Busto Arsizio - 01 luglio 2026, 15:06

Ex Calzaturificio Borri, il Pd dopo le risposte in Consiglio: «Ritardi e responsabilità della Giunta. Monitoreremo l’avvio dei lavori»

Il Partito Democratico interviene sul progetto di rigenerazione dell’ex Calzaturificio Borri, criticando ritardi e scelte della Giunta. I dem annunciano un monitoraggio sull’avvio dei lavori previsto nel 2027, con particolare attenzione a tempi e coerenza degli interventi

L’ex Calzaturificio Borri

Il Gruppo consiliare del Partito Democratico di Busto Arsizio interviene con un comunicato stampa in merito alle risposte fornite dall’amministrazione comunale sulla progettazione e sul proseguimento dei lavori all’ex Calzaturificio Borri. Alla luce delle informazioni emerse in Consiglio, il Pd parla di ritardi e di una mancata conclusione degli interventi in capo alla Giunta, annunciando che sarà monitorato il corretto avvio dei lavori, attualmente previsto in ritardo

IL COMUNICATO STAMPA

Il gruppo comunale del Partito Democratico ribadisce di aver sostenuto i progetti di rigenerazione urbana presentati nel 2021, relativi a cinque immobili - tra cui l’ex Calzaturificio Borri - nella convinzione che le risorse del PNRR rappresentassero un’importante opportunità per la città, pur nella consapevolezza delle criticità attuative e di possibili incoerenze urbanistiche.

Secondo il PD, tuttavia, la responsabilità dei ritardi e della mancata conclusione delle opere non può essere attribuita alla minoranza, trattandosi di progetti interamente gestiti dalla Giunta di centrodestra.

Per quanto riguarda l’ex Calzaturificio Borri, esaurite le risorse PNRR con la realizzazione delle quattro palazzine di housing sociale e dei parcheggi pubblici, il completamento del recupero dell’edificio storico risulta oggi affidato a risorse comunali e a finanziamenti nazionali per circa 8,5 milioni di euro.

Una scelta che, secondo il gruppo consiliare dem, evidenzia l’assenza di una visione complessiva: si prevede infatti la realizzazione di uffici comunali ritenuti sovradimensionati rispetto alle reali esigenze (l’Anagrafe rappresenta solo una minima parte degli spazi previsti) e un info point collocato nella piccola portineria, soluzione giudicata costosa e poco funzionale. Restano inoltre esclusi dal progetto di recupero la casa del custode e l’immobile degradato di via Pisacane.

Il centrodestra, in campagna elettorale nel 2021, aveva presentato un progetto che prevedeva un ampio ricorso a fondi europei, il recupero integrale dell’ex Borri, la realizzazione di un auditorium, parcheggi e una quota contenuta di housing sociale. Oggi, a risorse europee esaurite, l’auditorium non risulta più nel progetto, mentre l’housing sociale è stato ampliato per compensare la mancata realizzazione di altri interventi, tra cui la caserma di via Roma e Villa Radetzky. Il recupero dell’edificio storico è invece stato solo parzialmente definito e finanziato attraverso risorse comunali.

Resta aperto, secondo il Pd, il nodo della destinazione dell’immobile storico: circa 1.430 metri quadrati di uffici vengono giudicati sovradimensionati rispetto al contesto e inseriti in un comparto ancora incompleto. Il gruppo si interroga quindi sulla funzione più utile per la città e per il centro urbano, evidenziando come i fondi europei risultino ormai esauriti e le risorse comunali impegnate in una progettazione parziale e non pienamente definita.

Il Partito Democratico sottolinea inoltre che il giudizio positivo sull’housing sociale – che secondo il gruppo avrebbe dovuto essere realizzato altrove e con modalità differenti – non può nascondere l’incertezza e la discontinuità delle scelte urbanistiche adottate dalle amministrazioni di centrodestra negli ultimi anni.

Infine, il Pd annuncia che seguirà con attenzione l’avvio dei lavori, previsto (con ritardo) nel 2027, monitorando tempi, scelte progettuali e coerenza degli interventi rispetto all’interesse pubblico.

Comunicato Stampa