Economia - 06 ottobre 2026, 14:36

Il Salone del Mobile di Milano svela l'edizione 2027

Dal 13 al 18 aprile tornerà la vetrina per eccellenza del design. La presidente Maria Porro: «Il cuore resta nelle aziende e nelle manifestazioni che ne costituiscono l’ossatura: è lì che l’industria si presenta, si confronta e costruisce relazioni con il mercato globale»

foto per cortesia del Salone del Mobile - Alessio Keilty

Il Salone del Mobile.Milano guarda al 2027 rafforzando il proprio ruolo di piattaforma di sviluppo per la filiera: parte dal suo cuore industriale e amplia gli strumenti con cui mette le imprese in relazione con nuovi mercati, committenze, competenze e comunità professionali. È la strategia che guida la prossima edizione: un Salone che consolida le proprie manifestazioni e, intorno a esse, sviluppa nuove opportunità di business e progetto con il debutto di Salone Contract, la 2ª edizione di Salone Raritas e un programma internazionale sempre più articolato.

Questa direzione risponde a un contesto in cui la domanda è più selettiva, l’export sotto pressione e per le imprese diventa sempre più importante presidiare relazioni qualificate e occasioni di sviluppo internazionale.

Il punto di partenza resta il sistema espositivo centrale, con Salone Internazionale del Mobile, Salone Internazionale del Complemento d’Arredo, Workplace3.0 e S.Project. Su questa base si innestano i progetti che interpretano le trasformazioni più rilevanti del settore: la biennale Euroluce sul fronte della luce e della sua cultura progettuale, Salone Contract sul mercato dei grandi progetti, Salone Raritas sul valore dell’unicità e della manifattura d’autore, SaloneSatellite sul talento emergente. Il World Tour prolunga, infine, questa azione lungo tutto l’anno, portando il Salone nei contesti in cui si formano domanda, relazioni e opportunità.

“Il cuore del Salone resta nelle aziende e nelle manifestazioni che ne costituiscono l’ossatura: è lì che l’industria si presenta, si confronta e costruisce relazioni con il mercato globale. Grandi brand, aziende familiari, realtà di dimensioni diverse e imprese altamente specializzate trovano al Salone visibilità, interlocutori e occasioni di sviluppo difficilmente replicabili altrove. È da questa base, solida e plurale, che costruiamo il 2027: i nuovi progetti e il percorso internazionale non spostano questo centro, ma ne ampliano la capacità di generare opportunità, connettendo le imprese con nuove committenze e con chi progetta, decide, investe e acquista nel mondo. Una strategia che estende il valore del Salone oltre la settimana di Milano, creando relazioni, conoscenza e occasioni di crescita prima, durante e dopo l’appuntamento di aprile.” afferma Maria Porro, Presidente del Salone del Mobile.Milano.

Claudio Feltrin, Presidente di FederlegnoArredo: “L’edizione 2027 del Salone del Mobile. Milano arriva in un momento particolarmente complesso per il settore, segnato da rallentamento dell’export, pressioni inflazionistiche e un contesto internazionale che rende difficile programmare. Ma è proprio in una fase come questa che continuare a investire diventa indispensabile: in tal senso, il Salone resta, a livello internazionale, lo strumento migliore al servizio delle aziende. Non a caso la capacità di rinnovarsi e reinventarsi della manifestazione ha portato a realizzare un progetto concreto che ambisce a diventare un appuntamento fisso, unico nel panorama mondiale: il Salone Contract che aiuterà le aziende ad ampliare il business dei prossimi anni. Generare occasioni di crescita per gli espositori è la bussola che guida da sempre le scelte della governance del Salone: metterli in relazione con progettisti, architetti, operatori dell’hospitality, uffici e grandi committenze pubbliche e private. La filiera legno-arredo è pronta alla sfida, consapevole di dover compiere un salto di qualità per rispondere a progetti e business più su larga scala”.

Il core del Salone: la forza di un sistema industriale plurale

La forza del Salone parte dalle sue aziende. Grandi brand internazionali convivono con imprese di dimensioni più contenute, realtà familiari e produttori altamente specializzati; aziende che partecipano ininterrottamente da decenni incontrano nuovi ingressi e ritorni. Nel 2026 Salone Internazionale del Mobile, Salone Internazionale del Complemento d’Arredo, Workplace3.0 e S.Project hanno riunito 915 espositori da 32 Paesi, il 38,6% dall’estero, con 139 brand tra debutti e ritorni. È una pluralità di dimensioni, competenze, culture produttive e modelli imprenditoriali che il Salone non uniforma, ma rende visibile e mette in relazione su scala globale.

A questa diversità dell’offerta corrisponde la scala internazionale della domanda. Nel 2026 il Salone ha accolto 316.342 visitatori da 167 Paesi, con una quota di operatori professionali internazionali pari al 68%. In un mercato più selettivo e meno prevedibile, questa funzione assume un valore maggiore. Per i grandi gruppi, il Salone resta una piattaforma globale di posizionamento e lancio; per le imprese più piccole e specialistiche rappresenta l’accesso a una rete internazionale difficilmente replicabile individualmente; per chi torna è la possibilità di riattivare relazioni, visibilità e business.

La pluralità delle aziende non è soltanto una caratteristica dell’offerta, ma uno degli elementi che fanno del Salone un hub industriale e una leva di sviluppo per il settore. 

Euroluce 2027: industria e cultura della luce, nello stesso progetto

Con Euroluce torna la più importante Biennale dedicata al design dell’illuminazione, in un momento in cui la luce sta assumendo un ruolo sempre più articolato nel progetto contemporaneo. Ricerca, tecnologia, sistemi di controllo, sostenibilità, intelligenza artificiale, benessere, relazione con la luce naturale e qualità dello spazio stanno, infatti, allargando il campo d’azione delle aziende e dei progettisti.

Il percorso intrapreso dal Salone parte dal 2023, quando, con The City of Lights, Euroluce è stata il primo grande laboratorio di trasformazione del modello fieristico: il tradizionale impianto stand-centrico è stato ripensato secondo una logica urbana e human-centric, per migliorare visibilità e opportunità delle aziende e, allo stesso tempo, creare luoghi per l’incontro, la conoscenza e la cultura. Business e contenuto sono entrati, così, nello stesso spazio e nella stessa esperienza di visita.

Un modello proseguito nel 2025 e che trova nel 2027 una nuova fase di sviluppo. L’ultima edizione di Euroluce ha riunito 306 espositori, il 45% dall’estero, con 75 aziende tra nuovi ingressi e ritorni. Un dato che fotografa bene la natura della Biennale: grandi protagonisti del lighting e nuove realtà internazionali, aziende con una lunga storia al Salone e operatori che scelgono di rientrare, produzione decorativa e luce tecnica, ricerca sui materiali e innovazione tecnologica.

È dentro questa evoluzione che si colloca la seconda edizione di The Euroluce International Lighting Forum, diretto da Annalisa Rosso, che riprenderà il concept Light for Life. Light for Spaces, sviluppandolo come piattaforma interdisciplinare di ricerca sul futuro della luce. Light for Life guarda alla luce come elemento che attraversa vita, benessere, ambiente, energia e relazione con la natura. Light for Spaces ne indaga la capacità di costruire e trasformare l’architettura e gli ambienti, modificandone percezione, uso, atmosfera e qualità. Il Forum serve soprattutto a questo: portare dentro Euroluce, e quindi vicino all’industria, le domande che stanno cambiando il modo di progettare, produrre e utilizzare la luce. Lighting designer e architetti dialogheranno con ricerca scientifica e tecnologia, arti visive, cinema e discipline capaci di allargare la lettura del lighting oltre il prodotto.“Euroluce rappresenta la luce in tutte le sue dimensioni, da quella decorativa a quella architetturale. In questo sviluppo si inserisce The Euroluce International Lighting Forum, che abbiamo fortemente voluto per mettere in dialogo per portare a confronto progettisti, architetti e lighting designer con i mondi della ricerca, della cultura e dell’innovazione” commenta Carlo Urbinati, Presidente di Assoluce di FederlegnoArredo. “La luce non è soltanto una commodity, ma un elemento del progetto capace di creare valore aggiunto che incide nel modo in cui viviamo e interpretiamo gli spazi. Mettere in relazione contenuti originali e ispirati alla Cultura della Luce con una comunità internazionale di professionisti specializzati significa, per il Salone del Mobile.Milano e per le imprese, creare nuove occasioni di confronto e di relazione. E rafforzare la capacità delle aziende di dialogare con interlocutori qualificati e con i mercati internazionali”.

Nel 2027 il Forum tornerà ad abitare The Forest of Space, l’Arena progettata da Sou Fujimoto nel 2025, che verrà riutilizzata per la nuova edizione. Tra le prime adesioni, Speirs Major Light Architecture, studio internazionale con sedi a Londra e Tokyo, unica realtà indipendente di lighting design ad aver ricevuto quattro Radiance Awards dell’International Association of Lighting Designers (IALD), il più alto riconoscimento mondiale nel settore. Lo studio ha contribuito a definire il lighting design contemporaneo attraverso progetti che spaziano dall’Abbazia di Westminster a Londra alla Grande Moschea di Abu Dhabi, oltre ad aver collaborato con cinque team vincitori del RIBA Stirling Prize, uno dei premi più prestigiosi dell’architettura internazionale. Nel 2026 ha ricevuto l’IALD Award per il progetto di illuminazione di At-Turaif, a Diriyah, in Arabia Saudita. 

The Euroluce International Lighting Forum ospiterà anche Fisher Marantz Stone (FMS), gruppo newyorkese di lighting design di fama mondiale, che dal 1971 studia soluzioni illuminotecniche sostenibili, creative e funzionali, per progetti internazionali che spaziano da Burj Khalifa di Dubai al Shanghai Bund, da Little Island e Tribute in Light a New York, al recentemente inaugurato Obama Presidental Center a Chicago.

Salone Contract 2027: portare l’industria dentro la domanda di progetto

La grande novità della 65ª edizione sarà il debutto di Salone Contract, il progetto strategico con cui il Salone costruisce una piattaforma dedicata a un mercato nel quale il valore si sposta dal singolo prodotto alla capacità di integrare prodotti, servizi, competenze e gestione all’interno di progetti complessi.

Il Contract cambia la scala della relazione tra industria e committenza. Non basta più produrre un oggetto di qualità: occorre saper dialogare con architetti, interior designer, developer, investitori, operatori e clienti professionali, rispondendo a esigenze che comprendono personalizzazione, grandi volumi, tempi e costi, logistica, installazione, coordinamento e affidabilità lungo l’intera commessa. La selezione delle aziende espositrici risponde a questa logica: Salone Contract nasce come manifestazione strutturata e non generalista rivolta a realtà capaci di combinare qualità progettuale, capacità industriale e affidabilità operativa e di confrontarsi con una committenza internazionale professionale.

A dare forma a questa nuova piattaforma sarà il Masterplan di Rem Koolhaas e David Gianotten /OMA. Non una successione di stand tradizionali, ma una borsa di scambio organizzata intorno a quattro dispositivi: la Dome, i Podium, i Project Space e le aree B2B – ambienti pensati per favorire visibilità, orientamento, incontri one-to-one, presentazione di progetti, negoziazione e business.

A sostegno del progetto nasce la collaborazione tra Salone del Mobile.Milano e PwC, pensata per mettere a disposizione delle imprese contesto, conoscenza, dati e strumenti di lettura utili a orientarsi in un mercato complesso e in rapida evoluzione. L’obiettivo è costruire un patrimonio di contenuti e competenze che aiuti la filiera a comprendere meglio dinamiche, asset class, geografie, modelli di domanda e trasformazioni della committenza, offrendo al tempo stesso occasioni di formazione e confronto. Una partnership che unisce l’esperienza di PwC sui mercatiimmobiliari e sugli investimenti alla conoscenza del Salone del sistema produttivo e progettuale, con l’ambizione di fornire alle aziende una visione più chiara delle traiettorie future del Contract e delle capacità necessarie per coglierne le opportunità.

Le prime elaborazioni PwC stimano tra 80 e 100 miliardi di euro il valore potenziale globale delle forniture Contract FF&E nelle principali asset class considerate. Le Americhe rappresentano l’area più consistente, con un range stimato tra 34,8 e 42,6 miliardi di euro, seguite da APAC, tra 27,9 e 34,2 miliardi, ed EMEA, tra 16,7 e 20,4 miliardi. Per destinazione d’uso, il Living costituisce il bacino maggiore, con circa 40-49 miliardi, seguito dagli uffici, circa 17-21 miliardi, dal retail, circa 15-18 miliardi e dall’hospitality, circa 7-9 miliardi.

La collaborazione con PwC proseguirà attraverso una ricerca proprietaria che non si limiterà a dimensionare il mercato, ma analizzerà investimenti, asset class, geografie, pipeline e modelli di domanda, per comprendere come sta cambiando la committenza e quali capacità saranno necessarie alle imprese per passare dal prodotto al progetto e dalla semplice fornitura alla gestione di relazioni B2B più strutturate. La ricerca sarà accompagnata in Italia da un percorso di confronto con le imprese che toccherà Milano, Padova e Roma, portando il tema Contract nei territori produttivi e creando occasioni di dialogo diretto sulle competenze, le necessità e le opportunità della filiera.

Anche il tour internazionale di Salone Contract ha come obiettivo quello di andare nei luoghi in cui la domanda Contract si sta formando, leggere progetti e investimenti direttamente sul campo, incontrare chi decide e creare occasioni di confronto con interlocutori internazionali strategici.

Ogni tappa sarà costruita sulle caratteristiche del mercato locale e su una specifica asset class, così da mettere Salone Contract in relazione con ecosistemi progettuali e professionali differenti. Shanghai, il 21 ottobre, sarà dedicata ai grandi progetti urbani e agli sviluppi mixed-use, dove residenziale, hospitality, retail, workplace e servizi convivono all’interno di interventi complessi e richiedono un’elevata capacità di coordinamento tra progetto, forniture e gestione. Londra, il 25 novembre, avrà come focus il workplace, osservando l’evoluzione degli spazi per il lavoro, i nuovi modelli di occupazione e il ruolo di architetti, developer, consultant e specification in uno dei mercati più maturi a livello internazionale. Miami, a dicembre, guarderà al marine, dove interior design, customizzazione, materiali, tecnologia e alta qualità esecutiva definiscono una domanda fortemente specializzata. Riyadh, a gennaio 2027, sarà invece dedicata all’hospitality, in relazione ai grandi programmi di sviluppo alberghiero e turistico in corso e alla crescente domanda di progetti integrati capaci di combinare scala, identità e qualità degli spazi.

Salone Raritas 2027: il valore della rarità entra nel progetto

Dopo il debutto del 2026, Salone Raritas torna per una seconda edizione più ampia nella dimensione, più ricca nella proposta e più internazionale nelle geografie, rafforzando il proprio ruolo di piattaforma dedicata alle edizioni limitate, ai pezzi unici, all’antiquariato e all’alta manifattura creativa. La prima edizione ha riunito 28 gallerie da 12 Paesi e 59 designer, dimostrando la possibilità di portare nel cuore del Salone una scala differente del progetto, complementare alla produzione industriale. Raritas nasce per mettere la produzione speciale in relazione con il mercato professionale del progetto, dove architetti, interior designer, developer e operatori dell’hospitality ricercano sempre più spesso oggetti capaci di dare identità, riconoscibilità e qualità specifica agli spazi. È il punto di contatto tra unicità e progetto, cultura materiale e mercato B2B.

Curata da Annalisa Rosso, Direttore editoriale e Cultural-Advisor Salone del Mobile.Milano, con l’exhibition design di Formafantasma, la seconda edizione annuncia come primo nome IndiaMahdavi. Architetta, designer e scenografa, Mahdavi lavora da oltre vent’anni attraversando senza soluzione di continuità architettura, interni, furniture design, oggetti e allestimento. Alla pratica progettuale affianca inoltre una dimensione indipendente di produzione e ricerca: il suo Project Room, aperto a Parigi nel 2020, è nato proprio come spazio di libertà espressiva per pezzi unici, limited edition, collaborazioni con artigiani e incursioni tra design e arti applicate. È proprio questa capacità di muoversi tra oggetto e spazio, artigianato e contemporaneità, progetto d’autore e produzione, culture e geografie differenti a renderla una presenza significativa per una Raritas che vuole crescere non soltanto in scala, ma nella capacità di interpretare il collectible design come parte attiva del progetto d’interni contemporaneo.

India Mahdavi, architetta e designer, commenta: “Per la prima volta, mi sento completamente a mio agio nel partecipare a una fiera. SaloneRaritas riunisce voci creative indipendenti, dove unicità, artigianalità ed espressione personale prevalgono sulla standardizzazione. Offre uno spazio in cui il design può esistere secondo le proprie regole, in equilibrio tra arte, artigianato e funzionalità. Un luogo in cui sento che il mio lavoro trova naturalmente la sua collocazione”.

SaloneSatellite: quando il talento diventa patrimonio

Dentro la strategia 2027 resta centrale SaloneSatellite, il progetto fondato e curato da Marva Griffin Wilshire, che dal 1998 mette in relazione i designer under 35 con il mondo delle imprese e della produzione. Questa funzione di ponte tra talento e industria è oggi raccontata anche dalla Collezione

Permanente del SaloneSatellite, che custodisce 415 oggetti. 55 di questi sono arrivati a Giacarta per la SaloneSatellite Permanent Collection Exhibition 1998–2026, ospitata dal 18 settembre al 18 ottobre nell’ambito dell’Indonesia Design Week, dopo Hong Kong nel 2024 e il Padiglione Italia a Expo 2025 Osaka. Non una retrospettiva, ma un archivio vivo: prototipi diventati prodotti, incontri tra designer e aziende diventati collaborazioni, progetti entrati nei musei e nel circuito internazionale del design.

Prima di Milano, il Salone incontra il mondo

Il World Tour è la dimensione internazionale della stessa strategia, con una missione dichiaratamente di business: portare il Salone dove si aprono, si trasformano o si complicano i mercati, per accompagnare le imprese nella loro capacità di presidio e sviluppo, mettendo a disposizione reputazione, rete, capacità di connessione, conoscenza dei contesti locali.

Più che una sequenza di tappe, il World Tour disegna una geografia di priorità. In Europa il Salone presidia mercati maturi e ad alta intensità progettuale, da Londra a Parigi, Madrid e Amburgo, dove il tema è rafforzare relazioni e posizionamento in contesti competitivi e sofisticati. In Asia, da Singapore e Seoul a Shanghai e Hong Kong, New Delhi e Bangalore, il lavoro è duplice: consolidare la presenza nei grandi hub internazionali e accompagnare le aziende verso mercati in forte trasformazione, con dinamiche distributive, immobiliari e progettuali molto diverse tra loro.

Stati Uniti e Canada restano centrali per il peso della domanda e per la capacità di generare opportunità nei segmenti più evoluti del design e del contract, mentre Riyadh, Lagos, Cape Town e Mexico City aprono il confronto con geografie in cui nuovi investimenti, trasformazioni urbane e crescita delle comunità professionali stanno creando spazi di sviluppo ancora in parte da costruire.

In questo disegno si inserisce anche la partnership con Art Basel, che rafforza la presenza del Salone in due momenti chiave del calendario internazionale, Miami Beach e Hong Kong, mettendo in relazione design, arte, collezionismo e progetto e aprendo il Salone a network ad alto valore culturale e professionale. Il World Tour si sviluppa con il supporto di Agenzia ICE e, nei diversi Paesi, della rete diplomatico-consolare e degli Istituti Italiani di Cultura del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, una collaborazione che contribuisce a radicare ogni tappa nel contesto locale e a rafforzare il dialogo con istituzioni, imprese e comunità professionali. Il tour diventa così una piattaforma mobile di relazione e sviluppo: diversa per obiettivi e contenuti in ogni mercato, ma coerente nella missione di sostenere l’internazionalizzazione delle imprese e riportare a Milano relazioni, conoscenza e nuove opportunità.

Comunicato stampa