Politica - 06 ottobre 2026, 20:26

Regione, Futuro Nazionale: «Più integrazione, meno comunità parallele. L’Italia non deve rinunciare alla propria identità»

Il capogruppo al Pirellone Ferrazzi: «Il rispetto delle differenze culturali e religiose deve necessariamente convivere con il rispetto della legge italiana. Non possono essere accettate pratiche che mettano in discussione la libertà individuale, l’uguaglianza tra uomo e donna, i diritti fondamentali o l’autorità dello Stato»

Il Gruppo consiliare Futuro Nazionale – Vannacci in Regione Lombardia interviene sul tema della radicalizzazione e del separatismo culturale e religioso, ribadendo la necessità di una politica fondata su legalità, identità nazionale e reale integrazione.

«Integrare non significa rinunciare alla propria identità nazionale, né accettare la formazione di comunità separate che vivano secondo principi o regole differenti da quelle dell’ordinamento italiano – dichiara Luca Ferrazzi, capogruppo di Futuro Nazionale in Consiglio regionale della Lombardia –. Il rispetto delle differenze culturali e religiose deve necessariamente convivere con il rispetto della legge italiana. Non possono essere accettate pratiche che mettano in discussione la libertà individuale, l’uguaglianza tra uomo e donna, i diritti fondamentali o l’autorità dello Stato».

«Dobbiamo superare un modello di integrazione inteso come semplice convivenza tra comunità differenti – prosegue Ferrazzi – e puntare su un percorso fondato sulla conoscenza della lingua italiana, sul rispetto delle leggi, dei principi costituzionali e sulla partecipazione alla vita sociale ed economica del Paese. Una società può essere pluralista senza essere frammentata».

Il Gruppo ribadisce inoltre che la cittadinanza deve rappresentare il punto di arrivo di un concreto percorso di integrazione e appartenenza alla comunità nazionale, e non un semplice automatismo burocratico.

La posizione di Futuro Nazionale è stata portata in Aula, a nome del Gruppo consiliare, dal consigliere Riccardo Vitari, intervenuto nel corso della discussione sulla mozione dedicata al contrasto della radicalizzazione e del separatismo.

Nel suo intervento, Vitari ha sottolineato come «in Italia non possano esistere società parallele» e ha ribadito la necessità di una politica di integrazione che non chieda all’Italia di rinunciare alla propria identità, ma che richieda a chi sceglie di vivere nel nostro Paese il rispetto delle sue leggi, dei suoi principi e della sua comunità nazionale.

«Difendere la nostra identità – conclude Ferrazzi – non significa avere paura degli altri. Significa avere consapevolezza di ciò che siamo. Chi sceglie l’Italia deve poter conservare le proprie origini e la propria fede, ma deve rispettare le regole e diventare parte della comunità nazionale».

Comunicato stampa