Dalla mattinata di oggi, sabato 13 giugno, il comune di Fagnano Olona ha una nuova via, intitolata al cavalier Giannino Landoni, industriale di origine castellanzese che nel corso della sua vita ha saputo spendersi per le comunità in cui ha vissuto e lavorato.
Grazie all’impegno dell’associazione Dell’Acqua di Busto Arsizio, di cui il cavalier Landoni era Socio d’Onore, questa mattina è stata inaugurata la targa che ha ufficialmente intitolato la via che porta alla sua abitazione all’imprenditore scomparso nel 2023, alla presenza del prefetto Salvatore Rosario Pasquariello, del sindaco di Fagnano Marco Baroffio, dei colleghi di Castellanza Cristina Borroni e di Cassano Magnago Pietro Ottaviani e del vice sindaco di Busto Luca Folegani.
A benedire la nuova via Cav. Giannino Landoni è stato il Vescovo emerito di Lugano Pier Giacomo Grampa, durante una cerimonia guidata dal presidente dell’associazione Dell’Acqua Sergio Colombo.
La mattinata, poi, è stata anche l’occasione per la nipote Monica, e la sorella Alice, di ricordare il nonno, e condividere con tutti i presenti, attraverso le loro parole, l’esempio che la sua vita ha rappresentato per coloro che lo hanno conosciuto.
«Con l’intitolazione di una via a Giannino Landoni – ha sottolineato il sindaco Marco Baroffio – la comunità di Fagnano Olona rende omaggio a un uomo che ha saputo trasformare il talento, il lavoro e la determinazione in un esempio straordinario di successo imprenditoriale e umano.
Fondatore della Meca Spa, azienda che ha portato nel mondo l’eccellenza del meccanotessile italiano attraverso migliaia di macchine esportate e numerosi brevetti internazionali, Giannino Landoni ha rappresentato al meglio i valori del fare impresa: innovazione, coraggio e visione».
«La sua storia – ha proseguito il primo cittadino – è quella di una generazione che, con sacrificio e intraprendenza, ha contribuito alla crescita economica del nostro Paese e allo sviluppo del territorio.
Accanto ai risultati imprenditoriali, va ricordata la sua profonda sensibilità sociale.
Con discrezione e generosità, ha sostenuto nel tempo realtà, enti e iniziative impegnate nel campo della solidarietà e del bene comune».
«Dedicargli una via – ha concluso Baroffio – significa custodire la memoria di un cittadino che ha lasciato un segno concreto nella vita economica e sociale della nostra comunità.
È anche un messaggio rivolto alle giovani generazioni: l’impegno, la passione e la responsabilità possono costruire percorsi capaci di lasciare un’eredità duratura».