Il bosco del Rugareto, da anni considerato un vero e proprio market della droga, torna al centro della cronaca dopo un omicidio che inquieta e indigna. Gli investigatori sarebbero riusciti a individuare l’area in cui potrebbe essere avvenuta la sparatoria costata la vita al 41enne marocchino, trovato agonizzante nella notte tra sabato e domenica e poi morto nel parcheggio di via Piemonte, a Castellanza (LEGGI QUI E QUI). La pista conduce infatti ai boschi del Rugareto, anche se, contrariamente a quanto trapelato nelle ultime ore, non sul territorio del Comune di Marnate: l’area interessata si troverebbe comunque nel cuore di quel bosco da anni segnato dalla presenza dello spaccio e già teatro, in passato, di altri episodi di sangue.
Una situazione ben nota ai sindaci e alle amministrazioni del territorio che, come sottolinea il primo cittadino di Marnate Marco Scazzosi, stanno facendo il possibile per arginare il problema: «Sappiamo benissimo - spiega Scazzosi - che la problematica c’è ed è sotto gli occhi di tutti; mi è stato confermato che questo fatto di sangue non è avvenuto sul territorio di Marnate, ma questo non cambia poi molto la situazione. Da parte nostra facciamo quello che possiamo per arginarlo, ma siamo ben consapevoli che, per sradicarlo definitivamente, sono necessari interventi strutturati che vanno ben oltre le forze che siamo in grado di mettere in campo».
Il problema dello spaccio all’interno dell’area boschiva a cavallo di Cislago, Gorla Minore, Marnate e Rescaldina, infatti, è noto e radicato da più di vent’anni, tanto da spingere alcuni comuni a mettere in campo azioni congiunte per cercare, per lo meno, di “disturbare” fornitori e clienti.
«Per le Forze dell’Ordine, come Carabinieri e Polizia Locale - prosegue il sindaco - entrare in sicurezza all’interno dei boschi per fare “pulizia” richiederebbe una quantità di agenti veramente importante, che al momento non è disponibile. L’unica cosa che possiamo fare, e che stiamo facendo, è lavorare ai margini per “dare fastidio” ai clienti e scoraggiare chi abitualmente frequenta l’area per scopi illeciti; è in quest’ottica, ad esempio, che va la convenzione siglata qualche mese fa con il Comune di Rescaldina».
Le due amministrazioni, infatti, hanno dato inizio a una collaborazione che prevede pattugliamenti congiunti proprio in prossimità dei “boschi dello spaccio”, per cercare di dissuadere chi si reca nella zona per acquistare sostanze illecite.
«Si tratta di un’operazione - racconta Scazzosi - che sta già dando i primi frutti, anche grazie alla collaborazione con l’Arma dei Carabinieri; molti cittadini, infatti, mi stanno dando riscontri positivi, dicendomi che il numero di passaggi delle pattuglie è aumentato, con tutti gli effetti positivi che ne conseguono. Anche la convenzione stilata con i comuni di Gorla Maggiore e Gorla Minore va in quest’ottica, e la speranza è quella che i risultati siano sempre più efficaci. Anche il tanto discusso comando unico non farebbe una reale differenza, anche perché coinvolgerebbe solo i comuni della Valle, non l’intero territorio su cui si estende il bosco del Rugareto».
Il primo cittadino di Marnate riconosce l’impegno quotidiano delle forze dell’ordine, ma sottolinea come, di fronte alla portata del fenomeno, servano interventi più incisivi e strutturati: «Pur facendo un plauso ai Carabinieri e alla Polizia Locale per tutto quello che stanno facendo - conclude il sindaco di Marnate - sappiamo benissimo che tutto questo non basta per mettere definitivamente la parola fine a questa problematica. Le nostre forze non sono sufficienti per fermare lo spaccio una volta per tutte, occorrono interventi più massicci e strutturati di quelli che possiamo mettere in campo; episodi come questo non fanno altro che mettere in evidenza le difficoltà che questa presenza all’interno dell’area boschiva causano all’intero territorio».