Qualche settimana fa l’amministrazione olgiatese ha spiegato come si stia valutando l’acquisto di traduttori simultanei utili a agevolare un primo approccio alla lingua italiana per gli studenti non madrelingua che si trovano in difficoltà, ha fatto sì che la consigliera Alda Acanfora di RilanciAmOlgiate esprimesse alcune riflessioni su questa scelta.
«Non dico che questo tipo di strumento non sia utile –spiega Alda Acanfora – sicuramente può servire nel rendere più snello l’approccio ai testi e ai compiti scritti, ma solo se usato in sinergia con la presenza di figure qualificate che affianchino gli studenti che hanno difficoltà.
Non si può pensare, infatti, di sostituire i mediatori linguistici e culturali con un traduttore; il loro compito va ben oltre alla mera traduzione delle parole, e la loro assenza rappresenta un danno ingente per tutti i ragazzi della classe, non solo per chi si sta inserendo».
Il lavoro dei mediatori, infatti, è ben più complesso: «È vero che se ci si trovasse solo di fronte a delle difficoltà meramente linguistiche un traduttore potrebbe aiutare – prosegue la consigliera – ma quando un nuovo studente si trasferisce da un paese diverso dal nostro le difficoltà non si limitano alla scarsa conoscenza dell’italiano.
Molto spesso proviene da luoghi dove le abitudini, le tradizioni e la cultura sono molto diverse da quelle con cui siamo cresciuti, e questo causa ulteriori difficoltà nel comprendere i comportamenti di chi gli sta intorno».
È in questo scenario che diventa fondamentale la figura del mediatore: «Sono persone preparate che sono in grado di rappresentare letteralmente un ponte tra la cultura degli studenti e quella del nostro paese – sottolinea Alda Acanfora – e sono un aiuto non solo per chi si trova a far fronte ad un mondo nuovo, ma anche a tutti i compagni di classe.
Spesso, infatti, non è solo chi si trasferisce a faticare ad inserirsi, ma anche per gli altri è difficile capire il perché di certi comportamenti, che appartengono a tradizioni che ci sono estranee; in questo contesto, dunque, diventa fondamentale qualcuno che possa aiutare a spiegarsi e a conoscersi meglio l’un l’altro».
«La mia speranza – conclude la consigliera Acanfora – è che l’amministrazione decida di tornare a prevedere, come avveniva in passato, la presenza dei mediatori nelle scuole e nelle classi, poiché si tratta di figure imprescindibili all’interno di processo educativo che deve servire a supportare ragazzi che hanno percorsi completamente diversi, e si trovano a doversi inserire in una cultura differente da quella che conoscono».