Avrà pure 105 anni la Tre Valli Varesine, ma se a conquistarla è un giovane corridore di nemmeno vent'anni, il suo aspetto è quello di sempre, di una giovane ben truccata, dalla pelle liscia, dai lineamenti sinuosi e dal sorriso accattivante. L'edizione 2026 se l'è portata a casa un ragazzo belga, Jarno Widar, dallo sguardo sveglio e dal pensiero svelto. Ed ironia vuole che abbia messo nel sacco e, guarda un po' proprio in via Sacco a Varese, un corridore esperto e favorito come Tom Pikok. Un segnale che la corsa è per corridori intelligenti e di qualità capaci di leggere ed interpretare il suo percorso, mai banale, che non ti consente pause o distrazioni per ammirare il paesaggio attorno.
Non è più quella di un tempo addietro che aveva dato il nome alla competizione scollinando per la Valcuvia, la Valceresio e la Valganna, da anni la Tre Valli Varesine ha Busto Arsizio come città di partenza. Centonovantasei chilometri che uniscono la città più popolosa della provincia con il capoluogo Varese. La partenza da un simbolo bustocco che è il Museo del Tessile a ricordo di una delle fabbriche simbolo cittadine: “Il Cotonificio Bustese”. Un'industria che ha dato lavoro a centinaia di famiglie contribuendo al loro benessere. L'arrivo a Varese, nella Città Giardino per antonomasia, davanti a Villa Estense, sede del municipio, con alle spalle gli splendidi appunto giardini.
E quest'anno il bustocco Matteo Turconi si è preso la briga per annodare sul manubrio della sua bici un filo immaginario di quella fabbrica e portarlo a Varese. È andato subito in fuga già durante il circuito cittadino fino a meno di cinquanta chilometri dal traguardo quando le forze hanno acceso la spia rossa. Un plauso se lo merita per aver portato a termine una prestazione coraggiosa.
Una corsa ultracentenaria, la Tre Valli, ma da sempre attrattiva. Nel 1955 valeva per la conquista del campionato italiano e chi la vinse? Il Campionissimo. L'immenso Fausto Coppi. Anche l'iride ha illuminato la linea del traguardo varesino negli anni settanta con Francesco Moser e lo scorso anno con Tadej Pogacar.
Senza nulla togliere ai centosessanta partecipanti di questa edizione, ma si è avvertita l'assenza dell'ex campione del mondo, ai box per un grave infortunio, capace di muovere oltremodo le folle. Il popolo della Tre Valli Varesine non ha mai però abbandonato per un attimo i corridori sia lungo i rettilinei, sulla nervosa salita di Barasso delle Cinque Piante che sullo strappo del Montello. Un tratto di strada che evoca sempre quel Mondiale 2008 vinto da Alessandro Ballan, l'ultimo conquistato da un italiano. Sono passati quasi vent'anni, ma quel nome, quel percorso, al solo pensiero, suscita ancora i brividi.
È la magia della Tre Valli Varesine.