Busto Arsizio - 18 giugno 2026, 08:59

Addio a Teresa Re, il dono raro dell’ascolto: una vita accanto agli altri

Una vita spesa accanto alle persone più fragili, tra educazione, inclusione e sostegno a Busto. La commozione del marito Giorgio Olivieri e il ricordo di una donna che ha lasciato un segno profondo nella famiglia, nel lavoro e nella comunità. Per più di 30 anni è stata educatrice alla cooperativa "Solidarietà e servizi" di Marnate. Sabato l'ultimo saluto nella parrocchia di Borsano

Tra sei giorni avrebbe festeggiato il suo compleanno. Il 23 giugno avrebbe compiuto 62 anni. Invece, il destino ha fermato il suo cammino il 17 giugno, lasciando un vuoto profondo nella sua famiglia, tra gli amici, tra i colleghi e soprattutto tra quelle persone fragili alle quali aveva dedicato gran parte della sua vita.

Busto Arsizio piange Teresa Francesca Re in Olivieri, classe 1964, educatrice e insegnante, donna solare e dal sorriso accogliente, capace di entrare nel cuore delle persone e di rimanervi per sempre.

Per ben 31 anni ha lavorato come educatrice alla cooperativa Solidarietà e Servizi di Marnate, occupandosi di ragazzi con disabilità gravi. Un impegno vissuto non come una professione, ma come una vera missione. Negli ultimi due anni aveva scelto di mettere la sua esperienza al servizio della scuola, diventando insegnante di sostegno alla Maria Immacolata di Busto Arsizio.

La sua forza più grande era l'ascolto. Un ascolto autentico, paziente, capace di andare oltre le parole. Teresa riusciva a costruire ponti anche dove sembravano impossibili, trovando una via per comunicare con i suoi ragazzi e raggiungerli nelle pieghe più profonde delle loro emozioni.

«Eravamo una coppia in senso pieno del termine», racconta con commozione il marito Giorgio Olivieri. «Inizio già a sentire la sua mancanza, il distacco. Il nostro è stato un rapporto profondo. Abbiamo cresciuto tre figli e li abbiamo educati bene. Oggi so che mi aiuteranno tanto. In questi venti mesi di malattia sono stati all'altezza della situazione e ci hanno dato un grande aiuto».

Un percorso condiviso per oltre quarant'anni. «È stata al mio fianco per 41 anni. Era una persona sincera. La sua grande qualità era quella di ascoltare gli altri. Riusciva a comunicare con i suoi ragazzi disabili, trovava sempre il modo di entrare in relazione con loro. Era un punto di riferimento per colleghe e amiche».

Le parole del marito restituiscono il ritratto di una donna dal carattere forte e insieme dolcissimo. «Quando entrava nel cuore, Teresa ci rimaneva. Era un po' come i gatti: non si faceva mettere i piedi in testa, sapeva essere determinata, ma allo stesso tempo era capace di una dolcezza infinita e di stare vicino alle persone in modo profondo».

Chi l'ha conosciuta la ricorda anche per la sua solarità e per una bellezza che non era soltanto esteriore. Era una presenza luminosa, una donna elegante nei modi e nell'animo, sempre pronta a donare attenzione e tempo agli altri.

Insieme al marito Giorgio ha costruito una famiglia unita, con tre figli oggi di 32, 30 e 23 anni. Una casa vissuta come luogo di accoglienza e condivisione. «La nostra casa era una comunità aperta», spiega Giorgio. «Per questo abbiamo deciso di tenere Teresa qui, nella nostra abitazione di via Mogadiscio a Borsano. Anche adesso la casa è pienissima di persone che vogliono venirla a salutare».

Un segno concreto dell'affetto che Teresa ha saputo seminare nel corso della sua vita. Un'eredità fatta di relazioni autentiche, cura degli altri e attenzione verso chi aveva più bisogno.

I funerali saranno celebrati sabato 20 giugno alle 9.30 nella chiesa parrocchiale di Borsano.

E forse il modo più vero per ricordarla è proprio quello che emerge dalle parole di chi l'ha amata: Teresa aveva il raro talento di far sentire ogni persona importante. E questo dono, oggi, continua a vivere nel ricordo di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di incontrarla.

Laura Vignati