Seminascosta la stradina, quasi un sentiero tra terreni e alberi. Seminascosti i rifiuti. È via San Carlo, a Borsano. Incrocia via Varazze e si immerge in un verde oggi invadente. Se non si indirizza lo sguardo tra le piante, ci si accorge solo a tratti dell'immondizia abbandonata ai lati. Ma se si aguzza lo sguardo, i segni di un’inciviltà ormai nota e diffusa si sprecano.
Il più eclatante è una lavatrice: ovviamente bianca, spicca tra edera ed erba. Ma lungo tutta la viuzza sbucano come funghi, percepibili a chiunque getti uno sguardo appena un po’ attento, sacchi di plastica pieni di spazzatura domestica e rimasugli vegetali, imballaggi in polistirolo, un trolley, copertoni, un bollitore, bottiglie di plastica, quello che sembra un attaccapanni, perfino un estintore.
Vittime dei pattumeros, terreni presumibilmente privati e rispettivi proprietari. La situazione è stata segnalata sui social, dove si sono accavallate le indicazioni per avvertire le autorità competenti. Ovviamente consapevoli i frequentatori dell'area. «Qui – osservava, ieri mattina, un nonno a spasso col nipotino – è un continuo. Purtroppo è facile, per chi vuole, usare come discarica una strada illuminata poco o nulla. Qualche volta viene data una pulita ma dura poco. La lavatrice? È lì da qualche settimana. I sacchi neri che si vedono lì vicino, invece, ci sono da poco».
La sensazione è che rovi ed erba alta nascondano “tesori”, alcuni depositati di recente, altri abbandonati da tempo. Dalla strada, per esempio, si intravede un rifiuto più grande della media. Bastano due passi per accorgersi che si tratta di un materasso ma lì vicino c’è altro, semisommerso da vegetazione e terra: una lastra ondulata in plastica verde e un materiale, grigio e deteriorato, simile a Eternit. Dimensioni molto contenute ma gli approfondimenti senza protezioni sono sconsigliati: l’unico che potrebbe chiarire con sicurezza e immediatamente se quello sia davvero fibrocemento è l’incivile che lo ha abbandonato.