Ultim'ora - 30 settembre 2026, 15:31

Garlasco, il verbale del 2007 del Ris sui pedali della bici di Stasi: "Risultati visti da consulenti". Marino: "Chi dice di no?"

(Adnkronos) - La parola dei consulenti contro quella di un pubblico ufficiale. Rischia di finire così l'ultimo scontro sulla vicenda di Garlasco e sui risultati delle analisi ottenute dal Ris di Parma sui pedali della bici Umberto Dei di Alberto

Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per il delitto della fidanzata Chiara Poggi. Nella battaglia giudiziaria, non ancora finita, cresce la mole di atti che si accumulano fin dall'estate 2007.  

Nel verbale di operazioni tecniche del 24 settembre 2007, negli uffici del Ris, alle ore 11.30, il capitano Alberto

Marino, consulente tecnico per la Procura di Vigevano, "ha fatto prendere visione dei risultati sinora ottenuti ai consulenti tecnici delle parti, professor Francesco Maria Avato, e i genetisti Fabbri e Marzio Capra" si legge. E' il giorno del fermo di Stasi: sui pedali della sua bici c'è il Dna della vittima. Un indizio che neppure il consulente della Procura di Pavia Carlo Previderé mette in dubbio ritenendo, quello del 19 settembre 2007, un "dato solido" in termini "di riproducibilità e attendibilità. Nessun consulente o perito ha mai messo in discussione la qualità e l'attribuzione di tale profilo alla vittima" scrive nella relazione dello scorso 15 settembre.  

Il giorno successivo due nuove corse restituiscono un risultato

negativo, un elemento che avrebbe dovuto far scattare un campanello d'allarme a dire di chi indaga ora. Su quella presenza genetica, che poi diventerebbe assenza, si gettano ombre - c'è chi insinua che quel risultato sia il frutto dell'analisi sul cucchiaino usato da Chiara Poggi e non del pedale, tesi che lo stesso Previderé scarta - e la Procura ora chiede conto.  

 

"Forse se qualcuno avesse visto i due tracciati successivi negativi del 20 settembre, forse il dubbio ci sarebbe stato, ci sarebbe stato un dibattito, avrebbero chiesto di fare delle nuove analisi. Ma visto che dei due tracciati nessuno ha mai saputo nulla, nessuno si è mai posto il problema" le parole del pm Civardi a cui il carabiniere Marino ribatte: "Ora però dovremmo avere prova certa che al consulente non siano mai stati mostrati. Cioè, come facciamo a dire gliene abbiamo negati, gli abbiamo fatto vedere solo quelli positivi? (...) Adesso sembra che gli abbiamo negato la possibilità del contraddittorio. Non penso sia così" mette a verbale lo scorso 18 settembre.  

E se Marino presume di aver parlato di quelle due corse con l'allora generale Luciano Garofano, "non posso escludere di aver fatto vedere anche a Fabbri o Avato (consulenti di Stasi, ndr) le due corse negative" aggiunge. "La verità è che probabilmente quelle due corse negative non sono state sentite come un problema all'epoca. Ecco, questo è". Alla domanda perché non c'è nessun dubbio sul risultato del 19 settembre, cioè la presenza di Dna della vittima sui pedali della bici, la risposta è netta: "Perché la corsa negativa non è informativa di nulla, cioè è un dato non osservato. Se fosse venuto fuori un altro profilo, allora apriti cielo! Cioè, non è un dato diverso dal prima, è un dato nullo, tant'è che sono totalmente piatte. Diverso sarebbe stato anche solo un dato con il profilo di Chiara Poggi più qualcos'altro..." e il pm Civardi replica: "Questo è vero".  

E sulla scelta, dopo aver ottenuto un risultato netto, di voler fare nuove analisi il giorno dopo - decisione che Marino definisce "uno sciocco eccesso di zelo" - ora si apre un nuovo fascicolo sul caso Garlasco che vede al centro cinque testimonianze di chi, nel 2007, lavorava al Ris di Parma.  

 

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