Salute - 14 giugno 2026, 12:42

FOTO. Casa di Comunità a Castellanza: cantiere record, struttura pronta in anticipo

L’impresa CGM di Castellanza consegna i lavori in anticipo di due settimane. Il progetto, che ha visto una complessa opera di adeguamento architettonico, già accoglie i primi servizi dell’Asst Valle Olona

Il territorio della Valle Olona si prepara ad accogliere un nuovo tassello fondamentale per la sanità di prossimità. A pochi giorni dall'apertura del Punto Unico d'Accesso, il cantiere della nuova Casa di Comunità di Castellanza, situata all'incrocio tra viale Don Minzoni e via Brambilla, volge al termine. Un traguardo raggiunto grazie all’operato dell’impresa CGM di Castellanza, già protagonista della realizzazione del PalaGinnastica di Busto (leggi QUI), che ha completato i lavori con un anticipo di circa due settimane rispetto alla tabella di marcia.

Un intervento complesso
Il progetto, affidato all'azienda castellanzese guidata da Salvatore Raniolo tramite una gara d'appalto da un milione e settecentomila euro, non è stato una semplice ristrutturazione. Si è trattato del recupero strutturale e funzionale di un immobile di proprietà dell'ASST che versava da moltissimi anni in stato di totale abbandono, inagibile e ormai inutilizzabile.

La gestione dell'intervento è stata particolarmente delicata: trattandosi di un appalto integrato, è stato necessario elaborare soluzioni progettuali che permettessero di superare le criticità strutturali rispettando rigorosamente il quadro economico prestabilito. Il capocommessa, l’architetto Simone Valenti (con la preziosa collaborazione dell'ingegner Patrizia Fagioli, direttore tecnico, e del geometra Raimondo Di Giacomo, responsabile di cantiere), ha coordinato una squadra affiatata che ha dovuto far fronte a sfide ingegneristiche non banali. La struttura originale ha richiesto infatti un radicale intervento di adeguamento, iniziato nel settembre 2024, che ha riguardato in particolare la risoluzione di criticità legate alle barriere architettoniche e al consolidamento statico. Per migliorare l'accessibilità è stato necessario dotare l'edificio di un moderno ascensore, esterno al precedente assetto, essenziale per garantire l'uso del polo sanitario a persone con mobilità ridotta.

Un grande lavoro di squadra: meritano di essere nominati il direttore dei lavori, l'architetto Andrea Taddia, e l'ingegnere Cristiano Borsani, direttore operativo e assistente di direzione. Da parte della committenza il Rup è stato l'ingegner Massimiliano Mastroianni, assistito dall'architetto Alessandra Bonfanti, con la direzione lavori affidata all'ingegner Cristiano Borsani.

«Abbiamo operato in un contesto che richiedeva sensibilità e precisione — spiega l’architetto Valenti — intervenendo su un volume che presentava problematiche di dislivelli significativi. Abbiamo dovuto abbassare la soglia di accesso e rifare interamente la distribuzione degli spazi per rispondere alle esigenze funzionali di una struttura sanitaria moderna. È stato un intervento impegnativo ma di grande importanza, che ci ha permesso di restituire alla cittadinanza un'opera sicura e con una forte valenza sociale».
«Nella realizzazione del piano seminterrato - aggiunge Raniolo - abbiamo dovuto scavare un metro e venti in profondità per risolvere la problematica legata al radon e quindi permetter la permanenza di persone all'interno dei locali. Per fare tale intervento è stato necessario realizzare tutte le sottomurazioni della struttura».

La forza lavoro e i tempi del cantiere
Le operazioni sul campo si sono protratte per oltre un anno e mezzo e hanno richiesto una pianificazione attenta anche dal punto di vista dell'organico. Il cantiere ha visto l'impiego costante di una squadra media di circa 8 persone. Nelle fasi più intense della lavorazione, comprese quelle dedicate a specifiche opere strutturali e alla successiva finitura e chiusura delle attività, la forza lavoro è stata potenziata fino a raggiungere picchi di 20 addetti contemporaneamente attivi sul sito.

Distribuzione degli spazi e servizi
La nuova Casa di Comunità si sviluppa su due livelli, quello superiore di circa 220 metri quadri e quello sottostante di 180 metri quadri. La divisione funzionale prevede una pianificazione logistica ottimizzata per l'utenza dell'ASST Valle Olona: al primo piano si trovano sei ambulatori, supportati da una zona spogliatoi e servizi igienici, mentre al piano terra sono stati predisposti cinque ulteriori ambulatori. Gli spazi sono stati progettati per integrare le macro-aree previste da Regione Lombardia: dall'assistenza primaria a quella specialistica, fino all'integrazione sociosanitaria.

Soddisfazione anche per il Comune di Castellanza
«Al momento la struttura di via Don Minzoni ospita il Punto Unico di Accesso - aggiunge il sindaco Cristina Borroni - e sicuramente questo rappresenta un miglioramento dei servizi offerti agli utenti che abitano in città e nei paesi limitrofi. Sino ad oggi, infatti, per accedere ad alcuni di questi servizi i cittadini potevano rivolgersi allo sportello CUP presente in comune, ma questo era aperto solo un giorno alla settimana; il PUA, invece, è operativo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 16, senza appuntamento, e questo significa una miglior fruibilità da parte di tutti. Credo che questa non possa che essere considerata una notizia positiva, non solo per Castellanza, dove il CUP chiuderà perché non è più necessario, ma anche per chi abita nei paesi del nostro territorio, dato che l’accesso alla struttura di via Don Minzoni non è limitato a chi risiede in città».

Un'immagine risalente a prima dei lavori

Un'immagine risalente a prima dei lavori

Un'immagine risalente a prima dei lavori

GioFe/LorGi