Dopo il primo giro, nei giorni scorsi è ripartito da Sacconago il viaggio nei quartieri di Salvatore Loschiavo, candidato sindaco di Busto Rinasce. E ora l’ex assessore ha ampliato i momenti di confronto con i cittadini: ieri, sabato 3 ottobre, ha inaugurato alla caffetteria Larocca di Borsano l’iniziativa “Caffè con il candidato”. Lo abbiamo incontrato per fare il punto.
Qual è il bilancio di questo giro di incontri dal punto di vista della risposta dei cittadini? È soddisfatto o auspicava una partecipazione maggiore?
«Temevo semmai una partecipazione inferiore. Invece questo secondo giro è partito con numeri anche più alti rispetto al primo, quando già si avvertiva l'esigenza dei cittadini di essere ascoltati, infatti c'è stata una bella partecipazione un po' in tutti i quartieri. L'altra sera la sala era granita, ma il punto non è tanto la quantità, quanto la bella partecipazione anche qualitativamente. Gente che ha avuto voglia di discutere sulle proposte che abbiamo portato noi, aggiungendone di ulteriori. C'è stato un confronto vivace ma composto».
Lei è partito molto presto con gli incontri. Non teme il rischio di arrivare in primavera “senza fiato” rispetto ai competitor?
«Indubbiamente è una cavalcata molto lunga. Partiti prima rispetto agli altri? In realtà io direi che non mi sono mai fermato. Già nei tre anni di attività amministrativa sono stato in mezzo alla gente, in particolare nel percorso che è stato fatto per il Pums. Non mi sono mai allontanato dai quartieri. Quando lo scorso gennaio abbiamo ripreso un'attività civica nei quartieri, è stata la continuazione di quella deve essere l'attività politica per me e per il nostro gruppo. La parte più bella della politica è questa, in mezzo alla gente. Così si crea un patto di corresponsabilità. La città non è una “roba tua”, è di tutti ed è bello che la si amministri insieme ai cittadini, trovando soluzioni davvero efficaci».
È il candidato sindaco di Busto Rinasce, ma alle elezioni si presenterà col sostegno di altre liste?
«Noi non siamo disposti a cedere l'elemento civico. Mi auguro ci possa essere dialogo con altre realtà del territorio. Nel momento in cui c'è l'accettazione del metodo civico, che poi è il metodo di Busto Rinasce, fatto di ascolto, individuazione dei problemi veri della città, risoluzione con risorse e tempi certi, siamo disposti chiaramente a parlarne. È chiaro che una cosa del genere è più semplice con altre realtà civiche.
Se ci fosse qualche partito che accetta questo metodo, ci potrebbe essere anche il dialogo, ma con certi partiti immagino che non potrà mai accadere, perché il loro non è un metodo civico, ma ideologico dal nostro punto di vista. Non è adeguato ad affrontare i problemi della città».
Qualcosa si sta muovendo anche sugli altri fronti, ad esempio la candidatura di Sergio Crespi. Che idea si è fatto di quello che vede intorno a lei? Alla fine dovrà confrontarsi con gli altri candidati…
«In questo momento non ho un'idea di quello che c'è attorno. Anche perché se guardo alla coalizione di governo, vedo che continuano a discutere di poltrone. Se non si evoca più la parola rimpasto perché siamo a ridosso delle elezioni, il termine preminente rimane poltrone, che si tratti dell'amministrazione, che si tratti delle partecipate, il discorso ruota intorno a quello. Dall'altra parte, non pervenuti da sempre. Si sta vivacizzando un pochino il dibattito sui social, però mi sembra un po' troppo poco.
Noi facciamo la nostra cosa, facciamo la nostra strada, continuiamo a parlare con i cittadini perché a noi per il momento interessa questo. Li abbiamo ascoltati e adesso, in una fase di costruzione delle proposte, ci interessa continuare a lavorare insieme».
Un'ultima riflessione su una figura che sembra molto lontana da lei, quella di Vannacci, che però potrebbe essere un aiuto per raggiungere l'obiettivo del ballottaggio.
«A prescindere da Vannacci o da altre forze politiche o civiche, credo che l'obiettivo del ballottaggio sia raggiungibile per un motivo che viene addirittura prima di tutti questi calcoli. La gente si è stufata di una politica e di un'amministrazione che di tutto si occupano tranne che dei problemi dei cittadini.
La piscina chiusa, i problemi anche all'e-work arena e così via… La gente non voterà più questo centrodestra. Io credo che la maggioranza dei cittadini si sia stufata di questa amministrazione che mette al centro le poltrone e non considera affatto i cittadini. Dopodiché è chiaro che una frammentazione del centrodestra potrebbe aiutare per questo obiettivo, ma io credo che ci si arriverà a prescindere».