Ci voleva proprio una "strigliata" di Giusepèn, per farmi desistere, dal commentare i passi del Vangelo che giornalmente, il mio amico Pippo Maiolino, divulga. Non è compito mio "proclamare la verità", ma discutendo col "mio Teologo" che approva le mie riflessioni, mi ha infastidito un commento puerile di una Lettrice che s'è limitata a dire su una mia riflessione, è "alla carlona".
Giusepèn ha subito attaccato il discorso con "chèla sciua lì, ma l'à pensa?" (quella signora, come la pensa?" come a dire …. d'accordo il suo giudizio che è una valutazione personale, ma qual è il suo pensiero? - candidamente, ho risposto a Giusepèn che "madame" si è limitata a commentare il mio commento, "alla carlona" senza esprimere il proprio pensiero e senza aggiungere altro.
Ciò, ha fatto scattare la reazione di Giusepèn; "va'nanzi" (vai avanti, continua) per significare che non è un pensiero contrario al tuo che deve infastidirti; anzi ringrazia la signora che, contrariamente a tanti, che magari criticano, ma non hanno il coraggio di esporsi. Eppoi, aggiunge Giusepèn "ul tò predi, sal disi?" (il tuo prete, cosa dice?) - a parte il fatto che non è un semplice prete a giudicarmi, ma è un Teologo dalla portata cardinalizia che analizza le mie riflessioni e mi ha stimolato a proseguire nel commentare, da semplice credente, i passi del Vangelo e …. ha insistito affinchè continui a dire la mia, senza alcun risentimento.
Del resto, aggiunge Giusepèn "tel disi anca ti che candu te scrii a te troi genti dàa to parti, chi l'à pensa contra, chi al disi naguta, ma al porla malamenti su da ti …. e alua?" (lo dici anche tu che quando scrivi, trovi persone che apprezzano i tuoi scritti, chi la pensa contrariamente a te, chi dice nulla, ma parla male di te ….quindi?) - è il mestiere del Giornalista a suscitare le reazioni del Lettore - tuttavia, c'è chi ha il coraggio di "farti sapere" la sua contrarietà, di criticarti, ma il rispetto per il Lettore, deve essere per te, un monito. - Ho scritto subito in italiano, per non gravare sia il Dialetto Bustocco da strada, con troppe parole, sia per non rubare spazio al discorso.
Ecco dove giunge la saggezza di Giusepèn: "tieni conto solo di chi esprime un'opinione e dialoga con te; mentre coloro che stanno "nell'ombra" sono unicamente ciarlatani, vigliacchi e gente di poca fede, i bigotti". Anch'io (sono sempre parole di Giusepèn) sono un credente "a me manèa" alla mia maniera e credo "teme'l San Tumosu" come San Tommaso e chi "m'à pòrla da dre" mi parla senza farsi vedere "in dumò ciarlatàn" sono solo ciarlatani. Ci aggiungo (di mio) un'ulteriore riflessione: costoro, hanno forse timore di mostrare la propria indole? sono così "esperti" di Vangelo che preferiscono la supponenza al dialogo? hanno o non hanno argomenti per confutare le mie riflessioni? pensano (forse) che io voglia attirarli nel mio pensiero? - lo dico subito; nulla di tutto ciò. Come dice il mio Teologo, io manifesto unicamente le mie riflessioni e chiunque può manifestare le proprie, tirando in ballo le mie debolezze, i miei errori, ciò che secondo loro è erroneo o sbagliato. Nel dialogo, nessuno insegna, ma tutti imparano (lo dico abbastanza spesso).
E, la Signora che si è manifestata con tanto di credenziali (quindi non è una vigliacca), ma che ha valutato "alla carlona" un mio scritto, commenti pure il suo giudizio, mi dica il motivo di quel "alla carlona" che, per chi non sapesse il significato, "alla carlona" significa qualcosa di superficiale, di stupido, di puerile. Del resto, non sono uno studioso di Teologia e sono un laico, ma Credente. Non ho prerogative religiose per "insegnamento" - sono unicamente una Persona che legge col cuore, quanto gli evangelisti hanno scritto dopo oltre 100 anni dalla Croce - e, dentro quegli scritti ci ho visto facili incongruenze che NESSUNO mette i pratica, ma il bigotto si mette a scrivere "mi piace" ma agisce in maniera contraria. Di esempi da citare, ne ho. Non li metto qui, altrimenti occuperei lo spazio che invece metto a disposizione del dialogo. Grazie Giusepèn "a o'nanzi" (vado avanti).