Con l'arrivo dell'autunno si rinnova uno dei fenomeni naturali più affascinanti della stagione, quello della migrazione. Se in questi giorni ci fermiamo ad osservare il cielo, soprattutto all'imbrunire, non è raro assistere ad uno spettacolo affascinante: stormi di grossi uccelli che si spostano disegnando una perfetta formazione a "V". Si tratta delle Gru eurasiatiche (Grus grus), protagoniste della loro migrazione autunnale lungo una delle rotte storiche che attraversa anche il Parco Lombardo della Valle del Ticino.
Tradizionalmente dirette verso i quartieri di svernamento più a sud – come Spagna, Portogallo e Nord Africa – negli ultimi decenni queste splendide migratrici hanno cambiato parzialmente abitudini. A causa dei mutamenti climatici, un numero sempre maggiore di esemplari sceglie di fermarsi nel sud-est della Francia e nell'Italia settentrionale, consolidando un corridoio migratorio che rende i loro passaggi nel Nord Italia sempre più frequenti e numerosi.
La caratteristica formazione a "V" non è solo un colpo d'occhio suggestivo, ma un ingegnoso adattamento evolutivo: gli uccelli nelle posizioni arretrate risparmiano preziose energie sfruttando la scia aerodinamica di chi li precede. Dandoci il cambio a turno, un po' come i ciclisti in gara, riescono a percorrere migliaia di chilometri. Proprio per approfondire questo fenomeno, lo scorso anno molte gru sono state monitorate durante la migrazione notturna nel distretto meridionale del Parco, alla confluenza con il Po, grazie al progetto Mo.Mi.T. "Green & Blue".
Un'azione concreta per la sicurezza dei migratori
Nonostante la Gru eurasiatica versi in buone condizioni numeriche, durante i lunghi viaggi migratori affronta gravi pericoli legati all'impatto con le infrastrutture aeree. Per prevenire questi rischi, arriva un'importante novità sul fronte della tutela faunistica: Terna, la società che gestisce linee elettriche su tutto il territorio nazionale, ha completato l'installazione di 60 dissuasori per l'avifauna nel comune di Sesto Calende, proprio all'interno del Parco del Ticino.
L'iniziativa è una delle azioni del progetto BIOCLIMA-TIC "FORESTE, ZONE UMIDE E AGROECOSISTEMI PER IL CLIMA E LA BIODIVERSITÀ NEL PARCO DEL TICINO", promosso e coordinato dall'Ente e finanziato da Regione Lombardia e da partner privati nell'ambito del Bando BioClima.
I dispositivi di segnalazione sono stati posizionati sulle funi di guardia di una linea elettrica che attraversa la valle di Lentate, con l'obiettivo specifico di rendere ben visibili i cavi ed evitare le collisioni degli uccelli in volo, offrendo così una protezione concreta nei confronti di specie particolarmente sensibili come gli ardeidi, i rapaci e altre specie di grandi dimensioni che utilizzano la valle del Ticino come rotta migratoria.