Di nuovo in vetta nel ricordo della piccola Chiara e per portare simbolicamente una speranza a tutti i bambini che lottano e alle loro famiglie.
È sempre un momento speciale quello delle spedizioni in montagna organizzate da Marco Cirigliano insieme a un gruppo di amici. Ma questa volta lo è ancora di più, perché l’appuntamento arriva a dieci anni dalla nascita della bimba, volata via troppo presto come una farfalla, ma capace di dare la forza a papà Marco e mamma Stefania di trasformare il dolore in un’associazione, La Casa di Chiara, che ha fatto moltissimo per dare supporto e sollievo ai piccoli malati, sostenendo i reparti pediatrici.
Quest’anno, in occasione dell'importante ricorrenza, la comitiva scalerà il Mont Fallère (3.061 metri sopra il livello del mare), una montagna che si trova nelle Alpi del Grand Combin (Alpi Pennine), in Valle d'Aosta.
Quattordici i partecipanti: con Cirigliano ci sarà l’amico Jo Jo, presente fin dalla prima spedizione. Sarà lui a portare la farfalla, simbolo di Chiara, in vetta, alla statua della Madonna con Bambino. La particolarità di questa escursione è proprio il museo a cielo aperto del Mont Fallère: 400 sculture in legno intagliate dal proprietario dell’omonimo rifugio, Siro Viérin, che si troveranno durante il percorso da Vetan (a quota 1.737 metri, località di Saint-Pierre) al rifugio stesso.
Sarà un’emozione grande per Marco, Jo Jo, Pulci, Ganzo, Attilio Mara, Fabiano Azimonti, Ale Moschillo, Gabrio, Giorgio Fusetti, Dema, Andrea Bianchin, Beppe Adamo, Loreto Salvatori, Fabione.
La spedizione è in partenza oggi. «Venerdì pernotteremo a Sarre dall'amico Davide Airaghi, presso il suo B&B, che gentilmente ci ospita con molto affetto, in modo da trovarci sabato mattina già vicini al punto di partenza – spiega Cirigliano –. Per il decimo anno sono state realizzate delle magliette celebrative dall'amico Siro di Altro Design, che sentitamente e caramente le ha omaggiate al gruppo, che ripercorrono tutte le cime scalate». Sabato notte il gruppo pernotterà al rifugio Mont Fallère.
«Come sempre massima attenzione e assoluto rispetto per la montagna – precisa Marco Cirigliano –. Non facciamo nulla di straordinario, andiamo in montagna come tantissime persone. Ma di sicuro ogni volta non lo facciamo per una soddisfazione personale, ma per portare in cima una speranza per tutti i bimbi che lottano». Una speranza delicata ma fortissima, come la piccola Chiara.