Economia - 29 settembre 2026, 11:42

Transizione energetica in Lombardia: è allarme energia. Boom di richieste per i data center

Secondo un'indagine della Uil, l'industria assorbe il 52% dei consumi ma dipende dall'esterni: «Reti al limite, serve un governo pubblico o rischiamo il blackout industriale». Il segretario generale Albrizio: «Occorre creare un tavolo di confronto permanente sulle transizioni energetiche e digitali, coordinato con Terna, i gestori di rete, gli enti locali e le parti sociali, per garantire che lo sviluppo delle infrastrutture sia accompagnato da investimenti mirati, formazione professionale e tutela dell'occupazione stabile»

(foto d'archivio)

La transizione energetica e digitale della Lombardia è arrivata a uno snodo critico che rischia di mettere a dura prova la tenuta del sistema produttivo e manifatturiero regionale. 

I dati del Rapporto UIL Lombardia Politiche Industriali (Settembre 2026) evidenziano una forte dipendenza energetica del settore industriale: 

- consumi industriali record; l’industria lombarda assorbe ben il 51,9% dei consumi elettrici finali regionali (32.837,5 GWh su un totale di 63.279,9 GWh).  

- dipendenza dal saldo esterno; a fronte di una produzione netta regionale di 53.014,9 GWh, la Lombardia necessita di un saldo positivo di 16.770,4 GWh ricevuti da altre regioni e dall’estero per coprire il proprio fabbisogno.  

- pressione sui Data Center; la pipeline amministrativa delle pratiche di connessione alla rete per i data center ha raggiunto quota 296 pratiche, per una potenza complessiva richiesta di 47.263,39 MW (con 214 Soluzioni Tecniche Minime Generali già accettate per oltre 32.500 MW).  

Sebbene si tratti di istanze burocratiche e non di impianti già operativi, questi numeri delineano una pressione potenziale senza precedenti sulle infrastrutture energetiche regionali.  

Sulla questione interviene Vittorio Sarti (UIL Lombardia), sottolineando la necessità improrogabile di una regia pubblica integrata: «La transizione energetica e digitale non è un capitolo separato dalla politica industriale, ne è il cuore pulsante. L'industria assorbe oltre la metà dell'energia elettrica lombarda e dipende fortemente dagli apporti esterni. Non possiamo permettere che l'esplosione dei data center e le nuove richieste di connessione avvengano in modo selvaggio, saturando le reti o facendo schizzare i costi energetici a danno delle nostre fabbriche e dei lavoratori. Serve un governo pubblico e preventivo delle infrastrutture elettriche, dell'uso del territorio e dell'impatto occupazionale. Non ci bastano i bandi a pioggia: chiediamo alla Regione e alle istituzioni di condizionare le risorse alla reale sostenibilità, verificando progetto per progetto le ricadute sul lavoro qualificato e la compatibilità con i fabbisogni del manifatturiero. Senza una governance partecipata con il sindacato, si rischia di guidare verso il blackout produttivo del Paese».  

«È auspicabile – conclude il Segretario Generale UIL Lombardia Antonio Albrizio – al più presto, la creazione di un tavolo di confronto permanente sulle transizioni energetiche e digitali, coordinato con Terna, i gestori di rete, gli enti locali e le parti sociali, per garantire che lo sviluppo delle infrastrutture sia accompagnato da investimenti mirati, formazione professionale e tutela dell'occupazione stabile. Per i data center occorre distinguere in modo trasparente le fasi procedurali dagli impianti realizzati e verificare, progetto per progetto, consumi, investimenti, occupazione diretta e indiretta, competenze e benefici territoriali, evitando consumi del suolo inutile e soprattutto negatività all’ambiente».  

Comunicato Stampa