avezzano, dove al suo arrivo ha deciso di costituirsi, recandosi insieme al padre in caserma.
La versione di questa ricostruzione è attualmente al vaglio degli inquirenti. Secondo quanto riportano i media del Centro Italia, inoltre, l’avvocato di Panichi avrebbe definito «disperato» il suo assistito per il gesto compiuto, ribandendo la tesi della reazione a scopo di difesa.