Cultura - 20 ottobre 2026, 16:15

Daniele Vaschi racconta Enrico Baj: al Museo del Tessile la «sindrome» di un artista rivoluzionario

Mercoledì 21 ottobre l’Università Cittadina porta a Busto Arsizio un racconto tra arte, storia e memoria civile. Protagonista Daniele Vaschi, conosciuto come «Ariele Frizzante», autore del podcast dedicato al pittore milanese

A cosa serve un quadro? Può un’opera d’arte raccontare una tragedia collettiva, custodire la memoria di un Paese e diventare uno strumento per interrogare la coscienza civile? Sono le domande da cui prende le mosse «La sindrome di Baj», il racconto che Daniele Vaschi, conosciuto nel mondo dei media giovanili come «Ariele Frizzante», porterà mercoledì 21 ottobre alle 15.30 nella Sala Conferenze del Museo del Tessile di Busto Arsizio, nell’ambito degli appuntamenti dell’Università Cittadina per la Cultura Popolare.

Un incontro particolare, sia per il tema sia per la figura del relatore, che accompagnerà il pubblico alla scoperta di Enrico Baj, artista poliedrico e anticonformista, protagonista delle avanguardie artistiche del Novecento. Un percorso che intreccia storia dell’arte, vicende biografiche e memoria collettiva, partendo da una delle opere più significative e controverse della produzione dell’artista milanese.

I funerali dell’anarchico Pinelli, l’arte come denuncia

Dopo il successo del podcast realizzato per Storielibere.fm nel 2025, Vaschi porta dal racconto audio allo spettacolo dal vivo una storia che lo ha particolarmente colpito durante il lavoro dedicato a Baj.

Il cuore della narrazione è «I funerali dell’anarchico Pinelli», opera monumentale spesso accostata alla «Guernica di Milano», nella quale l’artista affronta una delle pagine più drammatiche della storia italiana contemporanea. Attraverso questo lavoro, il racconto si sviluppa tra arte e storia civile, collegando eventi, personaggi e tragedie che hanno segnato profondamente il Paese.

L’opera diventa così il punto di partenza per riflettere sul ruolo dell’arte e sulla sua capacità di andare oltre la rappresentazione estetica, facendosi testimonianza, denuncia e strumento di interpretazione della realtà.

Non una semplice lezione di storia dell’arte, dunque, ma un percorso narrativo nel quale le immagini dialogano con la memoria e interrogano lo spettatore sul significato stesso della creazione artistica.

Enrico Baj, l’artista che sfidò le convenzioni

Nato a Milano nel 1924, Enrico Baj è stato uno degli interpreti più originali della ricerca artistica italiana del Novecento. Nel corso della sua carriera ha attraversato diverse correnti d’avanguardia, dal Movimento Nucleare al Nouveau Réalisme, dal Surrealismo alla Patafisica, costruendo un linguaggio personale, provocatorio e spesso irriverente.

La sua ricerca si è confrontata con le contraddizioni della modernità, con il potere della tecnologia e con il rischio che il progresso trasformi l’essere umano in una sorta di macchina, svuotandolo della propria individualità.

Materiali insoliti come legno, stoffe, elementi di Meccano e tubi idraulici entrano nelle sue opere, rompendo i confini tradizionali della pittura. Le sue figure grottesche e le composizioni irregolari diventano strumenti per rappresentare un mondo inquietante, nel quale la tecnologia e il culto della forma possono prendere il sopravvento sulla sostanza.

Una visione che trova una delle sue espressioni teoriche nella pittura nucleare, movimento fondato da Baj insieme a Sergio Dangelo nel 1952. Nel manifesto e nelle riflessioni dell’artista emerge il tentativo di interpretare una realtà radicalmente trasformata dalla scoperta dell’atomo e dalle nuove conoscenze scientifiche.

«La verità non vi appartiene: è dentro l’atomo. La pittura nucleare documenta la ricerca di questa verità», scrive Baj, indicando una concezione dell’arte che non si limita a riprodurre il mondo, ma cerca di penetrarne le contraddizioni e le forze profonde.

Dal rock al podcast: chi è Daniele Vaschi

Il relatore porta all’incontro un percorso professionale che attraversa musica, radio, scrittura e narrazione sonora. Conosciuto come «Ariele Frizzante», Daniele Vaschi ha iniziato la carriera radiofonica nel 1996 negli studi di Radio Lupo Solitario, nel Varesotto. Nel 2001 è approdato a Rock FM, storica emittente dedicata alla musica rock, dove ha lavorato fino alla sua chiusura.

Successivamente ha condotto «Passengers» su LifeGate Radio, programma trasmesso in diretta da un autobus di linea lungo le strade di Milano. È inoltre autore e compositore dei PAY, gruppo considerato tra le esperienze seminali del punk rock italiano, e ideatore del Barattolo dell’AMMore.

Nel suo percorso si è affermato anche come autore e podcaster. Nel 2024 ha ottenuto il premio «Il Pod» come miglior podcast dell’anno con «Comprami. La mia ragazza è su OnlyFans», progetto dal quale è nato anche un libro pubblicato da Il Sole 24 Ore. Attualmente lavora come autore e sound designer per la stessa testata.

Con «La sindrome di Baj», pubblicato nel 2025 da Storielibere.fm, Vaschi ha affrontato la figura dell’artista milanese attraverso una narrazione capace di avvicinare il pubblico alla storia dell’arte con uno sguardo originale e contemporaneo.

Laura Vignati