Le note di Franco Battiato tornano a vivere sul palco, accompagnate da immagini, racconti e atmosfere capaci di evocare mondi lontani. Giovedì 9 ottobre, il teatro San Giovanni Bosco di Busto Arsizio ha aperto la propria stagione con «In viaggio con Franco Battiato – Voli imprevedibili», uno spettacolo-concerto che ha reso omaggio a uno dei protagonisti più originali e visionari della musica italiana.
Una sala gremita ha accolto la proposta, lasciandosi accompagnare in un percorso attraverso le canzoni più celebri del cantautore siciliano, ma anche tra le sue riflessioni sulla vita, la ricerca interiore e la spiritualità.
A introdurre la serata è stato Claudio Fantinati, che ha presentato il progetto del teatro San Giovanni Bosco, inserito nel ciclo «Incontri e testimonianze». Un percorso che prevede sei appuntamenti, con la possibilità di aggiungerne altri, pensati per favorire incontri arricchenti attraverso linguaggi artistici differenti, dalla musica alla letteratura.
La musica incontra le immagini
A dare vita allo spettacolo sono stati Manuel De Rosa al piano e alla voce, Fabio Invernizzi alla chitarra, Nicola Tino alla batteria, Giuseppe Di Somma alle tastiere, Enrico Di Palà al basso e alla narrazione e Arianna Muggetti alla voce.
A fare da filo conduttore, un maxischermo sul quale si sono alternate immagini di Battiato, paesaggi suggestivi e sequenze capaci di dialogare con le canzoni. Anche il gioco delle luci ha contribuito a costruire un'atmosfera avvolgente, trasformando la sala in uno spazio in cui musica e immagini si sono fuse in un'unica esperienza.
L'apertura è stata affidata a «Summer on a Solitary Beach», accompagnata dalle immagini di una spiaggia caraibica. Poi il ritmo allegro de «L'era del cinghiale bianco», prima di entrare nelle atmosfere più intime di «E ti vengo a cercare», mentre sullo schermo scorrevano le immagini dell'incontro tra Battiato e papa Giovanni Paolo II.
Tra i momenti evocati dalla narrazione, anche la partecipazione del cantautore alla Giornata mondiale della gioventù, quando si esibì nella Sala Nervi davanti a migliaia di giovani e incontrò il Pontefice.
Da «I treni di Tozeur» a «Centro di gravità permanente»
Il concerto ha restituito la varietà di un repertorio che attraversa epoche, sonorità e sensibilità differenti. Il ricordo del sodalizio artistico con Alice ha introdotto «I treni di Tozeur», accompagnata dalle immagini di una vasta prateria e da luci verdi che ne richiamavano le atmosfere.
Con «Segnali di vita», le immagini di fogli colorati mossi dal vento hanno dato forma visiva alla leggerezza della canzone. Poi «Gli uccelli», con le sagome nere stagliate su uno sfondo giallo, mentre le luci circolari tingevano la sala della stessa tonalità.
Particolarmente coinvolgente il momento dedicato a «Centro di gravità permanente», con le immagini di Battiato sulla sedia a dondolo e quelle di una donna intenta a danzare. Arianna Muggetti ha richiamato anche una delle caratteristiche più riconoscibili delle sue esibizioni, cantando il ritornello con un piccolo megafono.
Il pubblico ha risposto con entusiasmo, accompagnando con il battito delle mani «Voglio vederti danzare» e lasciandosi trascinare dal ritmo di una musica che continua a conservare intatta la propria forza comunicativa.
La denuncia e l'attualità di un artista senza tempo
Non soltanto leggerezza e suggestioni sonore. Nel percorso musicale hanno trovato spazio anche le canzoni più impegnate, quelle in cui Battiato ha saputo osservare criticamente la società e le sue contraddizioni.
Da «Up patriots to arms», accompagnata dalle immagini di un supermercato, a «Povera patria», durante la quale sullo schermo è apparso un uomo intento a contare banconote, fino a «Bandiera bianca», accolta dal pubblico con un nuovo coinvolgimento ritmico.
Le bandiere di tutte le nazioni hanno accompagnato quest'ultimo brano, sottolineando la dimensione universale di un artista che ha saputo unire ironia, riflessione e ricerca musicale.
Nel corso della serata sono risuonate anche «Un'altra vita», «L'animale» e «L'ombra della luce», fino ad arrivare a uno dei momenti più intensi del concerto.
«La cura», il momento più emozionante
Quando sono arrivate le note de «La cura», l'atmosfera si è fatta particolarmente intensa. Una canzone che, con la sua dichiarazione d'amore e protezione, continua a toccare corde profonde e a parlare a chi l'ascolta con una forza che non conosce il passare del tempo.
Il viaggio è proseguito con «Tutto l'universo obbedisce all'amore» e «La stagione dell'amore», completando un itinerario attraverso le molte anime di Battiato: il musicista sperimentatore, il poeta, l'osservatore lucido del presente e l'uomo attratto dalla ricerca spirituale e dai maestri mistici orientali.
Ma il concerto non era ancora finito. E il finale avrebbe riservato un'ultima, travolgente sorpresa.
Tre bis e il teatro si accende: tutti in piedi con «Cuccuruccucù»
Gli applausi, sempre più calorosi, hanno richiamato gli artisti sul palco per ben tre brani di bis, trasformando il finale in una vera e propria festa collettiva. L'atmosfera, già carica di emozione, si è surriscaldata al massimo, fino a raggiungere il culmine con il celebre «Cuccuruccucù».
Le sonorità trascinanti del brano hanno contagiato la sala: qualcuno non ha resistito e si è alzato in piedi per ballare, mentre l'entusiasmo cresceva e il teatro si lasciava travolgere dal ritmo. Un'esplosione di energia che ha suggellato una serata capace di passare dalla riflessione più profonda alla voglia irrefrenabile di cantare e muoversi insieme.
È stato questo il saluto finale di «In viaggio con Franco Battiato – Voli imprevedibili»: non soltanto un omaggio alla complessità artistica e spirituale del cantautore, ma anche la dimostrazione di quanto le sue canzoni sappiano ancora unire generazioni diverse, accendere ricordi e regalare emozioni condivise.
Con questo spettacolo, il teatro San Giovanni Bosco ha inaugurato la stagione puntando su una proposta capace di intrecciare musica, immagini e narrazione. E il pubblico, tra applausi, balli e l'energia contagiosa dell'ultimo bis, ha dimostrato di aver apprezzato il viaggio fino all'ultima nota.