Non l'ho fatta lunga, col titolo, ma ora, il pensiero di Giusepèn, lo scrivo per intero. Eccolo: "un po’, al mantègn 100 fioeu, ma 100 fioeu, i mantègnan non un po’" (un padre, mantiene 100 figli, ma 100 figli non sanno mantenere un padre) - letto così, il detto somiglia a un ossimoro, qualcosa che sembra paradossale, impossibile a realizzarsi. Tuttavia, l'insegnamento che Giusepèn, indica, di come va il mondo, specie in una Società Contadina!
Il padre che si adopera, a favore dei (100) figli numerosi; che, forse "si facevano" negli Emirati Arabi o nell'Islam, ma è per dire che in quell'epoca, "più braccia" si avevano da far lavorare nei campi, più grande era il contributo che si forniva in famiglia.
Qui, la funzione del padre, era determinante sia per la produttività nei campi, sia nell'ottenere introiti sufficienti per il benessere dell'intera famiglia. L'oculatezza del padre, nell'organizzare il lavoro nei campi era pari alla oculatezza della madre, nel gestire le esigenze di ciascun componente la Famiglie e (si sa) le esigenze dei figli erano prioritarie a tutto il resto.
L'introito di una Famiglia contadina era basato sui raccolti dalla campagna e dall'orto. Dalla campagna arrivava il frumento, il granoturco, la segale, ma pure il foraggio da accantonare per l'inverno e averne da vendere ai grossisti; si poteva "far di conto", per gli introiti. Poi c'erano i raccolti delle patate, delle verdure che la terra proponeva, della frutta sia "della campagna" come i filari di uva, le piante di ciliegie e di albicocche che, insieme alle fragole dell'orto, contribuivano a comporre il "parco vendite" - da qui, ecco che ciascuno dei componenti della Famiglia, aveva il necessario per vivere, ma pure per vestirsi, curarsi, offrire alla dignità il giusto compenso.
C'erano poi l'Istruzione, la Salute, le "esigenze delle attrezzature" da dovere provvedere e, tutte le "uscite di bilancio" dovevano confrontarsi con le "entrate" - guai avere debiti e, con le "banche" non era uso averne bisogno. Il "credito" era piuttosto appannaggio dei "possidenti", di chi aveva una stalla ben fornita e grandi appezzamenti di terreno da far fruttare.
Il Contadino-medio, doveva barcamenarsi e arrangiarsi del "poco che possedeva" e gestirsi con tanti sacrifici. Non è vietato dire che (è un esempio), il vestito del fratello maggiore, passava al secondo, poi al terzo e … .al quarto figlio, in successione della crescita e pure "ul pedogn, cunt'àa camiseta" (la gonna con la camicetta) passavano alle figlie. In buona sostanza, la dignità "era salva" e, da lì, è nato quel detto citato da Giusepèn. La seconda parte del "detto" è riferita a ogni figlio che non è in grado di mantenere il padre. Solo per il fatto che ogni figlio, non era autonomo nelle scelte e, ovvio, non possedeva i mezzi per offrire al padre, quanto gli necessitava.
Lasciamo perdere i "litigi" che avvenivano in Famiglia su come si distribuivano tra i figli, le risorse, ma in una Società Patriarcale (io la chiamo pure Matriarcale, per il fatto che mamma e papà, discutevano e, l'intelligenza della Donna, faceva si che a decidere fosse proprio la mamma, ma "convinceva" il papà che la sua decisione era giusta e il papà, aveva il "merito" d'averla accondiscesa e di "incassare" il merito.
C'è un'altra parola del Dialetto Bustocco da strada che Giusepèn mi suggerisce ed è "canauzzu" - di certo, chi non ha vissuto la "realtà contadina" nemmeno la conosce - imparare il Dialetto a trent'anni, non è come averlo vissuto, quale unica Lingua con cui esprimersi.
"ul canauzzu" era semplicemente una parte della "gola" e, si usava parlarne, specie quando si era nei confronti di un assaggio. Per dire che (anche qui un esempio), di fronte a "ul mò da gua" (il male di gola), si parlava di gola, mentre quando c'era qualcosa da assaggiare, si utilizzava "ul canauzzu". Anche nell'ironia di diceva "canauzzu" - mentre si offriva da bere, in quantità misera, chi sorseggiava, aveva questo commento: "dam, u nanca bagnò'l canauzzu" (suvvia, con quanto mi hai versato, nemmeno ho bagnato la parte della gola che ha sorseggiato) - anche nell'assaggio di un cibo qualsiasi, si diceva "l'en dèi giù senza nanca passò pàal canauzzu" (l'ho deglutito senza nemmeno averlo apprezzato in gola) - termini antichi, "detti" antichi, per significare come la Parlata era molto differente fra chi è nato Bustocco ed ha "sofferto" per avere imparato l'Italiano, sin dalla Prima Elementare!