Dalla dimensione nazionale alla realtà di Busto Arsizio. La rielezione di Alessandro Della Marra nel Consiglio nazionale dell’Istituto Nazionale Tributaristi – INT diventa anche l’occasione per avanzare una proposta concreta sul territorio: rafforzare il confronto tra enti locali, professionisti e categorie economiche sui temi della fiscalità locale, della semplificazione e della prevenzione del contenzioso.
L’elezione è avvenuta a Roma in occasione dell’VIII Congresso nazionale dell’INT, dedicato ai trent’anni dalla nascita dell’Istituto e alle principali sfide che attendono i professionisti tributari: dalla semplificazione fiscale all’intelligenza artificiale, dalla tutela delle professioni alla qualificazione, fino al rapporto sempre più stretto tra amministrazioni pubbliche, intermediari e contribuenti.
«La rielezione nel Consiglio nazionale dell’INT è certamente motivo di soddisfazione, lavorare nel team in questi tre anni è stato un onore, abbiamo ottenuto degli ottimi risultati a livello nazionale grazie alla squadra e al nostro presidente, ma vorrei che tutto questo avesse anche una ricaduta concreta per il territorio in cui vivo e lavoro», afferma Della Marra . «Busto Arsizio ha già dimostrato sensibilità sul tema della fiscalità locale e del dialogo con il mondo economico. Credo che sia possibile compiere un ulteriore passo, mettendo a sistema anche l’esperienza dei professionisti che ogni giorno assistono cittadini, lavoratori autonomi, commercianti e piccole imprese».
Ad esempio nel corso del 2026 il Comune di Busto Arsizio ha già avviato con Confindustria Varese un percorso di collaborazione sulla fiscalità locale che comprende temi quali IMU, TARIP e addizionale comunale IRPEF, la semplificazione degli adempimenti, il miglioramento dei canali telematici e la prevenzione del contenzioso.
«È un'impostazione che condivido e che potrebbe essere ulteriormente sviluppata», osserva Della Marra. «Si potrebbe immaginare un confronto periodico più ampio sulla fiscalità locale, coinvolgendo, nelle forme che l'Amministrazione riterrà più opportune, anche professionisti fiscali qualificati e rappresentanze delle piccole attività economiche. Non per creare nuovi organismi burocratici, ma per risolvere a monte i problemi che incontriamo ogni giorno negli studi professionali».
L’obiettivo potrebbe essere quello di individuare le problematiche ricorrenti relative ai tributi comunali, predisporre chiarimenti facilmente accessibili ai contribuenti, migliorare ulteriormente le procedure digitali e creare un canale di confronto tecnico capace di prevenire errori, accertamenti e contenziosi evitabili.
«La vera semplificazione non consiste soltanto nel trasformare un modulo cartaceo in una procedura online. Significa fare in modo che cittadini e imprese comprendano chiaramente cosa devono fare, possano comunicare facilmente con l’Amministrazione e riescano, quando possibile, a risolvere un problema prima che diventi contenzioso».
Altro tema è quello del rapporto tra contribuenti e amministrazione dopo la recente definizione agevolata delle entrate comunali. La cosiddetta rottamazione-quinquies ha consentito di presentare fino al 30 settembre domanda per la regolarizzazione di numerose pendenze relative, tra l’altro, a IMU e TARI; entro il 31 ottobre dovranno essere comunicate ai richiedenti le somme dovute e gli eventuali piani di pagamento.
«Le definizioni agevolate possono risolvere situazioni pregresse. La sfida successiva deve però essere evitare che se ne formino di nuove. Informazione preventiva, strumenti digitali semplici e confronto con i professionisti possono favorire l’adempimento spontaneo e, contemporaneamente, ridurre il lavoro amministrativo necessario per accertamento e riscossione».
L’impegno locale si inserisce nelle linee che l’Istituto porta avanti a livello nazionale: semplificazione del sistema fiscale, certezza delle responsabilità dell’intermediario, qualificazione professionale, innovazione digitale e collaborazione tra professionisti, contribuenti e pubbliche amministrazioni.
«Essere rieletto nel Consiglio nazionale dell’Istituto – conclude Della Marra – ha per me senso soprattutto se l’esperienza maturata a livello nazionale può tornare utile anche al nostro territorio. Busto Arsizio è una città di imprese, professionisti e commercio. Mi piacerebbe poter mettere le competenze dell’Istituto Nazionale a disposizione di un confronto istituzionale, con spirito esclusivamente tecnico e collaborativo, per contribuire a costruire un rapporto sempre più semplice ed efficace tra Comune, cittadini e attività economiche».