Busto Arsizio - 15 settembre 2026, 16:38

«La sua memoria è piena di persone buone»: Busto festeggia i 100 anni di Mario Zanello

Il sindaco Antonelli ha portato gli auguri della città al neo centenario Mario Zanello, arrivato a Busto nel 1964 dopo una vita di lavoro e sacrifici. «Forse la sua più grande soddisfazione è stata far studiare le figlie», racconta Giuliana. Le figlie ricordano il segreto della sua longevità: «Sobrietà, piccole gioie quotidiane e un’attività incessante. Non una parola dura, non un rancore»

Il sindaco Emanuele Antonelli ha portato oggi gli auguri dell’Amministrazione comunale e della Città intera al neo centenario Mario Zanello, nato il 15 settembre 1926 in una famiglia contadina patriarcale, a Montregliano, in provincia di Udine.

Come hanno raccontato le figlie Rita e Giuliana, Mario, settimo di dieci fratelli, da bambino aiuta nei campi e intanto impara a fare il fabbro. E dopo la guerra, tornati i fratelli che erano sotto le armi, si trasferisce a Milano, dove lavora in officina, e dal 1964 arriva a Busto Arsizio. Da allora, al pesante quanto amato lavoro d'officina si unisce la fatica  del pendolare. Un uomo dedito al lavoro, che ha saputo costruirsi una meravigliosa famiglia, circondato dall’affetto della moglie Fioretta, che lo ha accompagnato per cinquantacinque anni, e delle figlie che hanno continuato a prendersi cura di lui.

«Forse la più grande soddisfazione  della sua vita è stata l'aver fatto studiare le figlie, in tempi in cui la scelta non era scontata né troppo approvata nella sua classe sociale, soprattutto per le femmine» ha spiegato Giuliana.

Il segreto di longevità di uno dei pochi centenari tra le numerose centenarie bustocche? 

Così hanno risposto le figlie: «Certo la sobrietà ha aiutato, certo ha aiutato il saper godere intensamente di tutte le piccole gioie quotidiane, dagli affetti familiari alla cena, ai rapporti coi compagni di lavoro e di viaggio, all'arrivo di due nipoti e due pronipoti. Ha giovato anche l'attività incessante, prima lavorativa, poi di aiuto ai familiari; Mario non si è mai fermato, fino a 98 anni; solo ha gradualmente rallentato, applicando d'istinto l'antico stile contadino. Se dovessimo evidenziare il suo tratto più caratteristico, a volte sorprendente per chi con lui ha tanto vissuto e tanto parlato, è il fatto che la sua memoria è affollata di persone buone, di aiuto ricevuto, da Dio e dagli uomini. Non una parola dura, non un giudizio pesante, non un rancore».

Redazione