Ieri... oggi, è già domani - 24 giugno 2026, 05:00

“San Giuòn... al vegn e al vò!” - “San Giovanni... viene poi se ne va!”

A discutere con Giusepèn di "San Giuòn" (San Giovanni) è come parlare della gioia, della letizia, dei ricordi che suscita...

A discutere con Giusepèn di "San Giuòn" (San Giovanni) è come parlare della gioia, della letizia, dei ricordi che suscita. San Giovanni "par Busti, l'ea Natòl" (per la città di Busto Arsizio era come fosse Natale). Si fermava ogni attività lavorativa. Si disponeva la Festa con banchetti in cortile. Ci si trovava in grande quantità, con le persone amate - parenti e amici, vicini di casa, perfino titolari d'azienda con le maestranze.

Anche i ragazzi, "prusmeàn àa Festa" (supponevano, anelavano alla Festa) e ci si divertiva in casa o in cortile, con tavolate zeppe di leccornie (oddio, non fatemele enunciare, ma so di certo che ogni famiglia, anche la più …. indigente, aveva qualcosa da proporre) - è Giusepèn che mi novella col suo solito entusiasmo, com'era il "suo" San Giovanni - "dopo a Messa, tuci a giugò ai bugetti o cunt'i figuiti" (dopo la Messa, tutti a giocare con le biglie o con i figurini) - chiaro che si riferisce ai ragazzi di allora. "Tanci rasòn, in curti" (tante chiacchiere nel cortile), mentre si predisponeva ogni particolare per lla Festa. Si predisponevano i tavoli, ben allineati, mentre "i massè" (le massaie) curavano l'addobbo con le tovaglie e i tovaglioli, "cunt'i pioti ben neti" (con i piatti ben puliti) ben scaglionati "a pressa di cadreghi" (vicini alle sedie) - intorno alle 13, scoccava l'ora del "ritrovo congiunto": non una famiglia dopo l'altra, ma "fioeu da 'na porti, signorin e giunotti da 'noltra e i po' e i mom, visèn al foegu" per garantire la sollecita dedizione a ciò che bolliva in pentola.

"ragazzi da una parte, signorine e giovanotti, dall'altra  e i padri con le mamme, dislocati vicino al fuoco" - meglio precisare che, ciascuna famiglia, portava un "piatto prelibato" (cucina Bustocca) e qui, penso che ogni mamma, si accordava con le altre, per non cucinare … doppioni. Per il vino e l'acqua non c'erano problemi: oltre al vino offerto dalla casa-ospitante, si potevano contare altri "butigliòn da russu" (bottiglioni di vino rosso) che, alla fine della giornata (cena compresa), avanzavano e lasciati a casa della Famiglia ospitante, in segno di riverenza e di rispetto.

Bustocchi miei - la Festa di San Giovanni - 24 giugno - era la Festa per antonomasia che si protraeva per l'intero pomeriggio col "concerto" (perdonate l'ardire) che nonno Pasqualeau con le sue figlie, Angiuletta e Teresa, mettevano in scena, cantando opere liriche imparate a memoria, senza uno spartito e, soprattutto, senza la musica di un'Orchestra da camera. - c'era il "basso" (il nonno) ed il "baritono" (sempre il nonno), con un soprano d'eccellenza (la zia Angioletta) che teneva testa alla sorella zia Teresa, per le sue note basse e gioiose, con una tonalità che mi vien da paragonare a un... notturno di Chopin - strano a dirsi, ma il vino, non mitigava le tonalità - le ugole si schiarivano lente - i toni si modulavano gioiosi e... "l'à gnèa sia" (veniva sera), d'incanto, per una cena frugale, preludio di un "folto pubblico, non pagante" che si aggiungeva ai commensali che potevano contare sui... ragazzi buoni e cheti, che meritavano gli elogi per la loro civile condotta, che offrivano alla Festa Patronale la dolcezza dello … stare insieme. Proprio a questo punto entrava in scena "ul San Giuòn... cal vò" (il San Giovanni che va - che passa) che veniva ri-vissuto anche per un'intera settimana, con racconti lasciati in sospeso o "mozzicati" per l'intero andamento della Festa.

Nei campi, ad esempio, quando si mieteva il grano o "a Ustaia" (o all'Osteria) quando gli operai si radunavano dopo "ul lauò" (il lavorare) per un incontro fugace, prima di cena. Vorrei discutere, esaltare il San Giovanni di oggi... magari col mio Dialetto Bustocco "da strada"... ma i tempi sono mutati e si pensa al... San Giovanni Bustocco, in maniera diversa! Giusepèn, tuttavia, mi è testimone e, con i suoi ricordi, mi ha offerto un "quadro" grandioso della Famiglia Marcora di quell'epoca!

Gianluigi Marcora