Due medaglie di bronzo, una nella cronometro e una nella gara in linea. Un bottino che, letto soltanto dal podio, potrebbe sembrare il racconto di un campionato italiano “normale” per uno come lui, abituato - spesso e volentieri - a vincere ed a salire sul gradino più alto del podio. In realtà, per Vito Lascaro, ciclista paralimpico di Busto Arsizio e che da qualche anno risiede a Cairate e da anni rappresenta un punto di riferimento del movimento (pluricampione regionale e vincitore del Giro d’Italia handbike nel 2023), questi due bronzi hanno il peso specifico dell’oro.
Perché arrivano al termine di una stagione ancora una volta vissuta ai massimi livelli, ma soprattutto dopo giorni complicati, affrontati stringendo i denti. «Diciamo che non sono arrivato ai campionati nel miglior stato di forma possibile: sono rimasto sotto antibiotico fino al giorno prima e anche il mio preparatore atletico mi ha detto che, se fossi stato meglio fisicamente, avrei potuto fare di più», racconta Lascaro. «Di certo non sono abituato a competere per due bronzi, punto sempre al massimo. Ma, considerando come sono arrivato all'appuntamento tricolore e la pioggia che ha accompagnato la gara in linea - una difficoltà in più per me, che sono astigmatico - oltre al fatto che, per un “diversamente giovane”, due gare in due giorni si fanno sentire anche nel recupero fisico...».
È lo spirito del “campione” che parla ma che sa guardare anche al bicchiere mezzo pieno.
«Alla mia veneranda età posso ritenermi soddisfatto. È stata un’altra bella stagione chiusa con questi due bronzi e, anno dopo anno, non è facile confermarsi ad alto livello, anche perché ci sono ragazzi che spingono forte. Ma io non ho intenzione di mollare e resto in “pista” finché il fisico me lo permetterà».
A Zoppola, in Friuli, teatro dei Campionati Italiani di Paraciclismo, la gara in linea di ieri (26 luglio) si è trasformata in una vera prova di resistenza. A raccontarla, con gli occhi di chi vive ogni metro di corsa dal bordo strada, è la moglie Susanna Arnoldi, prima tifosa e compagna di ogni trasferta.
«Oggi è successo di tutto!», scrive. «Nel pieno del secondo giro è venuta giù un’acqua a catinelle pazzesca. C’era un muro d’acqua talmente fitto che quasi non si vedeva la strada. Ma tu... che grinta! Hai lottato con le unghie e con i denti, come fai sempre, e ti sei conquistato un bronzo gigante!».
Un’immagine che restituisce tutta la durezza di una corsa disputata sotto un autentico nubifragio, abbattutosi già dal secondo dei sette giri in programma , la visibilità ridotta al minimo e ogni curva una sfida. Per comprendere fino in fondo il valore dell’impresa basta pensare alla posizione di gara degli atleti: distesi sulle handbike, con la schiena a pochi centimetri dall’asfalto e il volto rivolto verso il cielo. In condizioni così, sotto il diluvio, ogni metro percorso vale doppio.
Ma dietro ogni medaglia c’è anche un mondo che raramente sale sul podio. Un universo fatto di sacrifici condivisi, chilometri macinati in auto, amicizie nate nelle trasferte e una squadra che diventa “famiglia”. Lo racconta ancora Susanna Arnoldi in un altro post che va oltre il risultato sportivo.
«Sono stati due giorni semplicemente straordinari. Prendere e partire, fare quattro ore di macchina per venire a disputare i Campionati Italiani a Zoppola in Friuli... Le ferie passano in secondo piano quando al tuo fianco c’è un atleta di questo livello come te, Vito Lascaro, e io sono felicissima di condividere ogni singola emozione di questo percorso».
Poi il ritratto di quella comunità che anima il ciclismo paralimpico: «La gara non è fatta solo dal tracciato o dalla medaglia che ci si porta a casa. È fatta della gioia di stare insieme alla nostra bellissima squadra Active Sport Disabili, tra cene, risate e momenti in cui ci dimentichiamo dell’età e torniamo un po’ bambini». Un pensiero accompagnato dai ringraziamenti ai compagni di squadra, ai dirigenti, all’organizzazione e a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione.
Già dopo la cronometro, Susanna aveva colto il significato autentico di quella medaglia.
«Un bronzo che vale oro! Ci sono medaglie che raccontano una vittoria e altre che raccontano storia, cuore e determinazione. Questa è decisamente una di quelle. A questi Campionati Italiani, nonostante l’ultima brutta caduta, un braccio fasciato e gli antibiotici da buttare giù, non ti sei fermato. Ti sei fatto onore, come fai sempre».
Ora, per Vito Lascaro, è tempo di una pausa più che meritata. Qualche settimana di vacanza servirà a recuperare energie, prima di rimettersi al lavoro per preparare una nuova stagione. Perché la voglia di restare protagonista è ancora intatta. E se il fisico continuerà a rispondere presente, il campione bustese è già pronto a inseguire nuove sfide, con la stessa determinazione che da anni lo tiene tra i grandi del paraciclismo italiano.