Cultura - 22 ottobre 2026, 15:42

Busto città amata: i luoghi del cuore rivivono negli occhi degli artisti

La Famiglia Bustocca celebra il 75° anniversario con una mostra dedicata alla città e alla sua memoria. Dipinti di ieri e di oggi raccontano chiese, cascine, cortili e scorci urbani, tra tradizioni perdute e identità da custodire. Inaugurazione sabato 24 ottobre alle 17 nella sede di via Fratelli d’Italia 7. L’esposizione resterà aperta fino al 23 novembre

Ci sono luoghi che sopravvivono al tempo nelle fotografie, nei ricordi e, soprattutto, nei dipinti di chi ha saputo riconoscerne l'anima. È da questa consapevolezza che nasce «Busto città amata», la mostra allestita dalla Famiglia Bustocca in occasione del 75° anniversario di fondazione, per riscoprire la città attraverso lo sguardo dei suoi artisti.

L'esposizione sarà inaugurata sabato 24 ottobre alle 17 nei locali dell'associazione, in via Fratelli d'Italia 7 e raccoglierà una serie di opere che restituiscono un'immagine di Busto Arsizio attraverso epoche, sensibilità e linguaggi pittorici differenti.

L'iniziativa riprende una tradizione che appartiene agli stessi obiettivi istituzionali della Famiglia Bustocca: valorizzare la storia e l'identità cittadina, conservandone la memoria anche attraverso le testimonianze artistiche. Le opere, prestate dagli artisti stessi, dai loro eredi e da collezionisti, compongono un panorama ricco e variegato per luoghi rappresentati, stili e tecniche.

I maestri di ieri e gli artisti di oggi

Tra i protagonisti della mostra figurano pittori scomparsi che hanno segnato la storia artistica di Busto Arsizio. Ritrovare i loro dipinti significa compiere un viaggio in una città diversa da quella attuale, riscoprendo scorci urbani, architetture e tradizioni che il tempo e le trasformazioni urbanistiche hanno in parte cancellato.

Accanto a questi maestri trovano spazio artisti di almeno due generazioni successive, capaci di raccogliere e rielaborare la stessa eredità. Pur mantenendo spesso un legame con la rappresentazione veristica e naturalistica, le loro opere introducono una maggiore sintesi compositiva e, in alcuni casi, accenti espressionistici.

Ne emerge un dialogo tra generazioni che restituisce la ricchezza di una tradizione pittorica legata al territorio, ma anche la varietà degli sguardi con cui Busto è stata osservata e interpretata.

Dal Santuario alla Cascina dei Poveri: la memoria dei luoghi

Il percorso espositivo invita a ritrovare i «luoghi del cuore», spazi che non sono soltanto elementi del paesaggio urbano, ma parte integrante della memoria e del sentimento collettivo.

Tra i soggetti più ricorrenti c'è il Santuario di Santa Maria, rappresentato non soltanto per il suo valore architettonico, ma anche come custode della devozione popolare bustocca. La stessa dimensione spirituale emerge nelle raffigurazioni della chiesa di Madonna in Prato e di quella dei Frati Minori, luoghi profondamente radicati nella storia cittadina.

Un posto speciale spetta alla Cascina dei Poveri con l'Oratorio di San Bernardino, testimonianza di una civiltà rurale segnata dalla fatica del lavoro, ma anche dalla forza della vita comunitaria. La cascina, raro esempio di architettura a pianta chiusa e probabile luogo natale della beata Giuliana, rappresenta oggi un frammento prezioso della storia antica di Busto e del paesaggio naturale che ancora la circonda. Raffigurarla significa anche contribuire a mantenerne viva la memoria e a richiamare l'attenzione sulla necessità di preservarla.

Gli scorci perduti di una Busto che non c'è più

La mostra riporta alla luce anche luoghi ormai scomparsi o profondamente trasformati. È il caso del Canton Santo, con la sua cappella sacrificata all'espansione urbanistica, ma anche delle vie, delle piazzette e dei cortili di un borgo che i pittori più anziani hanno potuto conoscere direttamente, fermandone sulla tela atmosfere e dettagli.

Tra le presenze più significative della memoria perduta c'è l'imponente Villa Gabardi di via Mameli, ormai irrimediabilmente scomparsa e rimpianta.

Sono proprio queste opere a rendere la mostra qualcosa di più di una semplice rassegna pittorica: ogni quadro diventa una testimonianza, una traccia capace di restituire forma a ciò che non esiste più e di ricostruire, attraverso l'arte, il volto di una città in continua trasformazione.

Informazioni

La mostra «Busto città amata» sarà visitabile dal 24 ottobre al 23 novembre 2026 nella sede della Famiglia Bustocca, in via Fratelli d'Italia 7.

Orari di apertura: sabato e domenica dalle 17 alle 19; lunedì dalle 16 alle 18.

Laura Vignati