Cultura - 25 ottobre 2026, 09:35

«Per essere consapevoli dobbiamo leggere»: Sbapp mette in rete librai e lettori

Al Ridotto del Teatro Condominio di Gallarate, l’incontro «Book the face Face the book» ha acceso i riflettori sul futuro delle librerie indipendenti. Al centro del dibattito, il progetto Sbapp per mettere in rete librai e lettori. Tra nuove forme di promozione culturale, sostenibilità economica e spirito imprenditoriale, emerge una certezza: il libraio resta una figura fondamentale

(foto di Silvia Gallostampino)

Mettere in relazione i librai indipendenti, raccontare il loro lavoro e riportare al centro la bellezza della lettura. È questa la sfida di Sbapp, acronimo di Social Books App, il progetto ideato da Francesca Boragno e collaboratrice dell’incontro - “Book the face Face the book», ossia «Adotta il tuo libraio per poterlo inserire nella rete Sbapp”– che si è svolto ieri, sabato 24 ottobre, al Ridotto del Teatro Condominio di Gallarate.

L’iniziativa, organizzata dal Comune di Gallarate in collaborazione con Filosofarti (coordinato da Cristina Boracchi) e “Fondazione comunitaria del Varesotto”, è stata inserita nel programma delle anteprime che precedono il prossimo festival. A fare da filo conduttore, una riflessione sul ruolo delle librerie indipendenti in una società in cui cambiano le abitudini di lettura, le modalità di acquisto e gli strumenti attraverso i quali si diffonde la cultura.

Sbapp nasce durante la pandemia, in un momento in cui gli incontri in presenza erano impossibili e la rete rappresentava uno dei pochi strumenti per continuare a comunicare. Ma l'obiettivo dell'applicazione non è vendere libri: è raccontare la lettura attraverso le voci degli autori e dei librai, valorizzando le storie, le competenze e le esperienze che ruotano intorno al mondo editoriale.

«Ho utilizzato qualcosa che in quei giorni si usava molto, cioè la rete, per contribuire a credere in questa cultura che ogni giorno diventa più collegata, più liquida», spiega Boragno. Un percorso che ha portato anche ad ampliare gli orizzonti delle iniziative culturali nate intorno al progetto, aprendole a linguaggi e proposte differenti rispetto alla tradizionale presentazione di un libro.

«Per essere consapevoli dobbiamo leggere»

Il punto di partenza resta però la lettura, intesa non soltanto come passione personale, ma come strumento indispensabile per comprendere la realtà.

«Se vogliamo essere davvero consapevoli, non ci resta che leggere», sottolinea Boragno. La lettura contribuisce infatti a sviluppare uno spirito critico, necessario per interpretare il presente e affrontare la complessità del mondo contemporaneo.

I mezzi sono cambiati, le modalità di comunicazione si sono trasformate e la cultura viaggia sempre più attraverso le connessioni digitali. Ma il valore della conoscenza non è diminuito. Al contrario, costruirsi una cultura personale, saper scegliere le proprie letture e confrontarsi con punti di vista diversi è diventato ancora più importante.

Da qui la volontà di Sbapp di ampliare progressivamente la propria rete, coinvolgendo librerie di tutta Italia e offrendo la possibilità di entrare in contatto con realtà differenti. Una rete di librerie indipendenti, non di catena, perché proprio nell'indipendenza si riconoscono esperienze, proposte e identità che meritano di essere raccontate.

Il libraio non è soltanto un venditore di libri

Al centro dell'incontro di Gallarate c'è stato il confronto con tre protagonisti del settore: Vittorio Graziani, della libreria milanese “Centofiori”; Claudio Colombo, legato a “Nuova Terra” di Legnano e a “Carù Libri” e Matteo Brandolini, giovane libraio che tre anni fa ha aperto “Librando” a Gallarate.

Le loro testimonianze hanno permesso di affrontare una questione spesso trascurata: che cosa significa oggi gestire una libreria indipendente?

Per introdurre il dibattito è stato proiettato un video dedicato all'importanza di frequentare le librerie, seguito da una domanda che ha invitato i presenti a interrogarsi sulla loro funzione: la libreria è soltanto un'impresa economica oppure rappresenta anche un presidio culturale per il territorio?

Le risposte hanno restituito un quadro lontano dalle semplificazioni. Essere librai oggi significa innanzitutto possedere professionalità, competenza e capacità di ascolto. La passione è indispensabile, ma non basta: occorrono conoscenza del mercato, attenzione ai lettori e capacità di individuare, tra le numerose pubblicazioni che escono ogni anno, i libri da proporre e valorizzare.

Una funzione di filtro che richiede preparazione. Per formare un libraio competente servono anni di studio, corsi e, soprattutto, esperienza sul campo. Un mestiere che non può essere improvvisato, perché conoscere i libri significa anche saperli consigliare e accompagnare il lettore nella scelta.

Dalla libreria al territorio: nuove strade per fare cultura

Le esperienze raccontate durante l'incontro hanno mostrato come le librerie indipendenti stiano cercando nuove modalità per mantenere vivo il rapporto con il pubblico.

Matteo Brandolini ha portato l'esempio di “Librando”, una realtà giovane e situata in una posizione più decentrata rispetto ai tradizionali luoghi di aggregazione commerciale. Eppure, anche attraverso mostre e presentazioni di libri, la libreria sta costruendo uno spazio di incontro e contribuendo alla vita culturale della città.

Anche Claudio Colombo ha raccontato l'apertura verso nuove collaborazioni, tra cui quella con “Spazio 23”, per organizzare presentazioni editoriali e concerti. Un modo per allargare il pubblico e creare occasioni di partecipazione che vadano oltre il semplice acquisto.

La libreria “Centofiori”, invece, ha avviato iniziative esterne raccolte sotto il nome di «Cento fuori», con spettacoli teatrali e altre proposte culturali che portano il lavoro dei librai anche al di fuori degli spazi tradizionali.

Esperienze diverse, accomunate dalla stessa esigenza: trasformare la libreria in un luogo aperto, capace di dialogare con il territorio e di costruire relazioni. Non soltanto scaffali e libri, dunque, ma occasioni di incontro, confronto e scoperta.

La passione non basta: servono anche risorse e competenze

Il confronto ha affrontato anche il tema più delicato: la sostenibilità economica delle librerie indipendenti.

Dietro ogni apertura e ogni chiusura ci sono storie, scelte imprenditoriali e condizioni di mercato che non possono essere liquidate con una lettura esclusivamente romantica del mestiere. La buona volontà e l'amore per i libri sono fondamentali, ma non sempre sufficienti a garantire la sopravvivenza di un'attività.

È stato proprio questo uno dei meriti dell'incontro: portare alla luce le difficoltà concrete di chi sceglie di fare della cultura anche una professione, senza nascondersi dietro una visione idealizzata del libraio.

Nel corso della serata, una domanda di Francesca Boragno ha inoltre offerto l'occasione per parlare della riapertura di Hopli. A confermarla è stato Vittorio Graziani, richiamando la necessità di risorse economiche e di quello spirito imprenditoriale che può consentire a una realtà culturale di ripartire.

Un passaggio significativo, perché dimostra come il futuro delle librerie dipenda dalla capacità di coniugare identità culturale e gestione economica, senza rinunciare alla qualità della proposta.

Una nuova visione per le librerie indipendenti

Le domande di Boragno hanno guidato il confronto verso aspetti meno consueti del mondo editoriale, offrendo al pubblico l'opportunità di conoscere più da vicino il lavoro quotidiano dei librai.

La possibilità di mettere in rete le librerie, promossa da Sbapp, si inserisce proprio in questa prospettiva: creare connessioni senza uniformare le identità, valorizzando le differenze e favorendo la collaborazione tra realtà indipendenti.

Un progetto che parte dal digitale, ma guarda a un'esperienza profondamente concreta: entrare in libreria, incontrare chi conosce i libri, lasciarsi consigliare e scoprire storie che forse non si sarebbero cercate autonomamente.

L'incontro di Gallarate ha così restituito un'immagine del libraio lontana tanto dallo stereotipo romantico quanto da quello del semplice commerciante. È un professionista che deve conoscere il mercato, selezionare le proposte, costruire relazioni e trovare nuove strade per mantenere viva la propria attività.

E, soprattutto, è una figura che continua a svolgere una funzione culturale essenziale. Perché, anche in un mondo sempre più digitale e interconnesso, la lettura rimane uno degli strumenti più efficaci per diventare cittadini consapevoli.

Laura Vignati