Si chiudono oggi, giovedì 22 ottobre, alla Camera dei deputati gli Stati Generali della Salute e Sicurezza sul Lavoro, promossi dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sulle condizioni di lavoro.
E sempre oggi, l’aula di Montecitorio vota la legge che sostiene i familiari che hanno perso un proprio caro sul lavoro, istituendo per loro il gratuito patrocinio.
Gli Stati Generali hanno rappresentato un’importante occasione di confronto a cui ha preso parte anche una delegazione del Consiglio regionale della Lombardia, premiata per le buone prassi attuate nelle commissioni di Palazzo Pirelli, a partire da quella speciale dedicata proprio a “Tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”.
Presente anche la consigliera regionale di Fratelli d’Italia Romana Dell’Erba: «Con il ministro Calderone e la presidente della commissione d'inchiesta Gribaudo, abbiamo analizzato le misure in campo contro gli infortuni sul lavoro – racconta –. Un dato su tutti: aumentano gli infortuni in itinere, quelli nel tragitto tra casa e lavoro».
Per la consigliera regionale, «il momento più forte sono state le testimonianze dei familiari delle vittime», dalle quali è emerso che dietro ai numeri che ogni giorno leggiamo sui giornali ci sono «famiglie spezzate, figli rubati, padri strappati».
«Abbiamo parlato anche di malattie professionali – prosegue Dell’Erba –. Il mesotelioma da amianto, ad esempio, stronca carriere e porta intere famiglie dalla sicurezza economica al precariato».
Spazio anche ai tavoli con i sindacati sull'intelligenza artificiale: «Il punto – rimarca – non è umanizzare le macchine. È non trasformare i lavoratori in macchine».
I gruppi di lavoro hanno affrontato diverse tematiche: amianto, responsabilità del datore di lavoro, caporalato digitale. Dell’Erba ha contribuito al confronto su quest’ultimo argomento.
«La cultura della sicurezza è ciò che accade quando nessuno guarda», è la riflessione di Romana Dell’Erba, che esprime grande soddisfazione per il fatto che oggi, «dopo quattro anni di governo Meloni, va in aula la proposta di legge sul patrocinio gratuito per le famiglie delle vittime sul lavoro».
«Se si sente parlare di tre vittime al giorno di femminicidio o di vittime di mafia ci si sconcerta subito – conclude –. Ma parlare ancora oggi di tre vittime sul lavoro non fa ancora così tanto notizia. Come mai? Eppure il lavoro è la nostra seconda casa».