Politica - 25 ottobre 2026, 13:16

Congresso, Garavaglia: «Invertiamo il trend». Salvini lancia il nuovo simbolo: «Lega Italia Federale»

Secondo giorno di assemblea a Milano. Gli interventi dei due candidati alla guida del partito, quindi via al voto. Diciotto i delegati della provincia di Varese

Secondo giorno di congresso straordinario della Lega, quello che incoronerà ancora leader il vicepremier Matteo Salvini e darà vita alla segreteria politica, nuovo organo di autogoverno del partito. Con quanto scarto sullo sfidante, il senatore Massimo Garavaglia, è il vero tema. Lo si saprà dopo il voto dei delegati (705 gli aventi diritto di scelta, 18 in arrivo dalla provincia di Varese). Una quota del 18-20 per cento, o giù di lì, viene indicata come una soglia significativa per Garavaglia.

L’assemblea all’Allianz MiCo di Milano si è aperta poco prima delle 11, con quasi un’ora di ritardo sul programma per un problema tecnico.
Il primo a prendere la parola è stato il presidente della Camera Lorenzo Fontana, che presiede i lavori. Poi l’eurodeputata Silvia Sardone, che la Lega vorrebbe candidare a sindaco di Milano. «Da domani basta polemiche interne», il suo appello. «Ho sentito dire che non siamo né di destra né di sinistra – ha aggiunto –. Io non sono mai stata comunista, io i comunisti li combatto. Mai più governi con il Pd».
Ieri anche il varesino Attilio Fontana, il governatore lombardo - che, insieme al segretario della Lega Lombarda Massimiliano Romeo aveva insistito nei mesi scorsi per una squadra allargata e un cambio di passo – aveva citato lo slogan «né neri né rossi ma liberi con Bossi», lamentando l’inclinazione verso «una destra estrema che non fa parte del nostro Dna».

Quindi gli interventi dei ministri Giuseppe Valditara, Alessandra Locatelli, Roberto Calderoli. E Giancarlo Giorgetti. «Volume», ha urlato qualche giornalista in sala stampa (lontana 300 metri dal blindatissimo centro congressi). Segno dell’attenzione riservata alle parole del ministro varesino (qui il suo intervento).

Il confronto fra i candidati

La parola, quindi, ai candidati alla segreteria. Prima Garavaglia, rispettando l’ordine alfabetico. «Il modo migliore per realizzare un sogno è svegliarsi – ha esordito –. L'obiettivo è invertire il trend. I sondaggi danno un'indicazione, dobbiamo crescere. Non scaldano cuori i singoli provvedimenti, dobbiamo risvegliare il sogno».

«La Lega non è di estrema destra. Nel sociale è più a sinistra della sinistra e dobbiamo essere orgogliosi», ha proseguito. Per poi riferirsi a Roberto Vannacci, senza nominarlo: «Abbiamo comprato un giocatore e non ha funzionato: il problema è che se acquisti un giocatore, poi va sul mercato, se peschi dal vivaio c'è attaccamento alla maglia». Passaggio applaudito con convinzione da Romeo.
Ancora: «La Lega è popolana, non populista. In economia, tra Borghi e Giorgetti, tutta la vita Giorgetti. Se dovessi vincere io non ci sarà nessuna rappresaglia, nessuna punizione, nessuna lista nera, siamo una famiglia».

È poi salito sul palco Salvini, acclamato da larga parte della platea col coro “Matteo, Matteo”. Subito l’attacco alla stampa che non ha «mai amato» la Lega («Ho chiesto io agli organizzatori di mettere i giornalisti al piano di sotto per non inquinare militanti e delegati»).
«Dopo un anno di dibattiti non sui temi ma sulla persona, chiedo alla mia comunità se devo continuare a fare il segretario: lo chiedo a voi, non sui giornali – ha aggiunto –. Non si aiuta la Lega con le interviste, con i libri, con la polemica o un post su Facebook. Qui si aiuta la Lega».

Quindi un passaggio particolarmente applaudito: «Spero che nessuno proponga mai alla Lega di entrare nei popolari per mal governare con i socialisti in Europa, già mi pento amaramente dell'errore fatto e mi assumo tutta la responsabilità di essere entrati nel governo Draghi col Partito Democratico. Mai più».
Stoccata a Romeo per l’intervento di ieri: «La cosa che mi ha dato fastidio è essere accostati a Renzi. Da Renzi ci separa il mondo, con lui non abbiamo e non avremo mai niente a che fare».
Tra gli altri passaggi, l’Islam politico definito «cancro dell'Occidente», il “no” all’esercito europeo e Ius soli e Ius scholae ma anche lo stop all’invio di soldi e armi all’Ucraina. 

«Ho letto che avrei fatto liste elettorali, tutte cazzate», l’ulteriore critica alla stampa. Savini ha rivendicato di essere stato lui a proporre di istituire una segreteria politica, ma anche la consulta dei sindaci.
La chiusura sul simbolo, che si rifà a un’idea di Umberto Bossi (per lui e Roberto Maroni ha chiesto l’applauso in piedi della sala). La proposta di Salvini: via il suo nome e spazio alla scritta «Lega Italia Federale».

Delegati varesini al voto

Sono quindi iniziate le operazioni di voto, che coinvolgono anche 18 delegati varesini. Presenti di diritto il ministro Giancarlo Giorgetti, il governatore Attilio Fontana, l’europarlamentare Isabella Tovaglieri, i deputati Stefano Candiani e Manuela Maffioli, il consigliere regionale Emanuele Monti e il segretario provinciale Andrea Cassani.
Gli altri delegati sono Riccardo Battiston (Venegono Superiore), Giorgio Caielli (Gallarate), Simona Cassarà (Solbiate Olona), Stefano Cavallin (Induno Olona), Domenico Donadio (Busto Arsizio), Stefano Gosio (Cardano al Campo), Thomas Guerini (Castellanza), Matteo Mancini (Tradate), Claudia Mazzetti (Gallarate), Davide Quadri (Varese), Angelo Veronesi (Saronno).

«Mi auguro che tutte le posizioni che fanno parte del Dna costitutivo del nostro movimento - ha detto Tovagliere all'ingresso - dall’autonomia alla sicurezza, dall’impresa alla lotta all’immigrazione, vengano valorizzate perché fino a oggi il grande valore aggiunto del nostro movimento è sempre stato quello di saper accogliere più anime».

Riccardo Canetta