Busto Arsizio - 26 ottobre 2026, 13:33

Livatino, la forza del perdono a Busto

Giovedì 29 ottobre in tribunale il primo incontro pubblico tra Salvatore Insenga, primo cugino e unico discendente in linea diretta del magistrato agrigentino, e Salvatore Calafato insieme a Paolo Amico, entrambi in carcere da 36 anni per l'omicidio

La forza del perdono risuona a Busto. Giovedì  29 ottobre alle ore 10, nel giorno della memoria liturgica del Beato Rosario Livatino, si terrà nell'aula Falcone-Borsellino del Tribunale di Busto Arsizio il primo incontro pubblico tra Salvatore Insenga, primo cugino e unico discendente in linea diretta del Magistrato agrigentino, e Salvatore Calafato insieme a Paolo Amico: entrambi in carcere da 36 anni per l'omicidio, che la Chiesa riconoscerà avvenuto 'in odium fidei'. Un martirio. 

L'incontro segue un percorso di Giustizia riparativa, realizzato tramite i mediatori di Incontra, il Centro di Bergamo. Il desiderio di un momento non più riservato - si spiega in un comunicato stampa di don David Maria Riboldi - nasce per provare a suturare quella che è ferita pubblica nella memoria collettiva e nella storia della magistratura. 

Il Beato Rosario Livatino è stato di recente proclamato Patrono dei Magistrati Italiani dalla Conferenza Episcopale Italiana e il Tribunale di Busto Arsizio è l'unico in Italia in cui campeggia, nel corridoio delle aule di giustizia, un'icona del Beato, benedetta due anni orsono dall'Arcivescovo di Milano, Mons. Mario Delpini. Che tornerà in Tribunale giovedì questo per vivere questo momento intenso di incontro, di sguardi, di assunzione di responsabilità: ben altro e ben oltre le colpe sanzionate 'in nome del popolo italiano'. 

Modererà l'incontro Gianni Borsa, giornalista e Presidente dell'Azione Cattolica Ambrosiana. Azione Cattolica cui il beato era regolarmente iscritto e in cui era fervido 'militante'. 

«Si ringrazia l'Arcivescovo, Mons. Delpini - spiega don David -  la Presidenza del Tribunale, il Dott. Cosentino, per aver concesso l'evento, il personale tutto di via Volturno, per la condivisione e la prontezza a organizzarlo,  il Procuratore Capo, Dott. Nocerino,  la Direzione della Casa di Reclusione di Opera,  il Provveditore dell'Amministrazione penitenziaria della Lombardia, la Dott.ssa Milano D'Aragona,  la Magistratura di sorveglianza che ha ultimamente autorizzato la partecipazione da Opera delle due persone ivi recluse».

Redazione