Politica - 25 settembre 2026, 12:56

«Trenord ha abbandonato una trentina di passeggeri a Gallarate, la Regione chieda conto all’azienda»

Una trentina di viaggiatori rimasti senza collegamenti né assistenza dopo la partenza dell’ultimo convoglio. Il consigliere Pd chiede chiarimenti e verifiche alla Regione

«Cancellazioni, ritardi, guasti, corse soppresse all'ultimo momento. Ormai Trenord ci ha abituati a ogni tipo di disservizio, ma quello che è successo nella notte tra il 22 e il 23 settembre alla stazione di Gallarate è davvero incredibile. La Regione dovrebbe immediatamente chiedere conto all'azienda che ha letteralmente abbandonato una trentina di passeggeri che dovevano recarsi a Malpensa e sono invece stati obbligati a restare a terra, senza alcuna assistenza o comunicazione, mentre l'ultimo convoglio partiva regolarmente, ma senza persone a bordo» così il consigliere regionale del Pd Samuele Astuti dopo aver letto la testimonianza in prima persona di un passeggero che ha vissuto la disavventura.

«Se i fatti sono andati come raccontato, siamo di fronte a qualcosa che va ben oltre il semplice disservizio – sottolinea Astuti -. Non si possono lasciare trenta persone a mezzanotte, in una stazione chiusa, senza un collegamento e senza assistenza. Regione Lombardia deve chiedere immediatamente conto a Trenord di quanto accaduto e chiarire quali procedure siano state attivate e perché non sia stata garantita assistenza ai passeggeri».

«È passata meno di una settimana da quando abbiamo denunciato i disagi e le cancellazioni che hanno interessato le linee del Varesotto e oggi ci troviamo di fronte a un fatto ancora più inaudito - prosegue il dem - e ancor più inaudito è che mentre aumentano i disservizi, aumentino anche le tariffe».

«Il prossimo mese discuteremo in Consiglio regionale il Programma Regionale della Mobilità e dei Trasporti - ricorda Astuti - e come gruppo Pd torneremo a chiedere che qualità, affidabilità e assistenza ai passeggeri siano obiettivi concreti e non semplici dichiarazioni. Perché non è accettabile chiedere ai cittadini di pagare di più per un servizio nel quale, in casi come questo, viene meno persino l'assistenza di base».