Viaggio negli oratori feriali di Busto, dopo i San Luigi (quello del centro, vedi QUI, e quello di Beata Giuliana, QUI, QUI San Giuseppe) tocca al San Filippo, parrocchia San Michele. Dove “il Neri” ha contato circa 300 iscrizioni in media. Tipico oratorio incastonato negli spazi del centro città, è cuore pulsante del rione. Don Fabio Ercoli corre tra un’incombenza e l’altra, prima parliamo con Luca. Che ha 21 anni ed è alla 16esima estate in San Filippo: giovane ma veterano. Snocciola considerazioni su una panchina, nel viavai incessante.
Oratorio estivo, ha funzionato anche quest’anno?
Eccome. Qui c’è confusione ma è una confusione bella, ci si viene volentieri
Avete affrontato settimane che, in giugno, non sono mai state così torride, come avete fatto?
Sfruttando una risorsa: la parrocchia ha spazi al chiuso che possono essere preziosi. Un cinema importante. Abbiamo organizzato laboratori e proiezioni, variato i programmi dei giochi più dinamici in modo da alternarli con attività tranquille. È andata bene
Quanti animatori contate?
Circa cento. E quelli che hanno finito la prima superiore sono tanti, è un dato molto positivo, possiamo sperare che continuino a essere presenti a lungo…
Subentra, di corsa, don Fabio Ercoli, che si aggancia e approfondisce…
Nella squadra degli animatori ci sono ragazzi fidati, che conosciamo molto bene. Siccome sono bravi, richiamano i loro coetanei. Che però, in alcuni casi, vanno formati, resi coscienti del loro ruolo… è un percorso, l’oratorio feriale è anche questo
Vi confrontate certamente anche con bambini, con famiglie in difficoltà. È un fenomeno che cresce?
Grosso modo costante, abbiamo canali di comunicazione con Caritas e San Vincenzo, canali che aiutano a comprendere le situazioni. In generale, San Michele è una parrocchia in cui il volontariato è forte, importante. Ci sono persone che si danno da fare e che osservano, danno riscontri… Persone a cui dire grazie…
“Bella Fra!”, dove Fra è Francesco d’Assisi, è il tema dell’oratorio estivo. Funziona?
Sì, Francesco è un Santo che riesce a comunicare anche oggi. Lo abbiamo raccontato passo passo, con particolare attenzione al suo modo di stare con gli altri. Un tema cruciale per un oratorio
Bambini stranieri, magari provenienti da famiglie non cristiane… Ne avete? Come sono andate le cose?
Di bambini stranieri, qui e non solo qui, ovviamente ce ne sono sempre stati. Tanta immigrazione proviene da aree del mondo facilmente compatibili con la nostra fede e con la nostra cultura. Arriva anche qualche bambino musulmano. Con i genitori abbiamo fatto presente la nostra matrice cristiana, l’oratorio non nasce dal nulla. Non registriamo, a oggi, alcun problema. Semmai…
Semmai?
Qualche fatica la riscontriamo con bambini o ragazzi con disabilità, diagnosticate e non. Vale, per loro, la nostra vocazione, quella dell’accoglienza, a braccia aperte. Ma non è sempre facile, è una questione che meriterà una riflessione
Don Fabio e Luca
Ritorno a Luca, al giovane veterano: perché all’oratorio vieni da così tanto tempo, perché ci torni e ti dai da fare?
Perché ho capito che è nel dare che ricevo. È uno slogan, me ne rendo conto. Ma ha un senso, succede davvero così
Oltre a “fare l’oratorio” di cosa di occupi?
Studio. Scienze dell’educazione. È frequentando l’oratorio che mi sono reso conto di quanto contasse per me questo tipo di formazione e di prospettiva, una strada da intraprendere