Sociale - 25 ottobre 2026, 15:15

Busto, giovani e anziani insieme per costruire legami: nasce “Officine d’Arte e Relazioni”

Falegnameria sociale, laboratori creativi e un mercatino solidale per mettere in dialogo le generazioni. Il progetto, promosso da T’Immagini con Progetto Pollicino Onlus, punta a raccogliere 4mila euro

Giovani e anziani che lavorano fianco a fianco, condividono competenze e costruiscono qualcosa che va oltre gli oggetti realizzati: relazioni, fiducia e senso di comunità. È questa l’idea alla base di «Officine d’Arte e Relazioni», il progetto illustrato nei giorni scorsi a Busto Arsizio, nato per creare nuove occasioni di incontro tra generazioni attraverso attività manuali, artistiche e solidali.

L’iniziativa è promossa da T’Immagini Aps, in rete con Progetto Pollicino Onlus, e sostenuta dalla Fondazione Comunitaria del Varesotto. Il percorso si sviluppa fino a giugno 2027, coinvolgendo adolescenti, ospiti di strutture per anziani e realtà educative e sociali del territorio.

L’obiettivo è valorizzare le capacità di ciascuno, facendo del lavoro condiviso uno strumento di partecipazione alla vita della comunità. I ragazzi potranno sperimentare nuove competenze e scoprire il valore del proprio contributo; gli anziani saranno protagonisti attivi, mettendo a disposizione esperienze, ricordi e abilità.

Dalla falegnameria ai laboratori creativi

Il progetto prenderà forma attraverso diverse attività. La falegnameria sociale coinvolgerà i ragazzi del Centro Diurno La Chiave d’Oro, che realizzeranno oggetti d’arredo destinati a migliorare la quotidianità degli ospiti della Rsa Luigi Accorsi.

Accanto al lavoro con il legno, spazio alla creatività degli anziani della struttura, impegnati nella realizzazione di lampade di design. Sono inoltre previsti laboratori artistici aperti agli adolescenti, nei quali potranno nascere creazioni originali attraverso la collaborazione e la contaminazione tra esperienze diverse.

Non si tratterà soltanto di imparare una tecnica o produrre un manufatto. Il cuore dell’iniziativa sarà l’incontro: momenti in cui giovani e anziani potranno conoscersi, scambiarsi competenze e riscoprire il valore delle relazioni personali.

Un mercatino per sostenere la solidarietà

I manufatti realizzati durante i laboratori saranno esposti e messi in vendita in un mercatino solidale. Una parte del ricavato verrà devoluta alla Comunità educativa per minori La Casa Gialla, ampliando così la ricaduta sociale dell’iniziativa.

Il progetto si concluderà con un evento pubblico, pensato per condividere con la cittadinanza i risultati del percorso e raccontare le esperienze maturate dai partecipanti.

La rete coinvolge T’Immagini, Progetto Pollicino Onlus attraverso il Centro Diurno La Chiave d’Oro, la Rsa Luigi Accorsi e Kcs Caregiver. Una collaborazione che mette insieme competenze e ambiti differenti, con l’intento di trasformare le attività quotidiane in occasioni di inclusione e solidarietà.

L’obiettivo: raccogliere 4mila euro

Per sostenere «Officine d’Arte e Relazioni» è stata avviata una raccolta fondi con un obiettivo di 4mila euro, promossa nell’ambito del progetto e con la Fondazione Comunitaria del Varesotto come principale sostenitore. Cittadini, imprese e associazioni possono contribuire attraverso un bonifico bancario a favore della Fondazione oppure con una donazione online sulla pagina dedicata all’iniziativa.

Le informazioni per sostenere il progetto sono disponibili sul sito della Fondazione Comunitaria del Varesotto: https://www.fondazionevaresotto.it/it-progetti/officine-darte-e-relazioni/#dona-ora

Il significato dell’iniziativa è racchiuso in una frase che ne sintetizza lo spirito: «Gli oggetti sono ciò che costruiremo. Le relazioni sono ciò che vorremmo lasciarvi».

Perché il risultato più importante non sarà soltanto una lampada, un complemento d’arredo o un manufatto artistico, ma la possibilità di creare legami duraturi tra persone di età diverse. Un modo concreto per dimostrare che la manualità e la creatività possono diventare strumenti di inclusione, capaci di generare benefici che vanno ben oltre chi partecipa direttamente ai laboratori.

Laura Vignati