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Attualità | 25 agosto 2026, 20:44

Bagnante e bagnino morti durante il salvataggio: la dinamica della tragedia nel mare di Andora

Fabrizio Valente, 62enne di grande esperienza, ha portato a riva l'uomo colto da malore, ma poi si è accasciato sulla spiaggia. Ora si chiede per lui la Medaglia al Valor Civile

Il bagnigno Fabrizio Valente e la spiaggia di Andora

Il bagnigno Fabrizio Valente e la spiaggia di Andora

Un bagno di fine estate, un malore improvviso, un soccorso arrivato subito e finito nel peggiore dei modi. È il bilancio di oggi che subito ha diffuso un grande sentimento di lutto in Riviera per la tragedia avvenuta sulla spiaggia in concessione alla Fondazione Sacra Famiglia, ad Andora, dove hanno perso la vita due uomini: Luigi Fasano, 66 anni, e Fabrizio Valente, 62 anni, l'assistente bagnanti che si era gettato in acqua per salvarlo.

Fasano si trovava sull'arenile insieme alla famiglia (la moglie e la figlia) con cui aveva appena fatto una passeggiata sulla spiaggia. Una normale giornata di sole per i turisti in arrivo da Casalgrasso, Comune cuneese. Poi la decisione di entrare in acqua per un bagno insieme alla moglie. È in mare che la situazione è precipitata: l'uomo ha cominciato ad avere evidenti difficoltà a nuotare, forse trascinato dalla corrente verso il molo.

Dalla riva ci si è accorti quasi subito di quanto stava accadendo. Un collega di Valente ha raggiunto la donna ed è riuscito a riportarla a terra, mentre l'assistente bagnanti della Fondazione puntava verso il marito, rimasto più al largo.

Valente è arrivato fino a lui, lo ha afferrato ed è riuscito a riportarlo verso terra. È stato proprio una volta toccata la riva che la situazione è precipitata anche per il soccorritore: stremato dallo sforzo, l'assistente bagnanti è stato a sua volta colto da un malore e si è accasciato sulla sabbia, a pochi metri dall'uomo che aveva appena portato fuori dall'acqua.

I due sono stati soccorsi immediatamente dalle altre persone presenti sulla spiaggia, in attesa dell'arrivo dei mezzi di emergenza. Sul posto sono intervenuti il personale dell'Ufficio Circondariale Marittimo di Loano-Albenga e della delegazione di spiaggia di Andora, insieme ai sanitari del 118 e all'automedica. Nonostante i tentativi di rianimazione, protratti a lungo su entrambi, ai medici non è rimasto che constatare il decesso dei due uomini.

Il dolore per la morte di Fasano è arrivato fino a Casalgrasso, il paese del Cuneese dove viveva e dove la notizia ha lasciato sgomenti quanti lo conoscevano. Nella località ligure lui e la moglie erano di casa da molti anni: ad Andora erano proprietari di un alloggio ed era ormai una consuetudine trascorrere lì le vacanze. Una circostanza che rende ancora più doloroso il modo in cui si è conclusa questa giornata.

A ricordarlo è il sindaco Giovanni Donetto, che con lui aveva condiviso anni di lavoro, l'amicizia e soprattutto la passione per la bicicletta. "Era un amico sportivo, un ciclista, un compagno di lavoro, un 'compagno di merende'. Una persona che verrà sicuramente a mancare a tutto il paese perché, con la sua allegria, con il suo modo di fare e con la battuta sempre pronta, ha fatto sì che ci tenesse sempre uniti nell'amicizia".

Fasano era arrivato a Casalgrasso dopo aver vissuto a Lombriasco, a pochi chilometri di distanza, e nel paese aveva costruito una parte importante della sua vita. Donetto lo aveva conosciuto anche professionalmente: "Abbiamo lavorato diversi anni assieme all'allora Rotoflex, adesso Nissha, a Casalgrasso. Poi io ho preso un'altra strada, però siamo sempre rimasti amici". A unirli era stata anche la bicicletta, una passione che permetteva loro di ritrovarsi e parlare di sport, delle tappe del Giro d'Italia e del Tour de France e dei percorsi affrontati in sella.

Da dodici anni Valente era invece assistente bagnanti nella sede andorese della Fondazione Sacra Famiglia. Il mare e il lavoro in spiaggia avevano accompagnato una parte importante della sua vita professionale: il suo nome era conosciuto anche a Savona, dove per lungo tempo aveva lavorato ai Bagni Torino, lo stabilimento gestito dai genitori della moglie.

Il ricordo affidato dalla Fondazione lo descrive come una persona solare e socievole, capace come pochi di entrare in sintonia con i ragazzi che ha accompagnato in acqua per dodici estati, con pazienza e generosità. "Ha speso la vita ad aiutare gli altri, e così l'ha conclusa", si legge nella nota, che si stringe attorno alla figlia e a tutti i suoi cari.

Poche ore dopo la tragedia è arrivata la proposta di un riconoscimento alla memoria. A promuoverla è Paolo Barelli, presidente della Federazione Italiana Nuoto e Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio, che ha annunciato di volersi rivolgere al Ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella affinché il gesto di Valente sia considerato ai fini del conferimento della Medaglia al Valor Civile.

Barelli ha ricordato che dietro il lavoro di chi vigila sulle spiagge ci sono formazione, addestramento e un impegno quotidiano nella prevenzione, ma ha voluto mettere al centro soprattutto l'uomo: prima di ogni considerazione, ha sottolineato, viene il rispetto per chi ha tentato di salvare una vita sacrificando la propria.

La proposta ha raccolto subito il sostegno delle istituzioni liguri: il presidente della Regione Marco Bucci e l'assessore al Demanio marittimo e costiero Marco Scajola hanno condiviso la richiesta, definendo l'intervento del bagnino un gesto di grande coraggio, altruismo e senso del dovere, compiuto mettendo la propria vita al servizio del prossimo.

Restano ora da chiarire con precisione le circostanze della tragedia. Gli uomini della Capitaneria di porto sono impegnati negli accertamenti sulla dinamica dell'accaduto. Tra gli elementi ancora da verificare c'è la causa dei decessi, che dovrà essere accertata attraverso gli esami medico-legali.

Da Savonanews.it

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