Sport - 16 giugno 2026, 15:41

Il Real Busto spegne trenta candeline: una festa di sport, ricordi e successi sul campo

Grande partecipazione al Redentore per il compleanno della polisportiva presieduta da Fausto Paganini. Un migliaio le persone che nel weekend sono passate dall'oratorio di via Rodari per i sei lustri della società. Presenti anche il vicesindaco di Busto Luca Folegani, don Gaudenzio Santambrogio e, in rappresentanza di ASSB, Cinzia Ghisellini. Sfilano i trofei provinciali e regionali

Un fine settimana indimenticabile, carico di emozioni, ricordi e importanti successi sportivi. Nello scorso weekend, da venerdì a domenica, il quartiere del Redentore si è stretto attorno al Real Busto per celebrare i trent'anni di fondazione della storica polisportiva. Un compleanno speciale, svoltosi negli spazi dell'oratorio del quartiere, in via Rodari, che ha saputo fondere lo spirito originario dell'aggregazione parrocchiale con i prestigiosi traguardi agonistici raccolti in questa straordinaria stagione.

Venerdì sera: la cena d'apertura e le istituzioni
Le celebrazioni si sono aperte ufficialmente venerdì sera alle 20 con la tradizionale cena riservata a sponsor, dirigenti e collaboratori, un appuntamento pensato per ringraziare chi, nel corso dell'anno, sostiene l'attività amministrativa e sul campo. Il momento conviviale è stato arricchito da una qualificata cornice istituzionale. Alla serata sono intervenuti Luca Folegani, vicesindaco e assessore allo sport del Comune di Busto Arsizio, e Cinzia Ghisellini, presidente dell'ASSB (Associazione Società Sportive Bustesi). Accanto a loro, non è mancata la figura di don Gaudenzio Santambrogio, parroco del Redentore.

Il discorso del presidente e la genesi del club
Il momento più toccante del fine settimana si è consumato sabato sera alle 21, quando il presidente Fausto Paganini è salito sul palco per rivolgere il proprio ringraziamento alla comunità, prima di dare spazio alle risate dello spettacolo di cabaret targato Zelig con Riky Bokor e Roberto De Marchi. Paganini, che fa parte del nucleo storico dei fondatori, ha ripercorso le origini di questa avventura, nata per gioco in una birreria nel giugno del 1996 su iniziativa di cinque amici: lui stesso, Giovanni Paganini, Alessandro Castiglioni, Marco Castiglioni ed Ezio Crespi. Con l'idea fissa di stare insieme e divertirsi, fondarono una squadra di calcio iscrivendola al campionato CSI Varese.

Un cammino inizialmente segnato dall'esilio forzato sul campo dell'oratorio Santo Stefano di Olgiate Olona, la storica «La Fossa», per via delle iniziali difficoltà a trovare spazio in parrocchia. Solo nella stagione 2002-2003, grazie alla determinazione di mister Alessandro Pulcinelli e del dirigente Marco Tavella, si concretizzò il tanto atteso «ritorno a casa», sul campo di via Rodari, ribattezzato amichevolmente lo «Stamford di via Rodari». Da quella singola squadra di calcio a 7, il Real Busto ha saputo allargarsi fino a diventare una vera polisportiva, che oggi conta circa 260 tesserati suddivisi in 6 squadre di calcio, 6 di pallavolo e 2 di pallacanestro.

La crescita e i nuovi progetti
Negli ultimi due anni, la società ha vissuto un processo di forte strutturazione amministrativa e aprendo un portale web per garantire un servizio migliore alle famiglie del quartiere. Tra i progetti più recenti figurano il lancio del progetto Minibasket, in sinergia con la Sangiorgese, e l'avvio della disciplina del padel. Eppure, come ricordato dal presidente, il pilastro fondamentale rimane lo stesso di trent'anni fa: il volontariato. Il Real Busto, infatti, si fonda interamente sull'impegno gratuito di dirigenti, allenatori, refertisti e addetti al bar, e la crescita costante richiede l'inserimento continuo di nuove figure disposte a donare il proprio tempo.

I premiati e il ricordo di chi non c'è più
Durante la serata di sabato, coadiuvato dalla collaboratrice Luana Zorzi, il presidente Paganini ha voluto premiare sul palco due figure cardine che da trent'anni lavorano instancabilmente dietro le quinte: il vicepresidente Giovanni Paganini e il factotum Marco Tavella, autentici motori della macchina biancorossa. Un applauso sincero ed emozionato ha poi accompagnato il ricordo di coloro che in questi tre decenni hanno lasciato un segno indelebile e oggi non sono più presenti: il primo storico allenatore Ambrogio Crespi, i giocatori Alessandro Ferrario (detto «Sandrone») e Stefano Gonzo (detto «Spugna»), e i primi indimenticabili sostenitori come Giovanna Varago («Mamma Gio'»), Remo Gallazzi, Carlo Rabolini e Dino Paganini, celebre per il suo incitamento «All'arrembaggio». Un doveroso ringraziamento è stato rivolto anche ai presidenti dei decenni passati, Davide Frigo e Antonio Fontana, che hanno guidato la crescita societaria.

I successi sportivi e l'impegno sociale
La festa si è consumata tra il profumo delle griglie e la sfilata dei grandi trofei stagionali, simbolo di un'annata agonistica straordinaria. Il Real Busto ha infatti celebrato la vittoria nel campionato provinciale di Milano con la formazione di calcio Under 14, guidata dai tecnici Loris Caimi, Giuseppe Pirrone, Umberto Fontana e Luigi Cesario. Nel volley mista Open, sotto l'egida del PGS, è arrivata la straordinaria conferma con la conquista del titolo di campioni regionali per la seconda volta consecutiva.

Sorrisi anche dal parquet della pallacanestro, con la squadra di Basket Open laureatasi campione provinciale del CSI Milano per il secondo anno di fila. Il roster, rinforzato in estate con gli innesti di Davide Carolo, Daniele Puricelli, Riccardo Poggiolini, Andrea Meraviglia e l'ex Serie A Nicola Bertoglio, ha vissuto un momento clou domenica alle 20, disputando sul campo casalingo il decisivo match di ritorno del quarto di finale regionale. L'agile vittoria su Lumezzane ha permesso di staccare il pass per le Final Four regionali.

I successi, tuttavia, superano i confini del rettangolo di gioco. Il presidente Paganini ha infatti rivendicato con orgoglio l'impegno sociale della polisportiva, che spazia dal sostegno alle iniziative dell'Aido fino allo straordinario gesto compiuto lo scorso settembre dai ragazzi dell'Under 14 di calcio, scesi in campo per servire ai tavoli durante una cena a favore della comunità dei senzatetto di Busto Arsizio.

A riassumere il senso di questa ricorrenza è lo stesso presidente Paganini: «Il Real Busto si fonda sul volontariato e vuole promuovere lo sport come momento di educazione, di crescita, di impegno e di aggregazione sociale. Cosa muove tutto questo? Una parola in modo particolare tra tante: la passione. Eravamo in primis un gruppo di amici, e lo siamo ancora, cresciuti insieme in questo oratorio, condividendo forse gli anni più belli della nostra vita. Oggi siamo chiamati a essere da esempio per i più giovani nel segno del rispetto, con la speranza che i bambini di oggi continuino a vestire la nostra maglia diventando in futuro degli adulti responsabili».

Un weekend memorabile, che ha visto passare un migliaio di persone (e oltre 500 salamelle servite) vissuto all'insegna delle parole chiave scolpite nella storia di via Rodari: passione, unione, amicizia, rispetto, crescere e costruire.

Giovanni Ferrario


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