Un piano ben collaudato, basato su una finta confidenza e una frazione di secondo per sfilare orologi di pregio, si è infranto davanti alla prontezza della vittima e alla reattività delle forze dell'ordine. Si è conclusa con una denuncia a piede libero per tentato furto con destrezza nei confronti di due cittadini rumeni, nemmeno trentenni, l’attività investigativa condotta dagli agenti della Polizia locale di Busto Arsizio, che sono riusciti a neutralizzare una coppia già nota alle cronache per reati predatori in diverse località della Lombardia.
La vicenda ha preso le mosse sabato scorso presso il cimitero di Borsano. Un uomo è stato avvicinato da una giovane donna che, fingendo di riconoscerlo e adoperando un fare eccessivamente caloroso, ha cercato di cingerlo in un abbraccio con l'intento di sottrargli l'orologio di valore che portava al polso. Accortosi immediatamente dell'anomalia e intuite le intenzioni della sconosciuta, l'uomo si è sottratto al contatto allontanandola con decisione e, malgrado la fuga della donna, ha memorizzato dettagli sia sull'aspetto dell'autrice sia sul veicolo impiegato per la fuga, facendo poi denuncia al comando dei vigili urbani di Busto.
Gli accertamenti tecnici avviati hanno permesso di individuare con esattezza il veicolo, una vettura di colore viola risultata intestata a un circuito di noleggio e subnoleggio, formula a cui i malviventi ricorrono di frequente con documentazioni artefatte per eludere la tracciabilità. L'automobile risultava già inserita nei database di monitoraggio regionale a seguito di segnalazioni per raggiri e furti analoghi consumati sul territorio lombardo.
L’epilogo è arrivato nella tarda mattinata di ieri, giovedì 10 settembre. La vettura sospetta è stata rilevata in transito in provincia e segnalata lungo la direttrice sud verso la città. Entrata a Busto Arsizio, l'auto ha raggiunto il quadrante della zona mercato, con ogni probabilità alla ricerca di una nuova vittima da adescare tra i clienti dei banchi di via Muratori. Il dispositivo di sicurezza si è stretto rapidamente: due pattuglie del comando bustocco hanno intercettato il mezzo prima che i due occupanti potessero entrare in azione.
A bordo si trovava la coppia, formalmente residente nell'hinterland milanese: l'uomo, con compiti di autista e retroguardia, e la donna, designata per l'approccio diretto attraverso la classica tecnica dell'abbraccio. Condotti al comando per le verifiche di rito, i due sono stati identificati e formalmente riconosciuti, prima di essere deferiti all'autorità giudiziaria per il tentato colpo di Borsano e per le contestazioni pendenti a loro carico in altri comuni lombardi. Il veicolo utilizzato è stato posto sotto sequestro.
Piena soddisfazione per l'assessore alla sicurezza e polizia locale Claudia Cozzi: «Questa è la dimostrazione che denunciare è fondamentale, anche se il reato non è andato a segno - spiega il membro della giunta comunale - Dare ulteriori elementi all'attività investigativa delle forze dell'ordine può permettere di scongiurare ulteriori problemi. E' anche importante sottolineare che i nostri agenti non sono solo quelli che danno la multa per il divieto o con cui prendersela per essere passati con il rosso. La Polizia locale fa conoscere solo una minima parte di tutta la brillante attività che svolge. In questo caso si è trattato di un grandissimo lavoro di squadra; il nucleo investigativo è in grado di fare indagini velocemente, con l'ausilio di sistemi informatici all'avanguardia».