Appena annunciato, il sopralluogo alle Nord e al mercato ha già innescato polemiche. La comunicazione dell'europarlamentare leghista Isabella Tovaglieri (LEGGI QUI) ha provocato subito un duro intervento del consigliere comunale del Pd Valentina Verga.
«Sono andata a riguardare le sue ultime dichiarazioni sul tema che risalivano al 2021 quando sembrava che di lì a pochissimi anni sarebbe stato tutto finito - osserva l'esponente del centrosinistra - Siamo nel 2026 e non solo non è finito nulla ma non è nemmeno partito. Probabilmente avrebbe dovuto prevedere un sopralluogo con il presidente Fontana, qualche mese fa, quando il cantiere del mercato era esattamente uguale all’installazione posta al centro del cortile dell’Università Cattolica di Milano durante la Design Week, così avrebbe potuto apprezzarne la somiglianza».
Secondo Verga, la realtà ha un altro volto: «Io che abito nel quartiere di Sant’Edoardo e ascolto le persone che vivono nel quartiere non posso che sottolineare il totale degrado nel quale versa tutta l’area che si affaccia sulla zona delle Nord, non sono partiti gli investimenti privati né tantomeno i pubblici e se qualcosa si farà nel sedime della stazione sarà solo grazie all’intervento di FNM».
E ancora: «Capisco che il tema Ferrovie area delle Nord sia sempre in auge ad ogni elezione ed effettivamente ci stiamo avvicinando all’inizio del periodo caldo e che i vannacciani incombono sulla Lega - insiste Verga - però mi sarei risparmiata tutto questo clamore magari concentrandomi invece in tutti questi anni sul velocizzare l’inizio degli interventi se non dei privati, quantomeno del pubblico. Il tanto sbandierato tema della mancanza di sicurezza di cui tutti i partiti di centrodestra, la Lega, si fanno portavoce trova nell’area delle Nord, un esempio lampante, eppure tutto è fermo».
Di qui la conclusione: «Spero davvero che finalmente i primissimi passi si facciano per ovviare a una situazione divenuta davvero insostenibile, tanti sacrifici hanno chiesto agli abitanti ai commercianti agli ambulanti ed ora ci si aspettano risposte, senza dimenticare i cinque anni trascorsi nel silenzio e nell’immobilismo».