Riceviamo e pubblichiamo integralmente il comunicato della Lega di Varese con la posizione in merito all'esclusione di Umberto Bossi dal Famedio.
«Dopo essersela presa per dieci anni con i vivi, ora se la prendono con i morti. La commissione Famedio sprofonda ormai nel ridicolo e nel provincialismo: da oggi il Famedio di Varese, senza Umberto Bossi e senza Luigi Sacco, è semplicemente monco. Un'ulteriore dimostrazione della deriva che questa città sta vivendo.
La Lega ritira la candidatura di Umberto Bossi senza polemiche e senza inseguire a tutti i costi riconoscimenti che, francamente, non gli servono. Non è certo il Famedio di Varese a determinare il posto che Umberto Bossi occupa nella storia politica italiana: è stato il grande protagonista della Seconda Repubblica e, senza dubbio, il politico varesino più importante di tutti i tempi.
In perfetto stile ambrosiano, con quella concretezza e quella umiltà che lo hanno sempre contraddistinto, Bossi non ha mai cercato il laticlavio né gli onori. Non ha certamente bisogno di essere inserito in un elenco che, a ogni tornata, sembra diventare sempre più lungo e, purtroppo, sempre meno significativo. Ci chiediamo, a questo punto, quali saranno i prossimi nomi: non vorremmo che il criterio diventasse semplicemente quello di riempire caselle con criteri dubbi, anziché riconoscere chi ha davvero lasciato un segno nella storia di Varese e di tutto il paese.
Ma la vicenda più paradossale riguarda Luigi Sacco: un medico varesino di straordinaria importanza storica e scientifica, pioniere della vaccinazione contro il vaiolo. Nel corso della sua attività ha vaccinato circa un milione e mezzo di persone, salvando migliaia di vite. Dovrebbe essere il primo dei nomi del Famedio, e invece è stato escluso. La sua colpa? Essere morto prima del 1861. Una regola che appare costruita ad hoc. Ci chiediamo cosa succederà ora, con l'istituzione di un famedio parallelo o di un'altra commissione, il trionfo dell'assurda burocrazia.
Tutto questo grande cinema pur di non accogliere le proposte di buonsenso della Lega».