Busto Arsizio - 24 settembre 2026, 16:55

Festa della Boschessa, vince la forza dei quaranta volontari

Cala il sipario sull’edizione 2026 della tradizionale kermesse nel quartiere di Sant’Edoardo, a Busto, contraddistinta da una straordinaria mobilitazione interna tra cucina, servizio e gestione degli spazi all’aperto. Guarniero: «Quaranta volontari, lo spirito di comunità resta vivo». E si guarda già a nuove iniziative per centrare gli obiettivi solidali del sodalizio guidato da Stefano Girola

È tempo di bilanci in via Ponzella a Busto, dove si sono spenti i riflettori sull'edizione 2026 della «Festa della Boschessa». Dopo due fine settimana intensi che hanno animato il rione nel cuore del quartiere di Sant'Edoardo, il sodalizio guidato dal giovane presidente Stefano Girola archivia l'iniziativa tra la soddisfazione per la coesione dimostrata e la consapevolezza delle sfide che caratterizzano l'associazionismo di quartiere nel post-pandemia.

A tracciare il quadro dell'evento è Giorgio Guarniero, figura storica del Club Boschessa, che sottolinea anzitutto la missione sociale della kermesse: «Il nostro obiettivo fondamentale è sempre stato quello di coinvolgere le persone e portarle fuori di casa. Dopo il covid le abitudini sono cambiate per tutti ed è diventato più complicato mobilitare il pubblico, ma lo spirito di comunità resta vivo».

Se le prime due serate hanno registrato un afflusso più timido, complice anche il calendario di inizio settembre, il secondo fine settimana ha visto una partecipazione più vivace, chiudendosi domenica con un termine anticipato attorno alle 22 anche per via della concomitanza in città con gli appuntamenti di Busto Folk. L'andamento complessivo, in attesa dei conteggi definitivi, renderà probabilmente meno agevole la tradizionale devoluzione benefica, da sempre affiancata all'autofinanziamento delle attività sociali, ma il club guarda già avanti, valutando l'organizzazione di future cene conviviali per raggiungere gli scopi solidali prefissati.

A decretare il successo dell'iniziativa è stata soprattutto la straordinaria mobilitazione interna. Dietro le quinte e lungo via Ponzella, trasformata per l'occasione in una sala a cielo aperto con tavoli, panche e il palco per le esibizioni musicali, hanno operato circa quaranta volontari: «Sotto questo aspetto siamo davvero contenti – racconta Guarniero – perché i volontari sono stati tantissimi ed è emerso un ambiente autenticamente familiare, con grande cura nella preparazione delle cucine della nostra sede e tempestività anche nelle operazioni di smontaggio e pulizia».

Accanto ai classici panini, al tradizionale fritto misto e ai salamini, la vera rivelazione gastronomica è arrivata da una scommessa culinaria del direttivo. «La trippa è stata la vera sorpresa di quest'anno – commenta con un sorriso lo storico socio –. Confesso che all'inizio ero dubbioso, trattandosi di una specialità tipicamente invernale e legata a sapori di una volta che oggi si cucinano raramente, invece è andata a ruba, con molte persone del rione che sono venute appositamente a prenotarla e ritirarla».

Con l'energia garantita dalla nuova presidenza di Stefano Girola, cresciuto nello stesso rione e impegnato nel ponte generazionale per attrarre nuovi soci, la Boschessa conferma così la propria vocazione di presidio di vicinato, capace di fare aggregazione attraverso la memoria delle proprie radici e il lavoro condiviso.

Giovanni Ferrario