Non è soltanto una pagina del passato quella che Solbiate Olona ha ricordato domenica 13 settembre. È una ferita che appartiene alla storia delle famiglie e delle comunità e che, proprio per questo, continua a chiedere di essere custodita. La cerimonia dedicata ai Caduti e ai Dispersi in guerra ha riunito istituzioni, associazioni e cittadini in una giornata scandita dal ricordo, dalla riconoscenza e da un forte richiamo alla pace.
A guidare la comunità nel momento commemorativo è stato il sindaco Lucio Ghioldi, accanto al presidente dell’Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Dispersi in Guerra – ANFCDG di Varese, Sergio Ferrario e a Rocco Anania, in rappresentanza della sezione di Castellanza.
Numerose le presenze istituzionali: la vicesindaca di Gorla Minore Laura Bonfanti, il vicesindaco di Gorla Maggiore Renato Grazioli, gli assessori di Marnate Alessandro Bonfanti e di Castellanza Davide Tarlazzi, il consigliere di Olgiate Olona Nicola Puddu, oltre alle rappresentanze della Caserma Ugo Mara, dell’Arma dei Carabinieri e delle associazioni del territorio.
«Ricordare i nostri Caduti e i nostri Dispersi significa prima di tutto restituire un volto e una storia a persone che troppo spesso rischiano di diventare soltanto dei nomi incisi su una lapide», ha sottolineato il sindaco Ghioldi. «La memoria non deve essere una semplice ricorrenza: deve diventare un insegnamento, soprattutto per le nuove generazioni».
La giornata si è aperta con l’apertura straordinaria del Museo Socio Storico, resa possibile dalla disponibilità di Aldo e Marina Tronconi. Un’occasione per tornare alle radici della comunità e riscoprire documenti e testimonianze capaci di raccontare, attraverso oggetti e immagini, la storia di Solbiate e dei suoi cittadini.
La commemorazione è quindi proseguita nella chiesa parrocchiale di Sant’Antonino Martire, con la messa celebrata da don Tiziano Sangalli.
Ma è stato soprattutto l’intervento di Alice, vicesindaca del Consiglio Comunale dei Ragazzi e delle Ragazze dell’Istituto Comprensivo Aldo Moro, a imprimere alla giornata uno sguardo rivolto al futuro. Parole semplici, pronunciate da una ragazza, ma capaci di dare un significato profondo al concetto di memoria.
«Per fortuna noi la guerra non l’abbiamo vissuta, l’abbiamo solo studiata a scuola, ma sappiamo che molte persone sono partite anche dal nostro paese e alcune non sono tornate. Quindi oggi siamo qui per dire una cosa importante: noi non vi dimentichiamo».
E poi il messaggio più importante: «Questa giornata è importante per noi ragazzi perché ricordare serve per costruire la pace».
Un passaggio che il sindaco Ghioldi ha voluto sottolineare: «Sono proprio queste parole a dirci perché è importante continuare a celebrare giornate come questa. Se la memoria riesce a parlare ai ragazzi, allora non è una memoria del passato: diventa una responsabilità per il futuro».
Al termine della celebrazione religiosa, il corteo ha raggiunto il Monumento ai Caduti di piazza Marconi, dove è stata deposta una corona in memoria dei Caduti e dei Dispersi. È seguito l’intervento del presidente Sergio Ferrario, che ha richiamato il valore della memoria e il dovere di mantenere vivo il ricordo di quanti sacrificarono la propria vita durante i conflitti.
«Dietro ogni nome c’è una persona, una famiglia, una casa che ha aspettato qualcuno che non è più tornato», ha ricordato Ghioldi. «Il nostro compito è fare in modo che quei nomi continuino a parlare alle generazioni che verranno».
La cerimonia si è conclusa al Circolo Cooperativo Vittorio Veneto, dove è custodita la lapide dedicata ai soci caduti in guerra. Un luogo che testimonia quanto la memoria della guerra sia intrecciata alla quotidianità della comunità e alla storia delle sue famiglie.
Particolarmente toccante la testimonianza fotografica di Rocco Anania, con le immagini realizzate a Rada, in Russia, nei luoghi dove furono individuate e documentate fosse comuni contenenti i resti di soldati italiani caduti durante la campagna di Russia.
Fotografie che hanno riportato alla luce una delle pagine più dolorose della storia italiana: quella dei militari partiti per il fronte orientale e mai più tornati alle proprie case. Una vicenda sulla quale si era soffermato anche il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, richiamando il valore della memoria e della restituzione della dignità a quanti rimasero senza sepoltura e senza un nome.
«Quelle immagini ci ricordano che la guerra non è mai soltanto una data sui libri di storia», ha osservato il sindaco Ghioldi. «È fatta di uomini, di famiglie, di attese, di dolore. Guardare quelle fotografie significa avere il coraggio di confrontarsi con ciò che è accaduto e capire perché non debba accadere di nuovo».
Da Solbiate Olona, dunque, il ricordo dei Caduti e dei Dispersi è diventato anche un messaggio rivolto al presente. Una giornata nel segno della riconoscenza, ma soprattutto della consapevolezza che la pace non può essere data per scontata.
Perché ricordare non significa soltanto guardare indietro. Significa scegliere, ogni giorno, quale futuro costruire.