Busto Arsizio - 24 luglio 2026, 18:51

Parco di Beata Giuliana ancora chiuso, Riabitare: «Dopo quattro mesi chiediamo un intervento e la riapertura»

Le transenne sono ancora al loro posto, ma gli interventi di messa in sicurezza non sono mai partiti. L’associazione Riabitare denuncia il degrado del piccolo parco del quartiere e chiede ad Agesp di intervenire. Intanto le famiglie continuano a frequentare l’area in cerca di ombra e di uno spazio per i bambini

Le transenne ci sono ancora, ma dei lavori promessi non c’è traccia. A lanciare nuovamente l’allarme è Tito Olivato, presidente dell’associazione Riabitare, che richiama l’attenzione sulla situazione del parco di fronte alla parrocchia di Beata Giuliana, chiuso ormai da quattro mesi.

Era il 26 giugno quando Agesp decise di transennare l’area, impedendone l’accesso per motivi di sicurezza. Una decisione arrivata, sottolinea Olivato, poche ore prima della matinée organizzata dall’associazione in collaborazione con il Corpo Musicale Pro Busto.

«Gli alberi sono ancora da mettere in sicurezza»

Da allora, secondo Riabitare, nulla sarebbe cambiato. «Le transenne sono ancora presenti, ma nessuno è intervenuto per mettere in sicurezza gli alberi pericolanti o i rami che avevano determinato la chiusura», osserva Olivato.

Una situazione che, secondo l’associazione, priva il quartiere di uno dei pochissimi spazi verdi dedicati alle famiglie.

L’unico punto di ritrovo per ottomila residenti

Il piccolo parco rappresenta infatti un punto di riferimento per Beata Giuliana, quartiere che conta circa ottomila abitanti. Al suo interno trovano posto solo pochi giochi per i più piccoli – quattro altalene, uno scivolo e poco altro – ma è comunque l’unica area dove bambini e genitori possono ritrovarsi all’aperto.

Nonostante il divieto, molte famiglie continuano a entrare nel parco, spinte dalla necessità di trovare un po’ d’ombra e uno spazio dove far giocare i figli.

La richiesta: riaprire e rilanciare il parco

L’associazione Riabitare chiede quindi che AGESP intervenga finalmente per eliminare le criticità e consentire la riapertura dell’area. L’obiettivo non è soltanto restituire il parco ai cittadini, ma anche valorizzarlo con nuove strutture ludiche che possano renderlo più attrattivo e funzionale.

«I cittadini segnalano incuria e alberi ormai morti»

Le criticità, secondo Olivato, non riguardano soltanto la chiusura del parco. «Molti abitanti di Beata Giuliana mi manifestano il loro disagio per lo stato di incuria del quartiere», afferma il presidente di Riabitare, indicando anche il problema degli alberi messi a dimora che sarebbero ormai praticamente morti. Una situazione che, conclude, rappresenta «un danno sia ecologico sia economico» e che richiede un intervento tempestivo per restituire decoro e vivibilità a uno dei principali spazi pubblici del quartiere

Laura Vignati