Il Consiglio regionale lombardo ha approvato questa mattina, martedì 29 settembre, il progetto di legge “Misure per sostenere lo sviluppo delle tecnologie strategiche e delle imprese sociali”.
Il provvedimento, di cui è relatore l’esponente varesino della Lega Emanuele Monti, mette in campo circa 40 milioni di euro. 25,45 milioni per il periodo 2026-2030 destinati al Fondo per lo Sviluppo di tecnologie strategiche (con risorse rivolte a tecnologie digitali, deep tech e biotecnologie, attività di sviluppo sperimentale e di ricerca industriale ad elevato impatto tecnologico). 14,5 milioni andranno nel 2026 e 2027 al Fondo per lo Sviluppo delle Imprese sociali. Il provvedimento affida entrambi i Fondi a Finlombarda.
«Una legge di natura tecnica che interviene sulle modalità di gestione per rendere pienamente funzionali due misure», ha osservato l’assessore a Famiglia e Solidarietà sociale Elena Lucchini, sottolineando che l’approvazione del testo consentirà di ottimizzare «la gestione di risorse già stanziate per il territorio lombardo».
Per Fratelli d’Italia, è intervenuto in aula il capogruppo Christian Garavaglia, evidenziando che la norma garantisce concretezza, velocità e snellimento nell’utilizzo dei fondi.
Il documento è stato approvato anche col sostegno di parte dell’opposizione: «Il nostro voto è positivo», ha spiegato Davide Casati per il Partito Democratico, auspicando una gestione delle risorse «efficiente ed efficace», senza rallentamenti burocratici.
Il Movimento 5 Stelle ha deciso di astenersi: «Legge estremamente essenziale che rinvia tutto a successive delibere di giunta – ha lamentato Paola Pizzighini –. Il Consiglio regionale è chiamato solo a ratificare il contenuto finanziario, ma le regole del gioco verranno decise nelle stanze della giunta».
La soddisfazione di Monti
Soddisfatto il relatore Monti, presidente della commissione Sostenibilità sociale: «Si tratta di un provvedimento innovativo che permette alla Lombardia, a seguito dell’approvazione del Documento nazionale sull’Economia sociale, di diventare la prima Regione italiana a stanziare risorse concrete, scegliendo di investire contemporaneamente sulla competitività del proprio sistema produttivo e sulla capacità dell’economia sociale di generare occupazione, inclusione e coesione. È una scelta precisa: accompagnare le trasformazioni economiche e sociali mettendo a disposizione delle imprese strumenti finanziari concreti, semplici e tempestivi».