Politica - 28 settembre 2026, 16:17

Caso Beko, Samuele Astuti: «La multinazionale non rispetta gli impegni, ci rimettono i lavoratori»

Il consigliere regionale del Partito Democratico, dopo il tavolo di coordinamento sulle crisi aziendali in provincia di Varese, chiede una risposta forte da istituzioni, sindacati e imprese

Questa mattina il consigliere regionale del Pd Samuele Astuti ha partecipato al tavolo di coordinamento politico territoriale sulle crisi aziendali in provincia di Varese ed è intervenuto sulla situazione dello stabilimento Beko di Cassinetta.

"Quello che è emerso con chiarezza è che gli impegni assunti non sono stati rispettati e che, ancora una volta, a pagare sono i lavoratori e il territorio - dichiara Astuti -. È stato raggiunto un accordo con l'azienda, ma una parte determinante di quanto concordato non è stata realizzata. E oggi ci troviamo ad ascoltare le solite spiegazioni legate alla complessità della situazione, all'andamento della domanda e alle dinamiche delle vendite. La realtà è che una multinazionale può sbagliare le proprie previsioni, il piano delle vendite o quello produttivo, ma non è accettabile che siano i lavoratori a pagare il prezzo di queste scelte".

"Per questo - prosegue Astuti - dobbiamo prendere atto del mancato rispetto dell'accordo e dare una risposta forte e compatta come territorio, mettendo insieme istituzioni, sindacati e imprese. La crisi di Beko non riguarda soltanto i lavoratori e le lavoratrici dello stabilimento di Cassinetta, ma coinvolge anche le numerose aziende dell'indotto e rischia di indebolire ulteriormente il sistema manifatturiero, la spina dorsale del nostro territorio. Se continuiamo a perdere capacità produttiva e occupazionale, la nostra provincia rischia di entrare in una crisi profonda dalla quale sarebbe molto difficile uscire".

Astuti richiama infine la necessità di un cambio di passo da parte di Regione Lombardia: "Serve un approccio preventivo. Continuiamo ad arrivare in ritardo sui percorsi di ricollocamento del personale e questo rischia di allontanare ulteriormente i lavoratori dal mercato del lavoro. Davanti a crisi industriali di questa portata non possiamo limitarci a intervenire quando i problemi sono già esplosi" conclude il consigliere dem.

C.S.