Giovedì 25 giugno prossimo, esattamente ottant’anni dopo la prima riunione dell’Assemblea Costituente, ci troveremo alle h 18,00 davanti al comune di Busto Arsizio per un'azione teatrale È QUI LA FESTA....E LA REPUBBLICA?
L'evento era previsto il 2 giugno ma è stato annullato per maltempo (locandina completa in fondo). Porteremo una nostra riflessione sul valore tutt’oggi attuale del lavoro che quell'esperienza storica portò avanti, ovvero la definizione dei principi politici, sociali ed etici che avrebbero caratterizzato la nuova società che si stava ricostituendo all’indomani della sconfitta del nazifascismo. Sembrano, i nostri, tempi assai bui e difficili per la nostra Repubblica. Da un lato coinvolgimento più o meno diretto nelle guerre ai confini dell’Europa e nel genocidio in corso a Gaza stridono con il “Ripudio della Guerra” sancito dalla Costituzione e a livello di politica interna i decreti sicurezza ed in generale la politica securitaria portata avanti dal governo, criminalizzando il conflitto sociale ed il dissenso, limitano pesantemente la libertà di espressione e partecipazione dei cittadini alla vita politica del paese.
Contestualmente si diffonde il lavoro povero, aumenta la precarietà e si riducono i servizi. Eppure, la storia ottanta anni fa faceva presagire ben altro! L’Assemblea costituente riunendosi per la prima volta il 25 giugno del 1946 iniziava il delicato e complesso lavoro di stesura della Costituzione che oltre a definire l’architettura Istituzionale della nuova forma di governo indicava i principi ed i valori fondanti che avrebbero dovuto animare la nuova società italiana uscita attraverso la Resistenza dal nazifascismo e della guerra. Ripudio della guerra quale strumento di risoluzione delle controversie, riconoscimento del lavoro come elemento fondativo della società, partecipazione dei lavoratori all’organizzazione politica ed economica del paese, riconoscimento della totale uguaglianza dei cittadini indipendentemente da razza, sesso e religione, impegno dello Stato nel rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitando la libertà e l’uguaglianza dei cittadini ne impediscano il pieno sviluppo.
La nostra Resistenza ricomincia ora proprio da qua, dal riconoscere la Repubblica quale luogo della partecipazione attiva delle cittadine e dei cittadini alla vita economica politica e sociale del paese, quale luogo del diritto al lavoro dignitoso, alla salute ed all’istruzione, indipendentemente dall’ etnia, dalla religione, dall’orientamento sessuale. Crediamo nella Resistenza come azione quotidiana che attraverso il dissenso ed il conflitto argini il dilagare delle logiche liberiste e di mercato anteponendo il profitto a tutto; rimaniamo così nel solco di quanto la lotta di Resistenza aveva iniziato e la nostra Costituzione repubblicana ha poi sancito per il futuro del nostro Paese.
Comitato Antifascista di Busto Arsizio