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Cultura | 28 settembre 2026, 14:23

Martin Luther King, un sogno spezzato: al Museo del Tessile la storia di una battaglia per i diritti

Mercoledì 30 settembre, Mauro Negri e Lorenzo Cremona ripercorreranno la vita del reverendo afroamericano. Dalla vicenda di Rosa Parks al celebre «I have a dream», fino alle battaglie contro la povertà e la guerra in Vietnam. Un viaggio nella storia del Novecento e in un sogno di uguaglianza spezzato il 4 aprile 1968

Mauro Negri e Lorenzo Cremona

Mauro Negri e Lorenzo Cremona

Sarà Martin Luther King il protagonista della seconda conferenza della sessione autunnale, in programma mercoledì 30 settembre alle 15.30 nella Sala Conferenze del Museo del Tessile. A raccontare la figura del celebre reverendo battista afroamericano saranno Mauro Negri e Lorenzo Cremona, in un incontro dal titolo «Martin Luther King: un sogno spezzato».

L'incontro prenderà le mosse dal 1954, quando King assunse la responsabilità pastorale della Dexter Avenue Baptist Church di Montgomery, in Alabama. È proprio qui che, poco più di un anno dopo, la vicenda di Rosa Parks avrebbe rappresentato uno dei momenti simbolo della lotta contro la segregazione razziale. Il 1° dicembre 1955 Parks si rifiutò infatti di cedere il proprio posto sull'autobus a un uomo bianco. Quel gesto diede ulteriore impulso alla mobilitazione della comunità afroamericana e alla protesta contro un sistema di segregazione ancora legalmente vigente negli Stati del Sud.

La non violenza e la «Terra Promessa»

Martin Luther King divenne rapidamente una delle figure centrali della battaglia per i diritti civili. La sua azione si fondò sui principi cristiani e sulla non violenza, ispirata anche alla figura e all'esperienza del Mahatma Gandhi. Nella sua visione, la lotta degli afroamericani non poteva essere ridotta alla semplice richiesta di integrazione. L'America, secondo King, doveva affrontare una più profonda questione morale e ritrovare i valori sui quali aveva costruito la propria identità. Un'immagine ricorrente nei suoi discorsi fu quella biblica di Mosè e degli ebrei in fuga dall'Egitto verso la Terra Promessa. Una metafora che ben rappresentava il lungo cammino verso la libertà e l'uguaglianza.

«I have a dream»

Per oltre dodici anni, attraverso sermoni, discorsi e manifestazioni, King contribuì a scuotere le coscienze degli Stati Uniti. La sua battaglia lo portò inevitabilmente a confrontarsi anche con il potere politico e con la Casa Bianca. Durante la presidenza Kennedy si sviluppò una collaborazione sugli obiettivi della lotta per i diritti civili, pur senza che King rinunciasse alla propria autonomia e alla capacità di mettere in discussione le istituzioni.

Il momento più celebre arrivò il 28 agosto 1963, quando, durante la Marcia su Washington per il lavoro e la dignità, davanti a circa 250mila persone riunite al Lincoln Memorial, pronunciò il discorso destinato a entrare nella storia: «I have a dream».

Non solo diritti civili

La riflessione di King non si fermò alla questione razziale. Negli ultimi anni della sua vita il reverendo allargò progressivamente il campo della propria azione, affrontando temi sociali e politici come la povertà e la guerra in Vietnam. La sua idea di giustizia comprendeva dunque anche una più ampia attenzione alle disuguaglianze economiche e alle conseguenze dei conflitti. Il suo «sogno» si interruppe il 4 aprile 1968, quando King venne assassinato a Memphis. Nel racconto proposto da Negri e Cremona, quell'omicidio sarà anche l'occasione per riflettere sul clima di odio che attraversava in quegli anni gli Stati Uniti. Un clima che, appena due mesi dopo, avrebbe accompagnato anche l'assassinio di Robert Kennedy.

Dalla lotta di King all'elezione di Obama

A distanza di decenni, la figura di Martin Luther King continua a essere legata alla storia dell'emancipazione afroamericana. Nel corso dell'incontro sarà affrontato anche il rapporto tra quella stagione di lotte e i successivi cambiamenti della società statunitense, fino all'elezione di Barack Obama alla presidenza degli Stati Uniti. Un percorso storico che permette quindi di collegare gli anni della segregazione e delle battaglie per i diritti civili all'America contemporanea, mettendo in evidenza trasformazioni profonde ma anche la distanza temporale che oggi separa quelle vicende.

Mauro Negri, una passione per la storia del Novecento

Mauro Negri ha iniziato la propria carriera nel mondo aziendale, occupandosi per oltre trent'anni di Risorse Umane e in particolare di relazioni sindacali in una società automobilistica francese. La passione per la storia, soprattutto quella del XX secolo, lo ha portato dal 2022 a collaborare con Unitre Saronno e, dal 2023, anche con Unitre Tradate. Tra i corsi proposti, la storia dell'Italia dalla Liberazione al Patto Atlantico, la Guerra fredda, il rapporto tra sport e politica e gli omicidi politici del Novecento. Gli ultimi due percorsi sono stati realizzati insieme a Lorenzo Cremona, con il quale Negri conduce anche il programma 2026/2027, «Quando la Storia tradisce i protagonisti», un excursus che parte dall'impresa di Fiume di Gabriele D'Annunzio e arriva alle stragi mafiose che hanno colpito Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.

Lorenzo Cremona, dalla scuola alla divulgazione storica

Lorenzo Cremona ha intrapreso la carriera di insegnante di Lettere nelle scuole superiori. Ha insegnato ininterrottamente al Don Milani di Tradate fino al pensionamento, avvenuto nel settembre 2023. Oggi, insieme a Mauro Negri, prosegue l'attività di divulgazione storica all'interno delle Unitre di Saronno e Tradate. Un'attività che trova nella conferenza dedicata a Martin Luther King un nuovo appuntamento per riportare al centro dell'attenzione una delle figure più significative e discusse della storia del Novecento.

Laura Vignati

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