Cronaca - 27 luglio 2026, 18:00

Cane avvelenato a Beata Giuliana. La padrona: «Sembrava un gioco per bambini, invece era topicida»

Paura per Fiona, una meticcia di 35 chilogrammi, nella zona di via Rossini, a Busto Arsizio. Una donna denuncia il lancio di una busta velenosa nel suo giardino, che poi il suo cane ha morso per gioco. Vista la stazza, il veterinario è fiducioso, ma bisognerà attendere 48 ore. Forse un gesto sconsiderato di un gruppo di giovanissimi

Un gesto che oscilla tra il vandalismo e la crudeltà gratuita ha scosso la tranquillità di una zona residenziale di Busto, in una traversa di via Rossini, non lontano dalle scuole Pertini. Nella mattinata di oggi, lunedì 27 luglio, Sonia C. ha fatto una scoperta che avrebbe potuto trasformarsi in tragedia: una bustina di potente topicida lanciata all'interno del proprio giardino, parzialmente ingerita da Fiona, la sua cagnolona meticcia di 35 chilogrammi.

I fatti potrebbero risalire alla serata di ieri. Sonia C. ricorda infatti un episodio che, alla luce di quanto ritrovato, assume una sfumatura sospetta. «Pur senza averne la certezza e quindi non volendo accusare nessuno, ieri sera è passato davanti a casa un gruppo di ragazzini -  racconta la donna - Si sono soffermati per qualche secondo davanti al cancello mentre il cane abbaiava, mi sono chiesta cosa volessero, poi se ne sono andati». È probabile che la busta sia stata lanciata proprio in quel frangente, ma la proprietaria, rimasta in casa, non si è accorta di nulla fino al mattino successivo.

Al risveglio, la preoccupante sorpresa proprio davanti all'ingresso. Fiona aveva già addentato l’involucro. «Inizialmente mi sembrava una confezione di Didò, la pasta con cui giocano i bambini, per via del colore rosso acceso» spiega Sonia C. «Poi ho raccolto la bustina, ho letto l'etichetta e purtroppo era topicida. Essendo un’esca molto usata, ho fatto subito delle ricerche». La preoccupazione della donna non riguarda solo i propri animali domestici, ma anche la sicurezza pubblica, dato che il colore sgargiante del veleno potrebbe attirare l’attenzione dei più piccoli. «Poteva trovarlo un bambino e pensare di giocarci, attirato da quel rosso così vivo» sottolinea con amarezza.

La corsa dal veterinario è stata immediata, ma la dinamica dell’avvelenamento da rodenticidi impone una snervante attesa. Al momento della visita era ormai troppo tardi per indurre il vomito e, per contro, troppo presto per riscontrare anomalie nei valori ematici. Sarà necessario attendere almeno 48 ore affinché le sostanze tossiche manifestino i primi effetti o siano rilevabili dalle analisi. Solo domani, nel tardo pomeriggio, Fiona sarà sottoposta a un nuovo prelievo per controllare i livelli di coagulazione del sangue e iniziare, se necessario, la profilassi con l'antidoto specifico.

Nonostante la gravità della situazione, il veterinario si è detto ottimista. La stazza di Fiona e la rapidità con cui Sonia C. ha individuato il veleno giocano a favore dell’animale. La proprietaria ha comunque provveduto a segnalare l’accaduto alla Polizia locale.

Al momento non risultano esserci telecamere di sorveglianza puntate sul vialetto e la denuncia è stata sporta contro ignoti. Resta però il forte timore per quello che sembra essere un atto deliberato. Sonia C. esclude l'ipotesi di un dispetto mirato: «Con i vicini ho un ottimo rapporto e la zona è isolata, Fiona abbaia solo se passa qualcuno, ma qui non passa quasi mai nessuno. Credo sia stato un gesto stupido, un vandalismo, ma se così fosse, è ancora più pericoloso perché potrebbe capitare a chiunque». La raccomandazione per tutti i proprietari di cani della zona è quella di prestare la massima attenzione durante le uscite e di ispezionare accuratamente i propri cortili.

Giovanni Ferrario