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Economia | 04 agosto 2026, 07:00

Perché è importante controllare gli ammortizzatori prima di un viaggio in montagna?

Chi parte da Busto Arsizio per un weekend tra le Prealpi varesine, il Lago Maggiore o la Val Grande pensa spesso a olio, freni e pressione delle gomme

Perché è importante controllare gli ammortizzatori prima di un viaggio in montagna?

Chi parte da Busto Arsizio per un weekend tra le Prealpi varesine, il Lago Maggiore o la Val Grande pensa spesso a olio, freni e pressione delle gomme. Quasi nessuno controlla gli ammortizzatori, eppure sono proprio loro a subire di più i tornanti, i saliscendi e gli sterrati che portano ai rifugi. Chi, dopo un controllo, scopre di doverli sostituire può confrontare modelli e prezzi anche online, per esempio sul catalogo ammortizzatori di AUTODOC, per farsi un'idea prima di ordinare il ricambio o di prenotare il montaggio in officina.

Prima di affrontare strade di montagna, vale la pena dedicare cinque minuti a un controllo semplice: spingere con forza verso il basso un angolo della carrozzeria, sopra la ruota, e rilasciare di colpo. Se l'auto torna in posizione dopo una sola oscillazione (al massimo una e mezza), gli ammortizzatori sono in buono stato. Se rimbalza due o tre volte, meglio far controllare l'auto prima di partire: in curva, su una strada di montagna, un ammortizzatore usurato significa meno aderenza proprio dove serve di più.

Perché la montagna mette a dura prova gli ammortizzatori più della città

In città gli ammortizzatori lavorano soprattutto in verticale: assorbono buche e dossi, uno dopo l'altro, senza grandi sollecitazioni laterali. In montagna il lavoro cambia natura. Nei tornanti l'ammortizzatore deve gestire anche il trasferimento di peso da un lato all'altro dell'auto, oltre ai continui saliscendi che comprimono ed estendono la sospensione molto più spesso che su una strada piana. Aggiungiamoci gli sterrati che portano a molti rifugi e agriturismi delle valli varesine, dove le vibrazioni continue, anche se piccole, si sommano nel tempo.

C'è poi un fattore che in vacanza si dimentica facilmente: il bagagliaio pieno. Zaini, tende, biciclette sul portapacchi: tutto questo peso extra grava soprattutto sugli ammortizzatori posteriori, che su furgoni e station wagon vengono infatti realizzati in versione rinforzata proprio per questo motivo. Un'auto normale, caricata come per una vacanza di più persone, lavora in condizioni simili.

Non è un caso se, più in generale, le strade rovinate (buche, dossi, sterrati) possono ridurre la vita utile di un ammortizzatore fino al 30-40%: la montagna, con le sue curve, i dislivelli e gli sterrati verso i rifugi, riunisce diversi di questi fattori nello stesso viaggio.

I segnali da non ignorare prima di partire

Alcuni segnali indicano che gli ammortizzatori meritano un controllo in officina prima del viaggio:

  • Perdite d'olio visibili sul corpo dell'ammortizzatore: indicano guarnizioni usurate.
  • L'auto continua a rimbalzare dopo un dosso o una buca, invece di stabilizzarsi subito.
  • Il muso si abbassa vistosamente in frenata: un ammortizzatore anteriore usurato può allungare lo spazio di frenata.
  • Rollio marcato in curva: l'auto si inclina più del solito nei tornanti.
  • Gomme consumate in modo irregolare o vibrazioni al volante ad alta velocità.

Nessuno di questi segnali è specifico al 100% (possono dipendere anche da altri componenti della sospensione), motivo per cui, in presenza anche di uno solo, conviene far fare una diagnosi a un tecnico prima di affrontare strade di montagna.

Quanto durano e quando controllarli

Non tutti gli ammortizzatori sono uguali. Quelli ad olio, i più semplici, si ispezionano di solito intorno ai 60.000 km e si sostituiscono spesso tra 60.000 e 80.000 km. Quelli a gas o a gas e olio, più diffusi sulle auto di fascia media, arrivano più spesso a 80.000-120.000 km. Gli ammortizzatori adattivi dei modelli premium si collocano in genere tra 60.000 e 100.000 km. Sono valori indicativi: quello che conta davvero è lo stato reale, verificabile con il test di rimbalzo o, meglio ancora, con un controllo in officina prima di un viaggio lungo o impegnativo come una vacanza in montagna.

Un buon momento per farlo è proprio a ogni tagliando, ogni 15.000-20.000 km: un controllo di routine che permette di intercettare l'usura prima che diventi un problema durante il viaggio. Se serve una sostituzione, gli ammortizzatori vanno sempre cambiati in coppia sullo stesso asse, per non creare uno smorzamento diverso tra destra e sinistra proprio nei tornanti.

Cosa dice la legge

In Italia gli ammortizzatori rientrano tra gli elementi controllati durante la revisione periodica (la prima dopo 4 anni dall'immatricolazione, poi ogni 2 anni): si verifica che siano ben fissati e privi di perdite gravi. Un difetto che compromette la sicurezza può portare a un esito "revisione ripetere", con obbligo di riparare entro un mese, o addirittura alla sospensione dalla circolazione nei casi più seri. Partire per un viaggio impegnativo con ammortizzatori chiaramente compromessi, oltre al rischio pratico, può quindi avere anche conseguenze burocratiche.

La checklist rapida prima di partire

Test di rimbalzo su ogni angolo dell'auto: non più di 1-1,5 oscillazioni.

Controllo visivo di eventuali perdite d'olio sul corpo dell'ammortizzatore.

Peso del bagaglio: distribuirlo bene e non superare il carico massimo indicato dal costruttore, specie se si portano bici o portapacchi da tetto.

Velocità ridotta su sterrati e strade dissestate verso rifugi e agriturismi: meno velocità significa meno energia scaricata sulla sospensione a ogni buca.

Un controllo in officina, se in dubbio: meglio scoprire un problema a casa che a metà di un tornante in Val Grande.

Gli ammortizzatori non sono il componente più vistoso dell'auto, ma sono quello che decide come le gomme restano incollate all'asfalto quando la strada inizia a fare le curve. In pianura si nota poco. In montagna, con dislivelli, tornanti e magari un tratto sterrato verso il rifugio, la differenza si sente subito.

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