La Prefettura di Varese, in collaborazione con ATS Insubria, Regione Lombardia e le Amministrazioni comunali interessate, ha definito un sistema organico di indirizzo e coordinamento per la gestione delle criticità connesse alla pratica del pascolo vagante sul territorio. Il documento nasce a seguito dei numerosi episodi segnalati dai Comuni, in particolare nell'area sud del territorio, che hanno evidenziato problematiche legate alla sicurezza delle comunità, alla tutela della viabilità, alla salvaguardia ambientale e al rispetto delle norme sanitarie e di tracciabilità degli animali.
L'analisi condivisa tra istituzioni ha evidenziato situazioni di particolare rilevanza: aggressioni da parte di cani da guardiania non adeguatamente controllati, transiti di greggi in prossimità di strade e infrastrutture ferroviarie, occupazioni improprie di aree pubbliche o private, danni a ecosistemi protetti e presenza di capi vaganti privi dei necessari sistemi di identificazione.
Dalla Banca Dati Nazionale (BDN) risultano attualmente censiti nel territorio di Varese nove nuclei aziendali stabili, con circa 5.000 ovini e 600 caprini, ai quali si aggiungono annualmente 6 greggi itineranti che sostano sul territorio tra ottobre e maggio prima della tradizionale monticazione estiva.
Le linee di indirizzo rafforzano il principio della responsabilità diretta degli operatori zootecnici, prevedendo l'obbligo di registrazione telematica dei percorsi di pascolamento, l'aggiornamento tempestivo di eventuali variazioni e l'adozione di adeguate misure di custodia e contenimento degli animali. Particolare attenzione viene riservata al ruolo dei Comuni, che potranno disciplinare il fenomeno attraverso specifici regolamenti e prescrizioni locali, individuando aree non compatibili con il transito o la sosta delle greggi e definendo misure di tutela per centri abitati, piste ciclopedonali, parchi pubblici e ambiti naturalistici sensibili.
Salvatore Pasquariello Prefetto di Varese spiega: «Le linee di indirizzo condivise rappresentano il risultato di un percorso di grande collaborazione tra la Prefettura di Varese, l’Agenzia di tutela della salute dell’Insubria, la Regione Lombardia e le Amministrazioni comunali, sviluppato per offrire risposte concrete a problematiche che coinvolgono interessi pubblici molteplici e tra loro strettamente connessi. Il nostro obiettivo non è limitare un’attività che appartiene alla tradizione del mondo agricolo e pastorale e che costituisce un’importante realtà produttiva del territorio, bensì garantire il necessario equilibrio tra la libertà dell’iniziativa economica e la tutela dei beni fondamentali della collettività.
La Costituzione, all’articolo 41, ricorda che l’iniziativa economica privata è libera, ma non può svolgersi in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana, alla salute e all’ambiente. È proprio in questa prospettiva che si collocano le linee di indirizzo adottate: uno strumento volto a coniugare la continuità dell’attività zootecnica con la tutela dell’incolumità pubblica, della sicurezza della circolazione stradale e ferroviaria, della salute e dell’igiene pubblica, del benessere animale, della salvaguardia dell’ambiente e della serenità delle comunità locali.
Attraverso regole condivise, controlli coordinati e una chiara ripartizione delle responsabilità, mettiamo a disposizione dei Comuni e degli operatori un quadro di riferimento uniforme che favorisce la prevenzione delle criticità, rafforza la legalità e consente di conciliare, nell’interesse generale, le esigenze della sicurezza con quelle del lavoro e dell’impresa. Queste linee di indirizzo, infatti, offrono ai Comuni e agli enti preposti alcuni strumenti concreti per prevenire le criticità, uniformare i comportamenti e rafforzare la capacità di intervento, nel pieno rispetto dei principi di legalità, responsabilità e leale collaborazione tra le istituzioni.
Un principio che ho spesso valorizzato: la funzione della Prefettura come sede di composizione degli interessi pubblici, capace di coordinare le istituzioni affinché nessun interesse costituzionalmente rilevante prevalga in modo assoluto sugli altri, ma tutti trovino un punto di equilibrio nell’interesse della collettività. Una testimonianza di come le criticità più complesse possano essere affrontate efficacemente soprattutto attraverso un’azione coordinata tra tutte le amministrazioni competenti».
Salvatore Gioia direttore generale di ATS Insubria ha evidenziato che «la corretta identificazione degli animali, la tracciabilità degli spostamenti e il rispetto delle misure sanitarie rappresentano elementi fondamentali per garantire la tutela della salute pubblica e animale. Il lavoro svolto in sinergia con Prefettura, Regione Lombardia e Comuni ha consentito di costruire un modello operativo che rafforza la prevenzione, favorisce i controlli e assicura una gestione più efficace delle situazioni critiche».
Tra le novità operative, ATS Insubria ha inoltre strutturato un servizio dedicato al recupero e alla gestione dei capi zootecnici rinvenuti vaganti sul territorio, con reperibilità continuativa e supporto alle Amministrazioni locali nelle attività di contenimento, identificazione e custodia temporanea degli animali.
Inoltre, per ATS Insubria sono intervenuti anche Marco Magrini Direttore Dipartimento Veterinario e il Responsabile Igiene Urbana Veterinaria Umberto Coerezza per gli approfondimenti tecnici.